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Regionale
mercoledì 26 giugno 2019.
PATRIZIA PAROLINI, Almas Rom, Eine Puschlaver Familiensaga, orte Verlag, Schwellbrunn 2018
di Massimo Lardi

Pubblichiamo volentieri le recensioni di due libri, freschi di stampa, di Massimo Lardi che molto gentilmente ci ha inviato.



Il 24 gennaio a.c. è stato presentato a Poschiavo dall’autrice stessa, Patrizia Parolini, il romanzo Almas Rom. Si tratta della saga di una nostra famiglia, trapiantata a Roma e poi di là sradicata, di cui la nonna paterna di Patrizia è la protagonista. Un’opera che rispecchia direttamente o indirettamente quasi un secolo di storia dell’emigrazione poschiavina nella Città eterna tra la fine dell’Ottocento e la seconda metà del Novecento.
Il nucleo generativo dell’opera è lo sradicamento della protagonista da Roma all’età di 17 anni, il suo incessante rimpianto per l’Urbe e la sua cultura. Roma è il leitmotiv che innerva tutta l’opera; la città che per Alma è il simbolo di civiltà, cultura, opulenza e felicità. Su questo si innesta il tema non meno importante dell’adattamento allo studio, al lavoro e alla realtà totalmente diversa di Poschiavo e di altri centri svizzeri, che Alma vivrà come luogo d’esilio, di ristrettezza economica e mentale e in totale contrapposizione alla città del suo cuore. Solo col tempo, la sicurezza e la tranquillità che la patria le garantirà in tempi tanto calamitosi come le dittature del ventesimo secolo e le due guerre mondiali e, infine, il vero amore che vi troverà, riusciranno a far apprezzare ad Alma anche la sua terra d’origine.
Per la ripetitività del tema della nostalgia, Almas Rom è indubbiamente un romanzo elegiaco; per l’evoluzione della protagonista verso la maturazione e l’età adulta, esso è nel contempo un romanzo di formazione nel senso più stretto del termine. Per la nobiltà dei sentimenti e per la nitidezza del linguaggio ha anche un’eminente funzione educativa e di intrattenimento. Il romanzo è talmente piaciuto che ha già conosciuto una seconda edizione e il 25 luglio p.v. l’autrice ne ripeterà la presentazione con lettura a Sils in Engadina. Ci felicitiamo vivamente con Patrizia. Essendo lei cresciuta in terra di lingua romancia e tedesca ha scritto il libro in tedesco, ma questo non toglie nulla alla validità dell’opera; lo spirito non potrebbe essere più grigionitaliano. Sul prossimo numero dei QGI uscirà la recensione completa. La lettura di Almas Rom avrà luogo il 25 luglio 2019 alle 20.15 nella Biblioteca Engiadinaisa Sils/Segl Baselgia.



Ed ecco la recensione del secondo libro:

0.04 VOR 12 ovvero 0.04 a mezzanotte di Nicolao Lardi
Dai torchi della Tipografia Menghini è uscito recentemente, in tedesco, un libro (128 pp.) su uno dei temi che più riscaldano gli animi di questi tempi: il surriscaldamento climatico. L’autore è Nicolao Lardi, originario di Le Prese, abitante a Igis, pensionato, formatosi attraverso un tirocinio di laborante chimico presso la Ems Chemie, diplomato maestro alla Scuola magistrale cantonale di Coira, promosso pedagogista al Seminario ortopedagogico di Zurigo.
Il libro è assai stimolante; non mette in discussione la realtà del surriscaldamento, non declassa l’allarme sull’imminente catastrofe climatica a una delle tante teorie sulla fine del mondo professate da tante sette, come capita di leggere a volte sui giornali. Riconosce come grandissima parte dei climatologi che l’attuale riscaldamento globale è causato in parte dall’uomo. Passa in rassegna le notizie della desertificazione, dei terribili incendi che devastano periodicamente vaste zone di più di un continente, della scomparsa dei ghiacciai, dello scioglimento dei ghiacci dell’Artide e dell’Antartide. Enumera gli scempi perpetrati in tanti paesi a danno della natura. Ma va oltre analizzando gli errori metodici, le lacune scientifiche e l’occultamento di dati non conformi alle opinioni degli scriventi tanto da parte degli asserzionisti che dei negazionisti del surriscaldamento.
Così, pur essendo dalla parte dei primi, egli contesta la riduzione della problematica a un’eccessiva produzione di Co2 dovuta all’impiego di combustibili fossili. Non nega la piaga delle polveri fini, ben inteso.
Stigmatizza senza mezzi termini l’inquinamento atmosferico, invoca immediati interventi per migliorare la condizione di vita di grandi parti del pianeta. Ma da chimico, e basandosi ovviamente su studi e sull’autorità di alcuni scienziati, proclama – come del resto ognuno di noi ha imparato già alle elementari – che il CO2 è essenziale per la vita delle foreste e della vegetazione in generale, le quali si nutrono di CO2 e lo convertono in puro ossigeno, mentre senza il CO2 sono condannate a sparire. Il CO2 è alla base di ogni tozzo di pane, ogni tazza di riso e ogni pezzo di carne. All’origine del surriscaldamento globale egli ritiene ci sia almeno in parte lo scempio, ovvero lo sfruttamento scriteriato delle principali risorse idriche del pianeta, ma anche l’essiccazione naturale di vaste aree del mondo. Secondo lui è su questo piano che la comunità mondiale deve intervenire e propone una serie di soluzioni affascinanti che a prima vista possono apparire chimeriche.
Proprio per l’attualità della sua tematica, per la stimolante utopia dei rimedi proposti, l’opera è avvincente e si legge come un giallo.
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“Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie... lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.”

ORIANA FALLACI

 
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