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Regionale
martedì 23 luglio 2019.
Reazione all’articolo di Paolo Attivissimo apparso su La borsa della spesa, aprile 2019
di Eleonora Ressiga-Vacchini e Anna Darani

Pubblichiamo la lettera delle signore Eleonora e Anna perché riteniamo che il problema da loro contestualizzato è o potrebbe essere anche un nostro problema!

Siamo 2 amiche alle quali si sono drizzati i capelli in testa quando abbiamo letto l’articolo di Paolo Attivissimo apparso su La Borsa della spesa nel mese di aprile. È stato proprio a partire da quel giorno che abbiamo cominciato ad interessarci e ad approfondire il tanto discusso tema dell’introduzione della tecnologia 5G su larga scala, in fretta e furia, senza spiegazione alcuna alla popolazione, ignorandone i pericoli.
Essendo il signor Attivissimo molto apprezzato, soprattutto dai giovani, ci è sembrato opportuno verificare le sue affermazioni e formulare una reazione al suo articolo.

Ci tenevamo ad aggiornare il signor Attivissimo sugli ultimi sviluppi della scienza, grazie ai quali è finalmente chiaro che le onde radio non ionizzanti (RNI) hanno un impatto su tutti gli esseri viventi e la loro salute. Quelle da lui definite fake news, sono in realtà conclusioni di studi pubblicati su riviste scientifiche. Per fortuna, in questo ambito, le parole di un informatico godono di meno credibilità di quelle provenienti da una rosa di scienziati, ingegneri, fisici, medici e biologi. Lo studio svolto dall’Istituto Ramazzini di Bologna (risultati pubblicati a marzo del 2018) dimostra come l’esposizione prolungata - in questo caso dalla fase prenatale fino alla morte naturale - a radio frequenze di soli 1.8GHz (utilizzate dal 4G), sia significativamente correlata all’apparizione di tumori al cuore e al cervello. Risultati simili sono stati ottenuti dal National Toxicology Program americano nello stesso anno. Vorremmo chiedere al signor Attivissimo di illustrarci quali saranno i tanto ulteriori conclamati vantaggi che avremo col 5G, nessuno ancora è riuscito a spiegarcelo… Guardare due film contemporaneamente? Accendere la luce con un messaggio vocale che farà il giro della Cina al posto che con un dito? Un tema a cui viene dato poco spazio è appunto il discorso della sostenibilità economica ed ecologica. Il professore universitario e richiestissimo esperto britannico in telecomunicazione, William Webb, ricorda che già con l’introduzione del 4G non è stato possibile accreditare ai clienti i nuovi costi, chi si accollerà perciò quelli del 5G? L’utilizzo di questa tecnologia per l’internet delle cose che si spinge fino all’idea delle automobili auto-pilotate, non rientra nel modello della telefonia mobile per il quale il cliente paga delle quote mensili. Va inoltre ripetuto che per noi del popolo, il 5G non porterà nessun vantaggio diretto. Sempre secondo Webb, non è altresì garantito che l’industria automobilistica, gli ospedali o i produttori di beni di consumo abbiano intenzione di diventarne clienti e non esiste nemmeno ancora il modello commerciale per il progetto di automatizzazione nelle fabbriche. Ci ripetono che questa è una grandissima occasione per l’economia Svizzera e che essa non va persa, ma in realtà a guadagnarci saranno Huawei ed Ericcson - non proprio di casa nostra - e magari un pochino le aziende di telecomunicazione semmai riuscissero nel titanico intento di far rientrare i costi senza fallire, ma chi altro?
A questo si aggiunge l’enorme perdita di lavoro che comporterebbe una tale robotizzazione.
Nel 2013, Internet e gli oggetti connessi rappresentavano già un consumo energetico equivalente a quello del Canada e della Finlandia messi assieme. Il momento ecologico in cui ci troviamo è delicatissimo e si dà il caso che Internet sia il quinto maggior utilizzatore di energia del pianeta.
L’introduzione del 5G e dell’internet delle cose aumenterà esponenzialmente l’utilizzo energetico! Essendo questa nuova tecnologia concepita per incrementare il consumo di massa, il 5G contribuirà in modo significativo alla distruzione del pianeta, poiché l’obsolescenza programmata di queste centinaia di miliardi (!) di oggetti connessi contribuirà pesantemente ad una catastrofe ambientale, giacché si sa, i rifiuti elettronici sono molto poco riciclabili.
Il mondo dell’agricoltura, a causa dei pericoli che minacciano il mondo degli insetti e quello animale, è giustamente in allerta. Anche il mercato immobiliare ne risentirà tantissimo: Christoph Gautschi, Real Estate MAS, sostiene che gli edifici nelle vicinanze di antenne perderanno enormemente di valore e già tutt’ora si comincia a notare il fenomeno degli inquilini che abbandonano le abitazioni site nelle vicinanze di antenne.
Swiss Re, nel suo rapporto annuale sui rischi, situa il 5G tra i fattori di rischio più importanti nel futuro prossimo a causa dell’incertezza biologica, della fragilità della sicurezza del sistema e dei problemi legati a potenziali maxi blackout.

Ora, se a voi sostenitori di questa nuova tecnologia non interessa l’aspetto della salute, se non vi irrita nemmeno un po’ l’idea che venga calpestata la nostra Costituzione e quindi i nostri diritti (Art.10, Art.11, Art.13 per citarne alcuni), volete magari aiutarci invece ad approfondire gli altri aspetti menzionati?

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Una causa non buona diventa peggiore quando si vuole difenderla.

Publio Ovidio Nasone

 
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