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Cultura
venerdì 9 agosto 2019.
TOUCH SCREEN e POLLI
di Teresio Bianchessi

Più facile che pensare: tocchi e appare!
Più veloce che dirlo: tocchi e fa!
Allo schermo “sensibile al tocco” basta il nostro indice per dire si o no al mondo e lo fa senza esitazioni né ripensamenti; di più, questo “schermo tattile”, se in funzione multi-touche da retta contemporaneamente anche a più dita che possono così agire simultaneamente su più proposte.
Magie tecnologiche che richiedono capacità, ma sopra tutto un livello di attenzione molto elevato.
Malauguratamente stressati e distratti come lo siamo un po tutti, ci si fa l’abitudine a questa comodità che diventa routinaria e allora ecco che mentre cercavi le previsioni del tempo, appare una videata strana, richiede un assenso: si – no, rispondi, pardon, digiti di fretta ed ecco confermato un abbonamento ad un servizio inutile che costa ... solo 5 euro la settimana. Succede anche che il telefono infilato nella stretta tasca dei jeans tocchi qualche rigidità che fa partire una telefonata non si sa a chi o squilli e dall’altra parte senti una voce sconosciuta: “Ha difficoltà signore, come possiamo aiutarla?” - “Scusi ma chi parla?”.
e a quel punto ti ricordi della app del 112 appena installata, che figura!
“Grazie, grazie molte, tutto a posto”.
C’è poi la telefonia che appena rinnovato l’abbonamento ti bersaglia di messaggi e basta digitare “si” o pigiare “1”, ma bisogna farlo subito, per non farsi sfuggire l’offertona di 10000 sms, 5000 giga o un abbonamento ad una playlist!
Pensavo questo mentre mi godevo un insolito paesaggio collinare popolato da bipedi: gallo, galline, oche, anatre e un pittorico quadro d’altri tempi mi ha rimandato ad una massima che raccomandava:
“Guardare ma non toccare è una cosa da imparare”.
Non si può imparare senza guardare e credo che il suggerimento sia valido ancora oggi, tutti ci vogliono spingere a ritmi sempre più frenetici, ma conviene guardare, guardare, guardare e solo quando si è imparato è bene attivare l’indice.
Osservando i polli, si dice abbiano un cervello di gallina, notavo la loro prudenza; il loro “touch screen”, ovvero il loro becco; si attivava solo dopo che le loro zampette avevano ben raschiato il terreno e portato in superficie il bocconcino che non veniva così confuso con sassolini, pietrisco o rametti indigesti.
Avremo noi più cervello dei polli!?
Buona estate!

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“Una parte di uomini opera senza pensare, una parte pensa senza operare, pochi operano dopo aver pensato.”

Ugo Foscolo

 
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