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Cultura
mercoledì 21 agosto 2019.
APRIRE I PORTI? PRIMA APRIAMO I CUORI
di Teresio Bianchessi


L’odissea della Open Arms ferma da 19 giorni davanti a Lampedusa con il suo carico di profughi disperati e che ha occupato tutte le prime pagine dei notiziari si è sbloccata con l’intervento della procura di Agrigento che ha disposto il sequestro della nave e l’evacuazione immediata degli 83 migranti ancora a bordo.
Finalmente!
Davvero stucchevole la politica sempre distante dalla realtà, sempre alla ricerca di consensi più che di soluzioni.
Intanto, in tutti quei lunghi giorni, a bordo si vomita, si sta male, ci si deprime nel vedere la meta tanto agognata lì a portata di braccia e di certo chi è a bordo non capisce i dibattiti della politica, di certo gli rode l’ostilità di chi considerava umanità ricca e accogliente; così i più fragili si buttano a mare.
La Editrice Monti, che ha pubblicato taluni dei miei libri aveva in catalogo la collana:“Nei panni degli altri” che si sforzava di capire le realtà non limitandosi alla superficie, ma scrutando in profondità per discernere il perché delle cose.
Nei panni degli altri!
Ad ogni sbarco la notizia che più mi inquieta è quella che riguarda i minori non accompagnati; nel caso della Open Arms erano 27.
Noi non mandiamo soli i nostri bambini nemmeno a scuola, che si trova a pochi isolati più in là di casa nostra!
Che pena avranno nel cuore quei genitori, quel padre, quella madre, forse solo la madre perché il padre è stato ucciso nel conflitto locale, o forse dobbiamo pensare agli anziani nonni perché entrambi i genitori sono stati seviziati, uccisi.
Quale disperazione li spinge, quale miseria può arrivare a tanto.
Non perdiamo tempo, non stiamo ad assottigliare, quello che conta è: “America first” - “Prima gli italiani” etc.
Che tempi, che politici anche qui da noi che rivendicano, tronfi, le origini cristiane dell’Europa, salvo poi respingere meschinamente il prossimo più bisognoso.
Credo ci sia bisogno di aprire prima i cuori; solo così i porti potranno diventare non solo approdi ma fari capaci di dare luce e speranza a chi nulla è rimasto.
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“Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie... lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.”

ORIANA FALLACI

 
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