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Politica
giovedì 22 agosto 2019.
Sistema elettorale del Grigioni. Sentenza TF sistema elettorale, reazioni e commento esperto

(ats) Il PS Grigioni si dice soddisfatto della sentenza odierna del Tribunale federale (TF) che, accogliendo un ricorso del 2017, dichiara parzialmente incostituzionale il sistema elettorale cantonale per l’elezione del Gran consiglio. L’esperto: sentenza attesa ma con qualche sorpresa.

Il PS Grigioni, unico partito tra quelli al Governo ad avere aderito al ricorso contro il sistema elettorale cantonale, "si sente rassicurato. La sentenza del Tribunale federale è una pietra miliare nella storia dei Grigioni: dopo decenni di controversie sulla questione la Corte suprema ha finalmente messo un punto dichiarando parzialmente incostituzionale il sistema elettorale cantonale. Ciò significa che la metà dei grigionesi è lesa nel proprio diritto di voto. La palla passa ora nelle mani del governo cantonale e c’è bisogno di un’interpretazione chiara per elaborare un futuro sistema di voto conforme alla costituzione ed equilibrato e dove ogni voce possa contare il più possibile".

Il PDC grigionese, "prende atto con stupore e rammarico della sentenza del Tribunale federale". In una nota divulgata ai media il partito rimarca come "sebbene la maggioranza degli elettori dei Grigioni abbia ripetutamente confermato l’attuale procedura di voto per l’elezione del Gran Consiglio, la Corte suprema ha dato maggiore peso al principio costituzionale di equivalenza dell’influsso dei voti sull’esito della votazione. Il PDC - conclude la nota - esaminerà a fondo il verdetto e svilupperà proposte su come un futuro sistema elettorale per i Grigioni possa soddisfare i requisiti costituzionali e garantire allo stesso tempo un equo diritto alla rappresentanza. La creazione di un sistema elettorale su misura per le condizioni del Cantone dei Grigioni, che tenga conto delle preoccupazioni delle regioni periferiche e renda giustizia anche ai gruppi politici più piccoli, è il compito su cui il partito si impegnerà".

Per i Verda (i Verdi grigionesi) "la sentenza rappresenta un passo importante verso un sistema di voto corretto. Il TF dà ragione, nei punti principali, ai privati ed ai partiti, tra cui anche i Verda, che hanno inoltrato il ricorso, confermando che circa la metà dei grigionesi è attualmente vittima di una disparità nel diritto di voto. Il partito continuerà a impegnarsi per un sistema elettorale equo e per la corretta attuazione della decisione del Tribunale federale".

Se da una parte la sentenza appare logica, commenta a Keystone-ATS Andreas Glaser, professore di diritto all’Università di Zurigo e co-direttore del Centro per la democrazia di Aarau (ZDA), dall’altra ci sono dei dettagli sorprendenti e che non convincono del tutto. "Il risultato è nella misura delle aspettative e sceglie la via intermedia - spiega Glaser - decidendo che in alcune parti il sistema maggioritario è ancora lecito ma per alcuni aspetti non è invece più conforme alla Costituzione federale. D’altro canto, ci sono dei dettagli invece sorprendenti: non mi convince l’aspetto in cui si stabilisce che tale sistema di voto sia lecito fino a 5 seggi, corrispondenti a circoscrizioni che comprendono fino a 7000 elettori, mentre non lo sia più oltre quella soglia. Manca una motivazione basata sul diritto per porre questo confine, che in tal modo risulta arbitrario".

Quanto alle alternative che il Cantone ha ora davanti a sé, secondo Glaser "la strada della suddivisione delle circoscrizioni più grandi in circoli più piccoli è più difficilmente percorribile rispetto alla via più probabile del sistema misto: si potrebbe seguire le linee dei giudici di Losanna oppure rivedere i confini per l’applicazione di uno o dell’altro sistema in base a valutazioni territoriali, come ha fatto il Canton Uri adottando il maggioritario fino a 4 seggi e il proporzionale nei circoli più grandi".

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