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Lettere dei lettori
mercoledì 11 settembre 2019.
San Vittore: un giorno nel Medioevo e chi ringraziare

Ritornare in un tempo in cui non si è mai vissuto? Spostare il raggio della meridiana indietro di ben 800 anni? Sembrava una sfida, una favola alla quale l’uomo, la donna, il bambino e la bambina dell’oggi razionale, efficiente, comodo, non avrebbero dedicato attenzione.

Invece no: quella domenica mattina la nebbia calata – improvvisa, umida e fredda sul villaggio - non riusciva a scoraggiare organizzanti e partecipanti alla giornata che intendeva far rivivere una domenica dell’anno 1219 alla corte dei de Sacco. Ed era lo stesso Enrico de Sacco ad apparire con stendardo e cortigiani nell’ora mattutina della prima Messa in quella chiesa collegiata che aveva da poco, tramite la Fondazione del Capitolo di San Vittore e San Giovanni, reso chiesa madre della Mesolcina e della Calanca. 800 anni dopo San Vittore ricordava questo evento e la sua gente, pur nell’allegrezza della festa, lo faceva con interesse, rispetto ed una sorta di religiosità. Nel corteo che saliva verso la torre i bambini nei loro bellissimi costumi guardavano meravigliati cavalli e cavalieri ma anche ciò che stava loro intorno. Sembravano scoprire un mondo che non conoscevano. Nell’aria, ormai rasserenata del meriggio le voci si intersecavano, quelle ridenti dei giullari di corte con quelle possenti dei regnanti, i suoni delicati dei flauti e il maestoso dei corni delle alpi, i saluti ufficiali ed il racconto della storia di 800 anni fa. Mentre la torre, fiera e imperturbabile nella sua dignità un po’ si meravigliava perché in quel giorno sembrava che tutto il paese si fosse accorto di lei, della sua bellezza, del suo valore, degli imponenti massi che la circondano e che con lei sopravvivono, guardando giù in basso alle tante generazioni che nascono, vivono e muoiono.
Chi ringraziare per aver fatto rivivere questo mondo medievale? Incluso accampamenti, giostre dei cavalli, combattimenti, teatri, musiche, pranzo di un tempo ed altro ancora? Molte le persone che hanno lavorato per questo evento promosso dal Comune politico, dal Comune Parrocchiale con la partecipazione del Comune Patriziale. Una prima questi tre enti uniti per offrire alla popolazione di San Vittore una giornata di festa e di ricordo. Ampiamente ripagata dalla partecipazione popolare. Un motivo per me per ringraziare in primo luogo la popolazione che ha partecipato, i meravigliosi bambini di San Vittore che hanno preparato una canzone per l’occasione e le loro maestre, Elio Felice ed il suo Team, i corni delle alpi, il Teatro dei Fauni ed il Mangiafuoco, la Spada nella Rocca che è stata il filo rosso della manifestazione accompagnando passo per passo le diverse sequenze, segnatamente Francesco Pedrelli che ne è stato l’organizzatore. Per gli sponsor ringrazio vivamente la ditta Vini Boldini che ha addirittura coniato per l’occasione un’etichetta mirata all’evento, il Grotto Matafontana per il pranzo, la Banca cantonale dei Grigioni, l’area di servizio City Moesa SA, le ditte Gioga SA, Neue Duschenwelt AG, Il Colore di Cosimo Sammali, la ditta Savioni Attilio SA, la SIP Swiss Industrial Promotion SA, la Swiss Melting Technologies SA, la Tecsedo SA. Come si vede hanno dato il loro contributo a questa giornata anche le ditte della zona industriale di SV. Grazie anche alla PGI e alla società Boleta per il capannone. Un sentito ringraziamento per il sostegno finanziario anche al Cantone dei Grigioni.
Cantone dei Grigioni rappresentato al nostro evento dalla Direttrice dell’Ufficio della Cultura, Barbara Gabrielli, che da Coira ha portato il saluto ufficiale del Governo e tutta la sua compiacenza per l’allestimento di questa giornata. Anche a lei un sentito grazie come agli ideatori Alessandro Tini, Presidente del Consiglio parrocchiale ed al suo Vice, Carlo Gallo. Le due persone che hanno, oltre ad avere con il Comune politico - segnatamente con la Vicesindaca Aixa Andreetta - preparato l’evento, anche condotto la popolazione attraverso la suggestiva rimembranza storica. Un ringraziamento anche al Comune patriziale, segnatamente alla Presidente Simona Santi Cereghetti. Ringrazio di cuore la squadra comunale di SV, gli uscieri, per il grande lavoro, le signore Uschi Tini e Fausta Tamò, la collega Pasqualina Cavadini ed in modo particolare Aixa Andreetta per il grande impegno e la Vicesegretaria Alessia Zanini che, oltre alla preparazione ha anche provveduto con grande competenza all’organizzazione sul posto dell’evento. Un grandissimo ringraziamento anche a tutte le altre persone che ci hanno, con molta generosità, aiutato.
Grazie per averci fatto vivere un sogno, una magia che ci riporta in un mondo di molti anni fa e che, anche in riconoscenza alle persone d’allora, porteremo nel cuore dell’oggi.

La sindaca: Nicoletta Noi-Togni

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Ogni uomo può dire quante oche o quante pecore possiede, ma non quanti amici.

Cicerone

 
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