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Politica
venerdì 13 settembre 2019.
Elezioni federali 2019: grigionitaliani di nuovo rappresentati nel Parlamento svizzero?
di Davide Pesenti

Dopo gli ultimi 8 anni a Palazzo federale, con la partenza di Silva Semadeni la “grigionitalianità” corre il rischio di non essere più rappresentata nel Parlamento federale. Per i 5 candidati provenienti dal Grigionitaliano non sarà facile riuscire ad assicurare all’italofonia grigione almeno un/a rappresentante a Berna. Ma in gioco vi è il “peso specifico” delle minoranze e il senso stesso che attribuiamo alla “pluriculturalità” del nostro Paese.

A poco più di un mese dal 20 ottobre, la corsa per le Elezioni federali 2019 è ormai entrata nel vivo. In più di 200 anni di storia, nel Cantone dei Grigioni mai così tante liste (20), mai così tanti candidati (100). Data la sua peculiarità e unicità, quale unico cantone trilingue, oltre agli equilibri partitici e alle sfide future a livello (inter)nazionale, la questione della rappresentatività delle varie componenti culturali-linguistiche del Grigioni alle Camere federali è, o dovrebbe vieppiù essere, uno dei temi importanti da prendere in considerazione in questa lunga campagna elettorale.

Le minoranze sono parte essenziale del Paese
Com’è il caso per tutte le regioni minoritarie della Svizzera – e di riflesso per i loro abitanti – è infatti essenziale poter essere rappresentati e avere voce in capitolo alle Camere federali. Questo vale non solo al fine di poter sensibilizzare – e a volte pure poter convincere – gli altri parlamentari svizzeri in merito a temi e problemi che toccano particolarmente le regioni alpine e periferiche, ma pure, e soprattutto, per assicurare al Consiglio Nazionale la più ampia rappresentanza della varietà linguistica e culturale che compone la popolazione del nostro Paese.
Per il Grigionitaliano si tratta di una rilevanza, di un’esigenza di presenza paragonabili – con le dovute proporzioni – a quelle di altre minoranze in Svizzera come, ad esempio, le regioni del Berna francofono (Giura bernese), del Friborgo tedescofono oppure la parte germanofona del Canton Vallese.

L’importanza storica di esserci
In una tale ottica di rappresentatività della popolazione e delle varie regioni del Paese, i cinque candidati provenienti dal Grigionitaliano – l’identico numero di quattro anni orsono, ma comunque ancora ben al di sotto di un’equa rappresentanza numerica della popolazione italofona – rappresentano una buona opportunità per confermare una presenza a Berna. Per una delle tre componenti linguistico-culturali del Cantone, in questi candidati – tre dalla Valposchiavo, una dalla Valbregaglia e uno dal Moesano – si ripone dunque la speranza di poter disporre nuovamente di una voce autorevole e competente al Consiglio Nazionale. Poiché non va dimenticato che nei 171 anni di storia dello Stato federale la presenza grigionitaliana alle Camere federali si è circoscritta a 36 anni – un quinto, dunque, di tutto questo periodo storico. La popolazione del Grigionitaliano è stata infatti rappresentata a Berna soltanto da due personalità politiche di spicco: il PPDC mesolcinese Ettore Tenchio (dal 1947 al 1971) e la socialista poschiavina Silva Semadeni (dal 1995 al 1999 e dal 2011 al 2019) – ciò rappresenta pertanto più l’eccezione che la regola…

L’impegno di ogni grigionitaliano/a
Come riuscire, dunque, nell’intento di continuare ad avere un/a rappresentante grigionitaliano/a a Berna?
Reputo personalmente che la responsabilità sia anche – e forse soprattutto – d’ordine collettivo. Spetta infatti a ogni cittadino e cittadina sensibilizzare e impegnarsi, aldilà degli steccati partitici, affinché anche nella prossima legislatura federale un/una grigionitaliano/a possa rappresentare in Consiglio Nazionale questa parte della Svizzera italiana. Ne va del senso stesso del plurilinguismo e dell’essenza della “pluriculturalità” svizzera e grigione. Ma l’italianità grigione si estende ben oltre i confini territoriali storici del Grigionitaliano. Pertanto, l’auspicio che possiamo formulare è che pure gli altri candidati plurilingui, qualora fossero eletti a Palazzo federale, possano avere un occhio di riguardo e una sensibilità accresciuta nei confronti della minoranza italofona grigione. Per il bene della Svizzera italiana e dell’insieme del nostro Paese.

Davide Pesenti

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