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Comunicati
martedì 1 ottobre 2019.
Chiamata alle urne: candidature femminili mai così numerose – È giunta l’ora di metà-metà!

Un’ampia coalizione di donne esorta a eleggere più donne in Parlamento il prossimo 20 ottobre. Un’analisi statistica indica che, per la prima volta, le candidature al Consiglio nazionale sono per oltre il 40 per cento femminili. La quota di donne è cresciuta in quasi tutti i Cantoni e sulle liste elettorali di quasi tutti i partiti. Le candidate quindi non mancano. Ora si tratta di eleggerle. L’obiettivo è metà-metà, ossia un Parlamento in cui donne e uomini siano ugualmente rappresentati.

Le associazioni mantello femminili, la Commissione federale per le questioni femminili CFQF e la presidente del Consiglio nazionale Marina Carobbio esortano le elettrici e gli elettori ad avere un occhio di riguardo per le candidate, affinché in Parlamento si raggiunga un maggiore equilibrio tra i generi. Attualmente, le donne occupano un terzo scarso dei seggi in Consiglio nazionale e solo il 13 per cento di quelli nel Consiglio degli Stati. Le cinque organizzazioni mantello (alliance F, Donne Evangeliche in Svizzera EFS-FPS, Unione svizzera delle donne contadine e rurali USDCR, Società femminile svizzera di utilità pubblica SGF e Unione svizzera delle donne cattoliche SKF) che partecipano all’appello rappresentano insieme oltre un milione di donne.

Le campagne di motivazione danno i loro frutti
Dalle ultime elezioni nazionali, le organizzazioni femminili e i partiti si sono adoperati per tematizzare la sottorappresentanza delle donne e per convincere più donne a lanciarsi in politica. Il progetto «metà-metà» lanciato nel 2018 dalla Commissione federale per le questioni femminili e dalle associazioni mantello femminili, la campagna «Helvetia chiama» di alliance F, la pagina web «donne politiche» dei Servizi del Parlamento nonché numerose altre iniziative attuate nei Cantoni e nei Comuni hanno dato i loro frutti: per le imminenti elezioni del Consiglio nazionale si sono candidate 1873 donne, ossia 565 (5,8 punti percentuali) in più rispetto al 2015.

Confronto tra le candidature femminili attuali e precedenti
Dopo il periodo di stallo attorno al 35 per cento che si protraeva dagli anni 1990 (cfr. grafico 1), nel 2019 la quota di candidate ha compiuto un netto passo avanti superando la soglia del 40 per cento (40,3 %). È quanto emerge da un’analisi statistica effettuata su mandato della Commissione federale per le questioni femminili, che per la prima volta propone un confronto dettagliato con le candidature delle elezioni precedenti.

Liste più rosa per quasi tutti i partiti
Rispetto alle elezioni del Consiglio nazionale del 2015, la quota di candidate è cresciuta in tutti i partiti fuorché nel PBD dove è diminuita di 1,2 punti percentuali. La progressione più consistente si osserva sulle liste del PVL (+7,8 punti); seguono quelle del PEV, (+6,9), del PLR (+6,6) e del PPD (+5,9), e dei Verdi (+4,8). Sulle liste del PS la quota femminile è cresciuta di 4,1 punti percentuali, su quelle dell’UDC, del 3,2 punti.

Candidate in maggioranza sulle liste del PS e dei Verdi
Le quote femminili sulle liste elettorali variano sensibilmente a dipendenza del partito (cfr. grafico 3). Le candidate sono in maggioranza su quelle del PS e dei Verdi (51,0 % rispettivamente 55,4 %). Questi ultimi sono l’unico partito a presentare in tutti i Cantoni una lista con lo stesso numero di donne e uomini o con una maggioranza femminile. Già alle elezioni precedenti, nelle liste del PS e dei Verdi la presenza di candidate era particolarmente significativa.

Complessivamente, la quota di donne è superiore alla media svizzera (40,3 %) anche sulle liste elettorali del PEV (48 %) e del PVL (40,7 %), si attesta al 40 per cento su quelle del PPD, mentre è inferiore alla media su quelle del PLR (37,3 %), del PBD (31,4 %) e dell’UDC (22,1 %).

Maggioranze femminili
Con una lista a maggioranza femminile in 13 Cantoni i Verdi capeggiano la classifica. Seguono PS e PPD (lista a maggioranza femminile in 8 rispettivamente 5 Cantoni), PLR e PVL (per entrambi lista a maggioranza femminile in un solo Cantone). In nessuna delle liste presentate nei Cantoni da UDC e PBD le candidate superano i candidati.

In nessun Cantone le candidate superano i candidati
Malgrado il record registrato, in tutti i Cantoni le candidate sulle liste elettorali sono complessivamente in minoranza e in nessun Cantone il loro numero supera quello dei candidati.

Zugo e Basilea Città in cima alla classifica
In cima alla classifica dei Cantoni con la maggiore quota di candidature femminili si trova Zugo con il 49,3 per cento (37 donne e 38 uomini) tallonato da Basilea Città con il 45,9 per cento (62 donne e 72 uomini), mentre le ultime due posizioni sono occupate da San Gallo (32,9 %) e Sciaffusa (24,1 %) (cfr. grafico 2).

Per quanto riguarda il confronto tra regioni linguistiche, nei Cantoni germanofoni le donne costituiscono il 40,8 per cento delle candidature, in quelli romandi il 39,4 per cento e in Ticino il 36,2 per cento.

Quota di donne in crescita in quasi tutti i Cantoni
In 19 dei 20 Cantoni che applicano il sistema proporzionale - nei 6 Cantoni che applicano quello maggioritario non sono state depositate né liste elettorali né candidature ufficiali - la quota di candidature femminili è cresciuta; l’unico in controtendenza è Svitto (-1,5 punti percentuali). L’aumento più importante si osserva nei Cantoni di Neuchâtel, Vallese e Turgovia (da +10,4 a +15,1 punti percentuali).

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“Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie... lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.”

ORIANA FALLACI

 
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