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Lettere dei lettori
martedì 15 ottobre 2019.
Reti di protezione Favera: sono amareggiata
di Nicoletta Noi-Togni

Prendo la parola in merito alla trattanda sulle reti di protezione a Favera evasa dall’Assemblea comunale di San Vittore in data 7 ottobre 2019. La trattanda ha suscitato discussione e soprattutto è stata preceduta da uno scritto anonimo, indirizzato alla mia persona e al Municipio recante epiteti pesanti, cito: mafiosi e ladri (ripetuto più volte). La cosa mi amareggia particolarmente, sia come persona, sia come sindaca; ciò che la popolazione pensa di me e del Municipio mi interessa ed è per me importante. Al punto che desidero fare chiarezza sugli autori o le autrici di questa missiva ora in mano a Polizia e Procura pubblica.

Ma soprattutto mi interessa fare chiarezza sul contenzioso come tale. La storia di questo oggetto portato in Assemblea è la seguente:
la zona in questione è stata già in passato (anni ’30 e ’50) soggetta a caduta sassi e nel 2005 due massi del peso di circa un quintale hanno raggiunto l’abitato sottostante e sono caduti direttamente sulla mia proprietà, inclusa la casa. Proprietà che dovrebbe a tal punto ospitare le reti in questione. Non solo per proteggere questa proprietà ma anche la strada comunale che corre in parallelo ed anche gli stabili sottostanti la stessa dato che – come si legge nel messaggio municipale – in caso di caduta o crolli il rotolamento di elementi lapidei può anche coinvolgere la strada ed altri territori soggetti a potenziale invasione. Perché si protegge solo questa zona? Da affermazione dei geologi e dell’ispettorato forestale perché sia più a nord (letto del riale), sia più a sud (zona verso Casella) sassi che avessero a cadere dall’alto troverebbero lo spazio necessario per scaricarsi spontaneamente sia nel riale che nella insenatura della montagna. Per quel che riguarda invece la zona in questione i sassi non hanno sbocco e possono cadere sulle proprietà private e sulla strada comunale.

Ora, il vecchio Municipio a metà novembre 2016 – dato che gli approfondimenti specialistici rilevavano un’ulteriore peggioramento della situazione - ordinava l’elaborazione di un progetto di massima per la realizzazione di barriere paramassi a protezione di questo territorio. Il progetto è stato sviluppato sotto la supervisione tecnica e la direzione generale dell’Ufficio foreste e pericoli naturali dei Grigioni.
Nell’ambito dell’esame di approfondimento l’esecuzione di misure di protezione è stata dichiarata necessaria. Al Municipio in carica è stato, nel corso del 2017, presentato il progetto e le misure di esecuzione con la sollecitazione da parte dell’Ispettorato forestale a voler procedere. È così iniziato l’iter fra Comune e privati che si è concluso nel 2019 permettendo al Municipio di presentare, nell’Assemblea dello scorso 7 ottobre, contenuti e richieste di questa misura di protezione. Misura che, come da messaggio municipale, costerà al Comune 97’704 franchi, al privato 24’426 franchi mentre il sussidio del Cantone all’opera ammonterà a 107’870 franchi.

Francamente non è stato facile per l’Esecutivo, per me in particolare, prendere una decisione in merito. Mi ritrovavo senza volerlo stretta tra la sollecitazione del Cantone ad aderire al progetto, l’onere finanziario per il Comune, la mia partecipazione di quasi 25 000 franchi alla spesa senza sapere ancora (abbiamo davanti la nuova pianificazione del territorio) se il mio terreno sarebbe restato in zona di costruzione e senza garanzia di uscire dalla zona blu (pericolo limitato) poiché l’ultima parola in proposito sarà della Commissione pericoli 2 del Cantone. Ma soprattutto pesava in questa decisione la responsabilità nei confronti dell’incolumità delle persone. Non potevo essere proprio io a mettere in pericolo la vita degli altri. Dato che quest’ultima era la preoccupazione più grande per me, chiedevo al Municipio di portare la richiesta in Assemblea sperando che la stessa accettasse avvertendo lo stesso senso di responsabilità dell’Esecutivo. Cosa che si è avverata e per la quale ringrazio.

Avverato purtroppo si è anche il pensiero meschino di chi crede che il progetto (ordinato dal Municipio precedente tra l’altro) e l’attuazione dello stesso siano solo a mio beneficio. A cosa dovrei altrimenti la frase recapitatami: N.N. TOGNI, mafiosi, ladri, ladri!!!!! ?
Anche se so bene di non avere mai fatto, in tanti anni di politica, il mio interesse personale, economico o che dir si voglia, la cosa mi sconvolge e mi amareggia profondamente.
Desidero anche puntualizzare che per quanto concerne zone di analogo pericolo (sassi che cadono dal bosco) in paese, chiederò un’ulteriore verifica alle Istanze competenti per parità di trattamento e per evitare danni alle persone.

Nicoletta Noi-Togni

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Perché quello non torna indietro e quello che ha dato a te è solo tuo, non importa se è stata un’ora o una vita.

(David Grossman)

 
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