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Regionale
martedì 22 ottobre 2019.
Grono: c’è da spostare la chiesetta di San Rocco?
di Davide Pesenti

Ad inizio ottobre, si è aperto il cantiere volto a “traslocare” la storica Villa Bianca di Mulegns, all’origine della celebre strettoia sulla strada che conduce al Passo dello Julier. Il progetto ispira e convince. E se facesse scuola nel Moesano? Una situazione viaria simile caratterizza infatti pure il centro storico del villaggio di Grono.

E se la sistemazione-riqualifica del nucleo di Grono, evocata delle autorità comunali in occasione della recente apertura al traffico veicolare del semisvincolo autostradale in zona Pascolet, passasse anche in Mesolcina dallo spostamento di un edificio storico che urge salvaguardare?

Una coincidenza?
È un esempio di soluzione audace, pragmatica e lungimirante, quello che ha visto impegnarsi la “Nova Fundaziun Origen” di Riom a favore del trasferimento di alcuni metri della Villa Bianca situata nel piccolo villaggio di Mulegns (comune di Surses), ai piedi del Passo dello Julier. Un impegno che ha evitato alla storica villa la sorte ben diversa che il progetto originario le prospettava. I preparativi per l’intervento assai particolare, previsto a fine estate 2020, sono in corso da alcune settimane. Essi s’inseriscono nel più ampio progetto di rivalorizzazione del villaggio grigione denominato “Salviamo Mulegns”.

Dislocare per salvaguardare
Il progetto di Mulegns non ha mancato di riservare un certo scalpore. Non è infatti cosa di tutti i giorni dislocare un edificio ultracentenario! Da un lato, il previsto spostamento diagonale assicura la preservazione di questa storica casa nella sua interezza. D’altro canto, esso consentirà di eliminare la strettoia che provoca importanti disagi al traffico sulla strada del Passo del Giulia. Il nuovo spazio ottenuto permetterà, finalmente, la creazione in una piccola piazza nel cuore del villaggio.
Come sottolineato dalla fondazione stessa, questo trasferimento “migliorerà notevolmente la qualità della vita nelle case vicine, sistemerà la situazione viaria del villaggio e salvaguarderà in tal mondo un edificio unico nel suo genere”. Per il progetto, che prevede un investimento totale di 5,6 milioni, il comune di Surses ha stanziato oltre mezzo milione, mentre il Governo retico ha promesso quasi 2 milioni di franchi.

Una strettoia consorella
Con la tanto attesa apertura al traffico del semisvincolo autostradale di Grono-Nord, il centro del villaggio bassomesolcinese può finalmente tirare un bel respiro. Il nuovo accesso permetterà, infatti, di sgravare il centro di Grono dall’intenso traffico di passaggio, soprattutto quello pesante.
Ciò nonostante, le difficoltà viarie, e i relativi disagi, non si risolveranno certo con la riduzione del traffico lungo la celebre “strècia de Gron”. Una situazione di pericolo, soprattutto per i pedoni, che contribuisce a ridurre – e non di poco – l’attrattività della piazzetta situata davanti alla chiesetta di San Rocco e San Sebastiano. Questo edificio cinquecentesco sarà dunque costretto, anche in futuro, a sopportare tutto il passaggio veicolare, con le vistose conseguenze che il traffico gli arreca. Semplicemente una fatalità?

Un modello per il cuore di Grono?
In passato, l’edificio religioso che rende difficoltoso e pericoloso l’attraversamento motorizzato del paese è già stato al centro di restauri conservatori come persino d’idee di rimozione. Oggi, ispirandosi a quanto si ha avuto il coraggio di realizzare nella valle dell’Albula, l’idea di dislocare la chiesetta che crea il famoso restringimento della strada cantonale a collo di bottiglia potrebbe fare scuola, rappresentando la più classica delle “quadrature del cerchio”.
Traslare a monte di qualche metro l’edificio sacro, comunemente chiamato “chiesa di San Bernardino”, al fine di salvaguardare la sostanza dell’immobile, creando al contempo i presupposti per l’allargamento e la messa in sicurezza della strada cantonale. Questa, in estrema sintesi, l’idea che il progetto di Mulegns ispira per il centro di Grono. Un tale intervento permetterebbe infatti, da un lato, di eliminare gli sgradevoli e rischiosi ingorghi che si vengono regolarmente a creare. D’altro canto, esso consentirebbe la realizzazione di marciapiedi continui per un traversamento pedonale del centro-paese in tutta sicurezza. Infine – e non da ultimo! – permetterebbe pure di garantire un adeguato (e alquanto necessario) restauro dell’edificio sacro, valorizzandolo in modo innovativo all’interno del nucleo storico del paese.

Creare oggi il futuro
Un’idea (troppo) ambiziosa per Grono? Forse, anzi no. L’esempio di Mulegns testimonia infatti chiaramente che a volte i sogni, se sorretti da inventiva, caparbietà e lungimiranza, si possono realizzare anche in piccole realtà periferiche come le due qui citate. Se realizzato, un simile progetto potrà realmente permettere di dare nuovo lustro alla piazza del paese, salvaguardando al contempo un edificio religioso storico di valore, non solo a livello regionale.
La realizzazione di un tale progetto architettonico-viario potrebbe così rappresentare il fulcro di un più ampio programma di rivitalizzazione del centro-paese. Esso porterebbe numerosi vantaggi, permettendo di dare linfa nuova a questo quartiere gronese. Per il bene delle persone che vi vivono, degli avventori dei luoghi pubblici, dei pedoni di passaggio e dei turisti in visita nella regione.
La condizione per essere portato a buon fine è che un tale progetto nasca dalla volontà popolare e sia sostenuto largamente dal potere politico locale e cantonale – com’è stato il caso per Mulengs. La vicenda a lieto fine della Villa Bianca dimostra infatti che se la cittadinanza e le autorità ci credono, tutto diventa possibile...

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La cosa più preziosa che puoi ricevere da chi ami è il suo tempo.
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Perché quello non torna indietro e quello che ha dato a te è solo tuo, non importa se è stata un’ora o una vita.

(David Grossman)

 
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