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Cultura
martedì 3 dicembre 2019.
Storia e bellezze della Montagnetta di Milano
Sotto i suoi verdi pendii macerie e ferite della città

Ancora una volta, Gabriele Pagani, noto ricercatore storico della Fondazione Milano Policroma, ci delizia con un volume sulla “ Montagnetta di San Siro”, colle tanto caro ai milanesi e, con rigore storico, tocca le corde emotive di tutti, perché i verdi pendii conservano macerie e ferite subite dalla città durante la seconda guerra mondiale.
La collina, in zona S. Siro a Milano, è l’unico rilievo tra il Ticino e i Colli Euganei nella pianura padana, ad eccezione della Collina di S. Colombano al Lambro. Un colle unico nel suo genere, dalle cento interessanti peculiarità. Il grande architetto Piero Bottoni (1903 – 1973) lo pensò tra il 1935 e il 1947 quando completò l’evoluzione del progetto, inserendola nel quartiere modello QT8, acronimo di quartiere triennale ottava edizione. Era, ed è, uno dei tanti quartieri che avrebbero dovuto ingentilire e rendere meno asfittica la vita dei forzati dell’urbanizzazione che, dalla campagna, accorrevano alle periferie industriali, oppresse da terribile speculazioni edilizie.
Per i milanesi fu da subito la Montagnetta, semplicemente così, al più con l’aggiunta di “di S. Siro” o “di Milano” - solo recentemente si sta affermando il catastale Monte Stella - e sostituendola alle precedenti, più piccole, di corso S. Gottardo, del Parco Nord e del Parco Lambro, quest’ultimo pure realizzato con le macerie della guerra.
La partecipazione della città per migliorare questo colle brullo fu corale, con sottoscrizioni popolari per l’acquisto di alberi e in prima persona per la piantumazione (Alpini).
Il progetto prevedeva case basse con orti e giardini, oppure alte ma ottimizzate, scuole, chiesa, mercato, cinema, laghetto, corso d’acqua, campo sportivo, banca, viabilità secondaria protetta, insomma le infrastrutture tipiche di un quartiere che potesse definirsi tale, secondo gli assiomi moderni. Non tutto è stato fatto secondo il progetto per innumerevoli motivi, ma, nell’insieme, il Parco collinare del Monte Stella può considerarsi un capolavoro del paesaggismo insediativo.
Il libro: “Gabriele Pagani - Il QT8 e la Montagnetta, due capolavori a Milano” - Edizioni Furlan, con la storia, gli itinerari escursionistici, elenco completo delle piante, cenni sulla fauna, sul Giardino dei Giusti, degli sport praticabili e di altre curiosità con oltre 90 immagini, 142 pagine, costa 12 euro, ed è reperibile anche presso la Libreria Russomanno di Grono.
Libro meritevole, appassionante, che in appendice parla anche del “Parco delle Cave”; è una piccola, esclusiva strenna da regalarci e da regalere.

Teresio Bianchessi

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La cosa più preziosa che puoi ricevere da chi ami è il suo tempo.
Non sono le parole, non sono i fiori, i regali. È il tempo.
Perché quello non torna indietro e quello che ha dato a te è solo tuo, non importa se è stata un’ora o una vita.

(David Grossman)

 
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