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Cultura
venerdì 20 dicembre 2019.
Nuotando in mare aperto con le sardine
di Teresio Bianchessi

L’enorme piazza San Giovanni a Roma è temuta da tutti i partiti, movimenti, associazioni, perché, come il viola nello spettacolo, sembra sia una location che porta male.

Le “sardine” han scelto proprio quella per una sorta di prova di forza, di conta numerica e, pur con qualche trepidazione, sabato, 14 dicembre, l’han vista invasa pacificamente da quasi, dicono, centomila persone pigiate come sardine sotto sale.
Sono in tanti, sono giovani.
Quello che vogliono lo hanno sintetizzato lì, in pochi punti, eccoli:

1) Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a lavorare
2) Chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solo attraverso i canali istituzionali
3) Pretendiamo trasparenza dell’uso che la politica fa dei social network
4) Pretendiamo che il mondo dell’informazione traduca questo nostro sforzo in messaggi fedeli ai fatti.
5) Che la violenza venga esclusa dai toni della politica e anzi che la violenza verbale venga equiparata a quella fisica
6) Abrogare il decreto sicurezza di Matteo Salvini

Quel “Pretendiamo” lascerebbe supporre una piazza inferocita; i presenti invece, al di sopra di ogni sospetto, testimoniano di una piazza pacifica, serena, armonica, di festa e di speranza.
Il successo della manifestazione ha convinto Mattia Santori, front man del movimento a riunire, per delineare l’immediato cammino, gli oltre 150 coordinatori delle 113 piazze sinora coinvolte.
Dove?
Nell’aula magna del palazzo Spin Time (ex Inpdap) lo stesso dove a maggio l’elemosiniere del Papa riallacciò la luce staccata dall’Acea.
Sono di sinistra.
Mattia Santori ha motivato così la decisione: «Conoscevamo la situazione e la storia di questo immobile, ma abbiamo deciso di presentarci qui proprio perché vogliamo stare dalla parte dei più deboli».
“Viva le sardine, abbasso gli sgombri” recitava il manifesto sventolato per l’occasione, di certo un geniale slogan politico/ittico.
Saranno un partito?
Né partito, né candidature per ora, dicono, continueremo a riempire le piazze per frenare una politica vociona che fomenta solo odio, ma certamente anche per favorire liste civiche di sinistra.
Sondaggi dicono che un italiano su quattro sta con le sardine.
Certamente tutti questi argentei e vivacissimi pesciolini fanno riflettere e personalmente trovo positivo che finalmente siano scesi in piazza proprio loro, i giovani, che in Italia mancavano da tanto, troppo tempo.
Fa piacere anche che, pur cimentandosi su temi noti, cerchino di farlo con linguaggio e modi diversi, civili, così come stanno facendo le piazze riempite da altri giovani, quelli chiamati a raccolta da Greta Thunberg impegnati per uno sviluppo sostenibile a favore del pianeta.
Come andrà a finire?
Difficile dirlo.
E’ di questi giorni il sostanziale fallimento della conferenza sul cambiamento climatico organizzata dall’ONU noto come COP25 di Madrid.
Gli adulti non ascoltano.
Forse quello che in Italia aveva fiutato, in tempi non sospetti, odore di sardine (forse perché ligure?) è stato Beppe Grillo che scandalizzò il mondo politico proponendo di estendere il voto ai sedicenni.
Quand’ero giovane si votava a 21 anni, dal 1975 a 18 con uno scarto di 3 anni.
Due sole sono le lunghezze in meno prospettate, nulla rispetto ai cambiamenti epocali da quel ’75 all’ imminente 2020.
In un mese - 14 novembre - 14 dicembre - quattro giovani hanno acceso 113 piazze, radunando a Roma centomila persone.
Non è che gli “adulti” di destra e di sinistra debbano seriamente riflettere e cambiare pelle per portarci in un mondo migliore?
Attendiamo fiduciosi sotto l’albero.
Buone feste

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L’informazione è ciò che si mette nelle teste vuote per tenerle vuote.

(Marty Rubin)

 
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