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Fuori regione
giovedì 26 dicembre 2019.
Agire insieme sul problema delle aggressioni subite dal personale sociosanitario!

I sei presidenti dei Comitati del personale sociosanitario del Sindacato VPOD Ticino (operatori di ospedali EOC, cliniche, case anziani, servizi cure a domicilio, istituzioni sociali e Organizzazione sociopsichiatrica cantonale OSC) e il presidente della Commissione del personale OSC richiedono che il Governo ticinese approfondisca la problematica delle aggressioni verbali e fisiche contro il personale sociosanitario.

Chiedono di effettuare uno studio cantonale in modo da capire bene le specificità presenti in ogni settore sociosanitario, in modo da studiare gli strumenti d’azione migliori per ogni settore e allo scopo di monitorare i cambiamenti che interverranno a seguito delle azioni intraprese. Per questo essi invitano il Parlamento ticinese ad accogliere la mozione del 13.3.19, che non pregiudica ovviamente quanto già intrapreso e quanto intende intraprendere il Governo ticinese, ma consente di fare ulteriori importanti passi avanti per la necessaria tutela del personale sociosanitario dalle aggressioni, le quali sarebbero particolarmente elevate in Ticino.

Il Consiglio di Stato ha presentato lo scorso 20 novembre 2019 un messaggio sulla mozione “Per uno studio sul fenomeno delle molestie sessuali ed aggressioni subite dal personale sociosanitario”, presentata il 13 marzo 2019 dal granconsigliere e sindacalista VPOD Raoul Ghisletta.

La mozione chiede al Consiglio di Stato di:
- commissionare uno studio sul fenomeno delle molestie sessuali ed aggressioni (verbali e fisiche) subite dal personale sociosanitario in Ticino da parte dei pazienti/utenti, sia in ambito pubblico, sia in ambito sussidiato, sia in ambito privato;
- lo studio dovrà anche sviluppare delle proposte di soluzione per prevenire ed affrontare meglio i problemi.

In uno studio dell’Università di Basilea del 2013 nelle case anziani in Svizzera si rileva che le più frequenti sono le aggressioni verbali (23.3% del personale sociosanitario ne è stato vittima), seguite da quelle fisiche (10.3%) e infine da quelle a sfondo sessuale (2.4%). Lo studio ha anche evidenziato che i comportamenti aggressivi non sono indirizzati solo al personale, ma anche ad altri residenti. Nella Svizzera di lingua italiana il comportamento sessualmente aggressivo verso il personale è più frequente (5.6% contro il 2.4% nella media di tutte le regioni linguistiche).
Uno studio del 2018 del Canton Vaud nelle case anziani e nei servizi di cura a domicilio conferma l’ampiezza del fenomeno. Inoltre risulta che in generale il fenomeno delle molestie sessuali sul posto di lavoro nel settore sociosanitario gode purtroppo di una certa tolleranza, in particolare in presenza di pazienti con problemi di demenza, la cui intenzionalità non è quindi chiaramente definita. Oltre ai normali sentimenti di vergogna, subentra insomma anche una certa comprensione nei confronti della persona malata, che può avere un ruolo nel limitare le segnalazioni.
Per contrastare le molestie sessuali, tutti gli studi sottolineano la necessità di adottare misure di prevenzione da parte dei datori di lavoro, che devono predisporre delle procedure di segnalazione efficaci in modo da poter intervenire subito a tutela del personale sociosanitario con misure di gestione della problematica.
Secondo il Consiglio di Stato “l’assenza di uno studio che quantifichi con più precisione l’ampiezza del fenomeno nel nostro cantone, non ha impedito che anche in Ticino siano state adottate misure preventive in più ambiti e a più livelli.” Secondo il Governo “diversi istituti hanno già adottato delle misure preventive contro le molestie e prevedono delle procedure per la segnalazione.” Il Governo ticinese inoltre afferma che “il tema delle molestie sessuali da parte di persone anziane affette da demenze è affrontato anche nell’ambito dei lavori di implementazione delle Strategia cantonale sulle demenze, che porterà alla redazione di linee guida per affrontare e risolvere le situazioni problematiche.”
Infine il Cantone, oltre a finanziare vari corsi e percorsi formativi, vuole finanziare una campagna in Ticino grazie ad un “sostegno finanziario dell’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) per una campagna nazionale contro le molestie sessuali, con particolare attenzione alla responsabilità dei/delle datori/datrici di lavoro nel promuovere un ambiente di lavoro protetto per i/le propri/e dipendenti". Il Consiglio di Stato propone pertanto di respingere la mozione, “poiché ritiene prioritario continuare a introdurre e sviluppare le misure di prevenzione e l’intervento che Confederazione e Cantone stanno mettendo in atto a più livelli e in diversi ambiti, a sostegno delle lavoratrici e lavoratori, ma anche dei datori di lavoro confrontati con questa problematica. Particolare importanza assumono in questo contesto le misure previste per sensibilizzare i datori di lavoro, il personale e gli utenti con l’introduzione di appositi moduli di formazione. Da parte sua il Cantone si adopererà anche nell’implementazione del progetto nazionale di sensibilizzazione, non solo dei datori di lavoro pubblici e privati, ma anche di tutta l’utenza dei servizi.”
Purtroppo l’impressione è che la situazione in Ticino sia molto problematica, che i risultati ottenuti sinora per contrastare il fenomeno siano tutto sommati insufficienti e che non vi sia abbastanza coinvolgimento dei rappresentanti del personale presenti nelle realtà sociosanitarie. Di qui la richiesta dei sette esponenti sindacali che il Governo faccia lo studio cantonale per delineare i contorni del problema nei vari settori sociosanitari ticinesi e per adottare misure specifiche.

Stefano Bezzolato Pirola, presidente VPOD personale case anziani
Mauro Mantovani, presidente VPOD operatori servizi a domicilio

Lucio Negri, presidente VPOD lavoratori istituzioni sociali
Michela Pedersini, presidente VPOD personale ospedali EOC

Monica Vanotti, presidente VPOD personale cliniche private
Viviana Varisto, presidente VPOD operatori OSC
Valentino Garrafa, presidente Commissione del personale OSC

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L’uomo con la coscienza pulita ha probabilmente una scarsa memoria.

(Anonimo)

 
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