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Regionale
domenica 2 febbraio 2020.
Mons. Bürcher, il coraggio di lasciarsi sorprendere dal “cammino sinodale”

Mentre in Germania, tra il 30 gennaio e il 1° febbraio, clero e laici hanno dato il via al “Synodaler Weg” tedesco, in Svizzera il processo di rinnovamento della Chiesa cattolica procede a un ritmo tipicamente elvetico. Nelle scorse settimane, la diocesi di Coira ha mosso i primi passi sulla via di questo “aggiornamento” da più parti auspicato. Un segnale importante, mentre l’attesa per la nomina del nuovo vescovo diocesano si prolunga.

“Non vogliamo calare un tale processo dall’alto, bensì tener conto delle molteplici esigenze e delle diverse realtà che compongono la Chiesa cattolica in Svizzera”. In questi termini si era espresso Mons. Felix Gmür, presidente della Conferenza dei Vescovi svizzeri (CVS), il 5 dicembre scorso, al termine della 326a Assemblea generale ordinaria della CVS tenutasi a Lugano, in merito alla pianificazione di un “cammino sinodale” in Svizzera. Sulla scia di quanto già messo in atto da papa Francesco a livello della Chiesa universale nell’ambito degli ultimi due Sinodi dei vescovi, nel nostro Paese questo progetto ecclesiale si prefigge fondamentalmente l’“aggiornamento” della vita e della gestione dei processi decisionali della Chiesa cattolica.

Rinnovamento ecclesiale “dal basso”
In quell’occasione, i vescovi svizzeri avevano sì deciso di avviare un processo di rinnovamento della Chiesa cattolica in Svizzera, ma di realizzarlo non in modo centralistico, bensì regionale e sussidiario. L’intento dei vescovi è quello di concentrarsi – almeno in questa prima fase – su una sua attuazione a livello diocesano. La palla è dunque in mano alle singole diocesi elvetiche, chiamate a intraprendere varie misure in tal senso, secondo le loro priorità e le loro possibilità concrete. Pensato e strutturato localmente, questo processo di rinnovamento della Chiesa cattolica in Svizzera si preannuncia pertanto assai variegato e differenziato. La scelta della CVS è dettata dalla volontà – mista alla necessità – di prendere in considerazione la varietà che caratterizza da sempre le diocesi svizzere. Una diversità – la costatazione è condivisibile ed evidente – che secondo la CVS rappresenta “una grande sfida per un progetto a livello nazionale”. D’altro canto, i vescovi hanno da subito voluto specificare come “la volontà di seguire questo cammino insieme a tutti i fedeli della Svizzera resta intatta”.
In conformità all’opzione presa, alcune diocesi hanno così comunicato i primi passi in tal senso. Tra le prime a far parte di una concreta volontà d’avviare un “cammino sinodale”, la diocesi di Coira. L’“aggiornamento” proposto riguarda ogni ambito ecclesiale. In particolare, vuole coinvolgere ogni battezzato/a, mediante delle iniziative che portino a un rinnovato rapporto sia con Dio che con la sua Chiesa. Il tutto, a partire da un rinvigorito ascolto della Parola di Dio.

A Coira non si tentenna
Nella diocesi di Coira, questo percorso di rinnovamento si attuerà, almeno in un primo tempo, essenzialmente nelle singole parrocchie e nelle comunità religiose locali. È quanto si può infatti trarre dal comunicato pubblicato dall’amministratore apostolico diocesano, Mons. Peter Bürcher, il 6 gennaio scorso.
Sostenuto all’unanimità dal Consiglio episcopale diocesano, in un breve ma intenso scritto dal carattere fortemente pastorale, Mons. Bürcher ha tracciato la “sua” visione del “cammino sinodale” diocesano. Una tale unità d’intenti all’interno della direzione diocesana è da salutare certo positivamente e di buon auspicio per il futuro.
La visione esposta da Mons. Bürcher è contraddistinta innanzitutto dall’invito alla preghiera così come a un nuovo, fiducioso slancio pneumatologico, “affinché la Chiesa possa essere da Lui rinnovata”. Il processo presentato propone un’agenda assai serrata, specialmente per quanto riguarda il suo debutto. Al contempo, lascia ampi spazi di manovra, sia alle singole comunità parrocchiali che (soprattutto) al futuro vescovo diocesano.

Nella diocesi trilingue, il processo si articolerà in tre fasi, ben distinte tra loro e definite: (1) “Ascolto della Parola di Dio”; (2) “Ascolto reciproco”; (3) “Lasciarsi sorprendere”. Anche la prossima “Lettera pastorale 2020”, prevista in occasione della prima domenica di Quaresima (1o marzo), vuole essere un contributo importate verso l’auspicato profondo rinnovamento nella diocesi di Coira.
Altro tassello del percorso ecclesiale avviato, la proposta quotidiana, indirizzata a tutti i fedeli, di una preghiera, disponibile in italiano e in tedesco sul sito della diocesi: www.bistum-chur.ch.

In cammino, per rinnovare la Chiesa
Mentre la prima è già iniziata (retroattivamente con l’Avvento 2019), le ulteriori due fasi previste potranno essere attuate soltanto quando sarà nominato il nuovo vescovo diocesano.
“Ascoltiamo la parola di Dio! Questa prima fase deve compiersi nei cuori di tutti i fedeli!”, scrive Mons. Bürcher. L’invito, che “può essere vissuto personalmente o comunitariamente”, è rivolto a ogni singolo battezzato, così come alle famiglie, alle parrocchie e alle comunità religiose. Un’esortazione rivolta a 360° gradi, dunque. L’amministratore apostolico di Coira auspica così che questo peculiare periodo di preghiera possa rappresentare “l’inizio del cammino di rinnovamento diocesano che ci condurrà al culmine dell’anno liturgico: la Pasqua, la Festa della Risurrezione di Cristo!”

La scelta della Pasqua, quale data limite per questa prima fase, non sembra essere una pura coincidenza, dato che la nomina del successore di Mons. Vitus Huonder sulla cattedra di San Lucio è attesa proprio attorno alle feste pasquali, secondo quanto ha comunicato Mons. Thomas Edward Gullickson, Nunzio apostolico in Svizzera.

Nelle mani del futuro pastore

Da questa prima fase d’ascolto della parola di Dio sorgerà la disponibilità a un ascolto reciproco tra tutti i membri della Chiesa. È quanto auspicato da Mons. Bürcher che, quale secondo passo, propone un’apertura e una disponibilità allo scambio vicendevole. E ciò, soprattutto attraverso la creazione di gruppi di dialogo, sia a livello familiare che comunitario. Questi incontri dovrebbero fondarsi sull’approfondimento del nuovo documento della Conferenza dei Vescovi Svizzeri „… e Dio disse …“, oppure articolarsi a partire dai principali documenti del Concilio Vaticano II “che sono sempre, e oggi più che mai, una linea guida per il rinnovamento spirituale della Chiesa”, prosegue Mons. Bürcher.

Questa seconda fase – che a detta di Mons. Bürcher potrebbe durare sino all’Avvento 2020 – sembra orientata ad avere un impatto più tangibile, e dunque anche pratico, sulla vita diocesana
L’amministratore apostolico rimane tuttavia prudente. Indicando alcuni sviluppi possibili di questo “cammino sinodale”, come ad esempio la creazione di un gruppo di coordinamento a livello diocesano, egli sembra tuttavia voler lasciare piena libertà al futuro vescovo. Dal testo traspare tuttavia con chiarezza che lo scopo principale di questo processo a medio termine, è e deve rimanere quello di giungere a “una migliore comunicazione” all’interno della Chiesa.

Nel segno della sorpresa

Ma è la terza fase del cammino di rinnovamento esposto che stupisce e interroga maggiormente. “Lasciamoci sorprendere!”, lancia Mons. Bürcher. “Questa terza fase deve ancora essere definita nella sua forma concreta”, in quanto la sua pianificazione dipenderà essenzialmente dallo sviluppo delle prime due fasi, così come dagli accenti che il nuovo ordinario vorrà porre nella gestione della diocesi.

Se da un lato vale quanto affermato per la fase precedente, appare tuttavia chiaro che con questo passo conclusivo la direzione della diocesi voglia lasciare ancora più spazio a delle evoluzioni future, e in particolare a possibili collaborazioni interdiocesane. Progetti e sviluppi al momento inimmaginati e/o da costruire in partenariato con gli altri attori ecclesiali. Da qui la convinta esortazione del prelato altovallesano di “lasciarsi sorprendere” da quanto i prossimi mesi potranno far crescere “attraverso il rinnovamento dei cuori”.

L’auspicio espresso è che questa terza fase possa davvero rappresentare la concretizzazione, anche con contenuti e in modalità oggi in gran parte ancora inimmaginabili, del rinnovamento della Chiesa cattolica a Coira, così come in tutta la Svizzera.

Non solo semplici auspici

Malgrado la sua brevità, e gli scenari che il testo lascia (consciamente) aperti, quello che più sorprende è lo spirito d’iniziativa che l’attuale amministratore apostolico di Coira testimonia attraverso questo documento.
Lungi da “limitarsi” a gestire e amministrare la diocesi, non si tira affatto indietro. Davanti al kairos che sembra sentire ormai giunto, per mettere in atto una “sinodalità” ispirata da una nuova esperienza di Pentecoste, dimostra con ciò una reale e positiva progettualità. Con tatto e senso pastorale, malgrado sia a Coira solo dal maggio scorso, testimonia in tal modo coraggio e sensibilità verso le necessità della diocesi, nonché di conoscere bene le realtà che lo circondano. Queste sue orientazioni, offerte con uno sguardo fiducioso e costruttivo, influenzeranno certo il futuro diocesano; e ciò ben al di là del suo mandato ad interim. Ma soltanto il futuro ci dirà con quale efficacia e durabilità.
Lo sguardo – e la responsabilità – è ora rivolto delle comunità locali. Spetta infatti a loro incoraggiare e concretizzare in loco questo “slancio sinodale”, con umiltà mista a coraggio e fiducia.
Lo stesso coraggio e la stessa fiducia attestati da Mons. Bürcher che rallegrano e fanno ben sperare per l’avvenire della vita diocesana, testimoni di una fede cristiana aperta a cogliere le aspirazioni e le sfide contemporanee, nonché desiderosa di partecipare alla costruzione della società del futuro.

Davide Pesenti

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