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Cultura
lunedì 9 marzo 2020.
CORONAVIRUS… E’ DAVVERO QUARESIMA
di Teresio Bianchessi

Immaginando che l’amico Giuseppe Russomanno Direttore de IlMoesano aspettasse, come avvenuto nelle due settimane precedenti, l’aggiornamento sul Coronavirus nel milanese, ieri sera gli ho inviato una mail dicendo che avrei ritardato perché, visto il nuovo Decreto della Presidenza del consiglio dei Ministri che estendeva la zona rossa a tutta la Lombardia, volevo capire meglio la situazione.

Oggi che ho capito fatico a trovare lo spunto, il bandolo dell’articolo, prevale la voglia di non parlarne e questo dà la misura di quanto in due settimane sia cambiata la percezione del rischio.
D’altronde i numeri che la Protezione Civile ha fornito ieri sera sono questi:
Totale positivi: 7375
Totale decessi: 366
Guariti: 622
Quello che allarma è la progressione giornaliera, solo ieri in Lombardia 133 decessi; seguo questi dati dall’inizio e la percentuale di mortalità è passata da circa il 3% all’attuale 4,96% e tutti temono un peggioramento dei numeri.
Il fine settimana a Milano è stato contrastante: il sabato sera giovani, tanti, troppi lungo i locali dei Navigli a far baldoria come nulla fosse, anche nugoli di ragazzini nei parchi a rincorrere il pallone, ma l’atmosfera è cambiata già la notte alle prime notizie di limitazione degli spostamenti, subito è scattata una fuga indiscriminata quanto pericolosa di passeggeri dalla Stazione Centrale verso le città del Sud. Poi il calcio, la serie A nel pomeriggio, si gioca a porte chiuse, no non si gioca, si si gioca e Parma Spal inizia a porte chiuse con quasi due ore di ritardo, poi a seguire le altre in programma e la sera la partitissima Juve Inter a Torino. Il calcio non dà grande esempio, ad un goal tutti si abbracciano, si accavallano in barba al martellamento quotidiano che invita tutti ad evitare anche lo scambio di mano.
Basta?
No esplodono le carceri, protestano per il divieto di colloqui in tempi di virus; evasi 20 detenuti da Foggia, 6 morti a Modena e mentre vi scrivo c’è un principio d’incendio nel carcere di San Vittore qui in città.
La borsa perde al momento oltre il 10%.
Ci sarà l’assalto ai forni?
Per fortuna già dal pomeriggio di ieri la città ha rallentato, meno gente in giro, ancora si cerca di capire che mobilità è concessa, capire per esempio se vale il concetto di “città metropolitana” che comprende anche la cintura limitrofa, nel dubbio a mio nipote che abita a Peschiera Borromeo, comune metropolitano, e che doveva passare a ritirare un pacco, ho detto di stare a casa.
Credo comunque che lo spirito del decreto ministeriale inviti, giustamente, tutti a ridurre al minimo la mobilità, spero che tutti abbiano capito che se il trend di positivi dovesse continuare con questi incrementi anche l’eccellente sanità della regione rischia di saltare.
Per voi lettori, ma anche per me provo ad alleggerire pensando che da ogni situazione qualche cosa di buono si possa prendere.
Le restrizioni governative ci hanno fatto capire con quante cose in meno possiamo vivere o se vogliamo dirla diversamente di quante cose inutili sovraccarichiamo la nostra vita, stressandola.
Ecco il mio augurio, che ognuno goda del maggior tempo in famiglia, che ognuno sia assolutamente responsabile, fermamente disciplinato, per allontanare il prima possibile questo indesiderato quanto temuto intruso.

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Non mi ha mai detto come vivere; ha vissuto, e mi ha lasciato guardare mentre lo faceva.

 
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