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Politica
sabato 14 marzo 2020.
Diritto allo studio e COVID-19: non perdiamo il filo!

Vista l’evoluzione della difficile situazione sanitaria in cui versa il Cantone, la chiusura delle scuole di tutti gli ordini era una questione di tempo. Per questa ragione, in data 9 marzo, il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha inviato una missiva al DECS al fine di ottenere delle garanzie concrete circa le condizioni di studio e pertanto il proseguimento dell’attività didattica qualora le scuole venissero chiuse. All’interno della stessa lettera venivano anche chieste le ragioni della soppressione delle giornate autogestite e se fosse previsto un rimborso per le gite scolastiche ormai annullate, in particolare quelle di maturità la cui spesa per diversi grava in modo consistente sul bilancio finanziario mensile.

Pur riponendo tutta la nostra fiducia nell’operato delle istituzioni e delle autorità sanitarie in contingenze così delicate, la risposta pervenuta dal Dipartimento lascia aperti alcuni interrogativi. Se le ragioni che hanno portato all’annullamento delle giornate autogestite risultano, nella fase attuale, pienamente comprensibili, il dato che più ci preoccupa è la poca chiarezza sull’insegnamento a distanza e, di riflesso, sulla garanzia di ottenimento delle varie licenze, diplomi e attestati.

Vista la chiusura a catena di varie scuole universitarie, diversi istituti d’Oltralpe garantiscono la propria offerta formativa attraverso l’uso di piattaforme digitali: direzione che pare voler prendere anche il canton Ticino. Idea che condividiamo, a condizione che le piattaforme utilizzate rispettino un criterio di indipendenza chiaro: in tal senso è auspicabile l’uso di piattaforme “open source” – vedasi Moodle, già in uso in diversi istituti post-obbligatori – affinché la situazione non venga strumentalizzata economicamente dai colossi del mondo digitale. Peraltro, vista la circostanza che si sta venendo a creare nel grado terziario, il rimborso, perlomeno parziale, delle rette semestrali è auspicabile, dato che diversi servizi verranno senza dubbio a cadere.

Il sindacato studentesco si aspetta pertanto dalle istituzioni federali e cantonali una risposta a questi problemi, affinché sia garantito il diritto allo studio: le opzioni per superare questo ostacolo ci sono e ci aspettiamo dalle autorità un atteggiamento diligente nei confronti del futuro formativo dell’intero corpo studentesco. In particolare, rivendichiamo:

1. Delle chiare garanzie circa il proseguimento dell’anno scolastico in corso: malgrado i limiti imposti dall’attuale situazione, l’attività didattica, lo svolgimento degli eventuali esami di fine anno e il conseguimento dei relativi titoli di studio devono essere garantiti per ogni ordine di scuola.
2. Il ricorso a mezzi d’insegnamento a distanza di tipo “open source” (ad es. Moodle) e non a quelli forniti dalle grandi multinazionali digitali.
3. Il rimborso, quantomeno parziale, delle rette di Università e Politecnici su tutto il territorio nazionale.
4. Il rimborso delle spese già assunte da studenti e famiglie per le gite scolastiche annullate a causa dell’attuale situazione sanitaria.

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Ognuno desidera che la vita sia semplice, sicura e senza ostacoli; ecco perché i problemi sono tabù. L’uomo vuole certezze e non dubbi, risultati e non esperienze, senza accorgersi che le certezze non possono provenire che dai dubbi e i risultati dalle esperienze.

(Carl Gustav Jung)

 
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