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Regionale
venerdì 3 aprile 2020.
Comunicato dei Municipi e dei Granconsiglieri relativo alla decisione di non richiedere la finestra di crisi

A seguito della decisione dello Stato Maggiore della Regione Moesa, avvenuta a maggioranza dei rappresentanti dei comuni del Moesano, di non procedere con la richiesta di una finestra di crisi, il Municipio di Roveredo, il Municipio di San Vittore ed il Municipio di Castaneda, unitamente ai Granconsiglieri Nicoletta Noi-Togni, 6534 San Vittore, e Manuel Atanes, 6534 San Vittore, desiderano comunicare quanto segue:

1. All’unanimità gli Esecutivi dei comuni sopra citati si dissociano da tale decisione, ritenendola incomprensibile e ingiustificabile.

2. L’apertura di una finestra di crisi permetterebbe infatti alla regione di poter reagire in tempi rapidi e di adattare le necessarie misure sulla base della situazione locale che, se ancora servisse dirlo, è ben diversa rispetto a quella di altre parti del Cantone.

3. Finestra di crisi sostenuta in data 24 marzo u.s. (quindi solo 9 giorni orsono) dai Granconsiglieri del Moesano con missiva trasmessa alla Cancelleria federale con la quale chiedevano l’immediata chiusura anche in Mesolcina e Calanca dei cantieri operanti nell’edilizia civile, così come le aziende legate alla sua specifica filiera. Dalla decisione 03.04.2020 – contestata – si evince però che la maggioranza dei Granconsiglieri ha ora deciso contrariamente.

4. Tale finestra non andrebbe a danneggiare l’imprenditoria locale, considerati i fondi cantonali stanziati in caso di lavoro ridotto e in virtù del fatto che, a fronte di situazione particolari, lo Stato Maggiore potrebbe accordare misure specifiche per aperture controllate (per quelle poche ditte, sia chiaro, che ancora riescono a reperire il materiale per lavorare).

5. La richiesta di una finestra di crisi ci permetterebbe inoltre di programmare autonomamente l’eventuale riapertura generale delle attività, a prescindere da un eventuale futura decisione da parte della Confederazione di una chiusura completa.

6. È innegabile che la mancata chiusura delle attività possa generare un aumento dei contagi (o il loro non-contenimento); tale aumento andrebbe a ripercuotersi su un sistema sanitario, quello ticinese, già in difficoltà.

Per le ragioni indicate, riteniamo che la grave decisione presa rappresenti un’occasione mancata per occuparsi con responsabilità e coerenza – e non solo a parole, come troppo spesso viene fatto! – della nostra Regione. Andrebbe infatti posto al centro del nostro interesse la salvaguardia della salute delle persone. Siamo stati eletti anche per questo!  

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Il Maestro apre la porta, ma tu devi entrare da solo.

(Proverbio cinese)

 
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