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Lettere dei lettori
mercoledì 8 aprile 2020.
La salute degli “angeli” dei reparti ospedalieri COVID-19 è tutelata, ma dovrà esserlo anche nelle prossime settimane

Lo scorso 25 marzo il Sindacato dei dipendenti pubblici e sociosanitari VPOD Ticino ha inoltrato ai responsabili del personale dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC)/Ospedale regionale di Locarno/La Carità e della Clinica Luganese Moncucco (con copia all’Ufficio dell’ispettorato del lavoro) una richiesta di poter verificare la situazione lavorativa del personale (medici esclusi) presso i due nosocomi, che da lunedì 16 marzo 2020 sono in prima linea nella cura dei casi COVID-19.

In questa grave emergenza sanitaria entrambe le strutture hanno introdotto i turni giornalieri di 12 ore di lavoro (al posto delle 8 ore), che evidentemente sono molto pesanti, come pure psicologicamente difficile in sé è il lavoro di presa a carico dei pazienti acuti COVID-19.

Il sopralluogo del 7 aprile 2020 dei sindacalisti VPOD Ticino presso le due strutture ha consentito di verificare la situazione dei dipendenti impegnati nei reparti COVID-19, allo scopo di monitorare la tutela della salute del personale ospedaliero: sarebbe infatti inconcepibile che ad ammalarsi fosse il personale sociosanitario impegnato in prima linea nella cura contro il COVID-19.

Va sottolineato come il contesto giuridico in Ticino è particolare rispetto al resto della Svizzera. È vero che la legge federale sul lavoro non è più applicabile ai reparti ospedalieri COVID-19 per decisione del Consiglio federale del 20 marzo 2020 (art. 10, cpv. 5 dell’Ordinanza 2 COVID-19). Tuttavia e per fortuna in Ticino rimangono applicabili i disposti del contratto collettivo di lavoro dell’EOC e le norme del contratto collettivo di lavoro degli Istituti ospedalieri privati (valido per la Clinica Luganese Moncucco): dunque rimangono in vigore importantissime norme di protezione della salute dei dipendenti sociosanitari, come gli orari di lavoro massimi e i giorni di riposo settimanale.

Indubbiamente nelle ultime 4 settimane la struttura ospedaliera più sollecitata dalla cura dei casi acuti COVID-19 è stata quella dell’Ospedale La Carità di Locarno, che in modo trasparente ha fornito al sindacato le ore svolte e i giorni di riposo dei 148 collaboratori delle cure intense. Tra di essi vi sono parecchi dipendenti che hanno accettato il trasferimento da altri ospedali EOC verso Locarno e che hanno aumentato al 100% il loro grado d’occupazione a tempo parziale. Il Sindacato VPOD Ticino ha costatato con sollievo che nell’80% dei casi non vi è stato un superamento delle ore di lavoro previste dal contratto collettivo di lavoro in vigore all’EOC (40 ore settimanali nella media delle 4 settimane consecutive per un dipendente al 100%). Il Sindacato ha preso atto pure positivamente del fatto che l’Ospedale regionale di Locarno ha previsto delle adeguate misure di recupero per quei dipendenti, che hanno dovuto superare la media delle 40 ore in questa situazione eccezionale di crisi sanitaria. Per quanto riguarda i giorni di riposo il Sindacato VPOD Ticino ha costatato positivamente che sono stati osservati nella grande maggioranza dei casi (2 giorni per ogni settimana di lavoro).

La verifica delle norme contrattuali presso la Clinica Luganese Moncucco (media annuale di 40 ore settimanali, con un minimo di 35 ore e un massimo di 48 ore settimanali) ha pure permesso di costatare con soddisfazione che esse sono state rispettate nella grande maggioranza dei casi. Anche i giorni di riposo sono stati osservati (2 giorni per ogni settimana di lavoro).

Infine il Sindacato VPOD ha preso atto positivamente come le due strutture sanitarie abbiano predisposto i necessari sostegni psicologici per il personale impiegato nei reparti COVID-19.

A complemento del sopralluogo del 7 aprile il Sindacato VPOD Ticino ha pure analizzato, senza riscontrare problematiche, la situazione lavorativa all’Ospedale di Faido e al Cardiocentro Ticino, che di recente hanno pure introdotto i turni di 12 ore per il personale impegnato nella cura di pazienti COVID-19.

In conclusione il Sindacato VPOD Ticino può esprimere a ragion veduta la propria soddisfazione per l’agire responsabile delle direzioni delle strutture sanitarie dell’EOC e della Clinica Luganese Moncucco, che sono impegnate nella cura dei pazienti COVID-19 in una situazione sanitaria veramente eccezionale.

Il Sindacato VPOD Ticino chiede all’EOC e alla Clinica Luganese Moncucco di continuare sulla stessa linea anche nelle prossime settimane di crisi, in modo da consolidare la tutela della salute dei dipendenti impegnati nei reparti ospedalieri COVID-19.

Il Sindacato VPOD Ticino auspica di poter effettuare nelle prossime settimane ulteriori verifiche presso le citate strutture ospedaliere nell’ottica della trasparenza e del partenariato sociale, che esiste nel settore sociosanitario ticinese.

Il Sindacato VPOD Ticino ribadisce la propria vicinanza al personale sociosanitario impegnato in prima linea per affrontare questa crisi sanitaria e rimane a disposizione dei dipendenti di tutte le strutture sociosanitarie del Canton Ticino in caso abbiano delle segnalazioni su problematiche lavorative da approfondire e da affrontare con i datori di lavoro.

Fausto Calabretta (0797082440)

e Stefano Testa (0795510169)

- sindacalisti VPOD Ticino

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