• 14531 Chi fu quel desso!
Regionale
domenica 12 aprile 2020.
Ignorata una petizione firmata da 4450 persone, che rimane attiva malgrado la totale indifferenza!
di Michela Ahmed Ranzi

Alla base di una petizione dovrebbe esserci sempre una profonda riflessione, soprattutto quando si tratta di problemi legati alla sicurezza e alla salute delle persone. La decisione che mi ha portato a lanciare una petizione a favore del Moesano (https://act.campax.org/petitions/so...) è composta da due fattori.

Il primo risiede nell’abitare da quasi cinque anni a pochi chilometri dal confine grigionese che, come ben spiegato nella petizione, non è considerabile tale se riferito alla quotidianità, alla socialità, all’economia e alla sanità. Moesano e Ticino condividono tutto questo e si trovano nella medesima situazione e, a mio parere, nel diritto di usufruire entrambi delle opportunità concesse al Canton Ticino dal Governo federale.

La seconda motivazione, seppur costretta a casa da malattia e come persona appartenente alla categoria a rischio per il Covid19 causa malattia cronica, risiede nel fatto di essere infermiera e di porre sempre le persone in generale, ma il paziente in particolare, al centro della cura, considerando la salute quale benessere primario.

La disponibilità dichiarata a suo tempo dal Governo retico di poter ricoverare oltre San Bernardino i pazienti del Moesano, non tiene conto dei fattori di distanza, né tantomeno di quelli linguistici e culturali; soprattutto considerando che i pazienti si sarebbero trovati in isolamento e i familiari senza possibilità di un continuo contatto e aggiornamento con i curanti nella loro lingua, come avviene in Ticino. Senza dimenticare lo sforzo già prodigato e ancora attuale e futuro del sistema sanitario ticinese e del personale che, solo grazie alle decisioni prese, ha evitato finora il collasso.

Al momento attuale, da una parte, ci si appella al possibile riallineamento del Ticino a Berna, senza considerare che vi sono già richieste interne proprio al Ticino di prolungare la finestra fino al 4 maggio, pur con gli allentamenti in corso di prova dalla prossima settimana.

Dall’altra, alla non ritenuta necessità espressa dal Moesano di aderire alla tanto discussa finestra. Mi permetto di chiedere: espressa da chi?

La petizione lanciata inizialmente in lingua italiana, poi in tedesco e in francese, porta la firma di 1950 Moesani e Ticinesi, di più di un centinaio di Grigionesi (non Moesani), fino a un totale di 4’450 firme, dal resto della Svizzera. Inoltre, un sondaggio campione di 100 abitanti del Moesano riporta l’82% dei partecipanti al sondaggio contrari alla decisione di non richiedere la finestra.

Non avendo mai ricevuto alcun cenno di risposta da Coira, due giorni via mail abbiamo invitato i comuni del Moesano a prendere in considerazione i firmatari della petizione e la rivalutazione della decisione. Fiduciosi, attendiamo la risposta e mi permetto di usare il plurale in quanto, pur essendo colei che ha lanciato la petizione e firmato le missive, la risposta deve essere data ai/alle cittadini/e del Moesano e del Ticino, ai 4’450 firmatari della petizione e alla Signora Noi Togni che continua a battersi con altri colleghi per il Moesano.

Termino con una considerazione che nessuno vorrebbe fare ma che ritengo doverosa. Se non continuiamo sulla strada tracciata e non impediamo nuovi contagi e ricoveri (Pasqua e bella stagione a venire con tanti svizzeri a casa, pronti a venire in Ticino), la seconda ondata sarà peggio della prima!

Chissà...allora forse tutti in Svizzera apriranno delle finestre, mentre noi dovremo continuare a chiudere le porte delle nostre case e restarci!

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Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità.
A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell’animo nostro.

Epicuro

 
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