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Lettere dei lettori
sabato 9 maggio 2020.
Ricordare in silenzio
di Nicoletta Noi-Togni

Ricordare le mamme quest’anno, in quella che è la loro festa, significa anche ricordare tutte quelle mamme che in queste settimane se ne sono andate in silenzio, senza aver potuto sentire nella loro la mano di una figlia o di un figlio.

Significa ricordare il dolore di chi le ha dovute lasciare andare da sole, cosi, senza un saluto, un sorriso, senza una consolazione. Rendendo cio’ che di per sé è già difficile, angosciante, addirittura devastante. Una prova che non ci saremmo mai aspettati e della quale continuiamo a chiederci il perché.
Posso immaginare che per molte famiglie questa ricorrenza sarà triste, segnata proprio da quel rincrescimento del non commiato che rende cosi difficile elaborare un simile evento. E non importa troppo che la ragione ci ricordi che tutto cio’ è successo indipendentemente dalla nostra volontà: il sentimento fa sentire ugualmente colpevoli. Ma sarà proprio il sentimento che permetterà di tenere stretta al cuore quella mamma che si è dovuto lasciar andare in silenzio, senza gesti né parole. Sicuri che lei, che ha capito tutto della vita dei suoi figli, ha capito anche questo.
In silenzio.

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"Megghju aviri a chi fari cu centu briganti, ca cu nu stortu gnuranti."

È meglio aver a che fare con cento briganti piuttosto che con uno solo, ma stupido.

Proverbio calabrese

 
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