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Cultura
sabato 23 maggio 2020.
FINE DEL LOCK DOWN
di Teresio Bianchessi

Perché una poesia

E’ stato riflettendo sulla fine del lock down che mi è “scappata” questa poesia.
Il Direttore sa che a volte mi scappano dei pensieri ma, uomo saggio e paziente qual è, tollera.
Sulla fine del confinamento si stanno versando fiumi di parole, io ho preferito esprimerla in pochi versi, la dove quel non avere “nemmeno un berretto” per ripararci rende tutta la nostra insicurezza che ci sarà compagna non sappiamo sino a quando.
Dovremo quindi con lei convivere con speranza o con disperazione; se si è stati colpiti da un lutto, come purtroppo è capitato a troppi, c’è vero dolore e forse anche disperazione.
Diversamente è saggio affrontare questo tempo con speranza, sorretta dalla inconfutabile considerazione che anche prima vivevamo sotto un cielo incerto e che sin dalla creazione sappiamo della umana caducità.
Allora, con prudenza, non esitiamo a riprenderci la vita.





CIELO INCERTO

Nel cielo incerto
gonfie nubi
si rincorrono.
Il vento le frusta
con rabbia buia.
Solo i lembi
candidi come il latte.
Sarà tempesta?
Sarà sereno?
Da sotto si osserva
senza riparo,
nemmeno un berretto.
Si guarda al cielo
chi con speranza
chi con disperazione.


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Non mi ha mai detto come vivere; ha vissuto, e mi ha lasciato guardare mentre lo faceva.

 
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