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Comunicati
martedì 26 maggio 2020.
Le api selvatiche spiccano il volo per la ricerca

Quali sono i fattori di stress per le api selvatiche? Si tratta di determinati prodotti fitosanitari? Oppure della mancanza di un’alimentazione ricca di sostanze nutritive? Si tratta di questi fattori combinati? Gli esperti di tutta Europa - e anche di Agroscope - cercano di rispondere a questi interrogativi.

Della resa complessiva dell’agricoltura svizzera, circa 350 milioni di franchi all’anno possono essere generati solo grazie alle attività di impollinazione delle api mellifere e di quelle selvatiche. Spesso il contributo di molte delle oltre 600 specie di api selvatiche della Svizzera equivale a quello delle api mellifere. Per questo motivo, anche per l’agricoltura, è molto importante proteggere le api selvatiche. La morte degli insetti mette sotto pressione anche le popolazioni di api selvatiche. Ma, di preciso, che cosa nuoce alle api selvatiche? Gli esperti di Agroscope stanno studiando i possibili fattori di stress e la loro interazione nell’ambito di un progetto europeo insieme a 42 organizzazioni partner (www.poshbee.eu). L’obiettivo è quello di utilizzare le scoperte più recenti per sviluppare e ottimizzare le misure per preservare la salute delle popolazioni di api mellifere e selvatiche.

L’osmia cornuta, modello di ape solitaria

L’osmia cornuta (Osmia bicornis), che ben si presta come organismo modello per studiare i fattori di stress delle api solitarie, è utilizzata in questo tipo di esperimenti in tutta Europa. Ciò consente un raffronto con i risultati degli esperimenti realizzati dagli altri partner che partecipano al progetto. Questa specie di osmia è inoltre facile da allevare, utilizza tranquillamente anche i nidi artificiali ed è molto importante per l’impollinazione degli alberi da frutto. Pertanto, i dati acquisiti sono rilevanti per la pratica.

Gabbie di volo con condizioni diverse

Già nel 2019 Agroscope ha condotto i primi esperimenti con le osmie cornute in gabbia presso la sede di Zurigo-Reckenholz. Altri esperimenti sono stati avviati nell’aprile del 2020 con le api nate da questi esperimenti. Il quesito è: le api che sono già entrate in contatto con i prodotti fitosanitari quando erano allo stadio larvale si adattano meglio o peggio rispetto a quelle che entrano in contatto con tali prodotti per la prima volta da adulte? Un’alimentazione ottimale può ridurre un eventuale inquinamento da pesticidi?

Nelle gabbie, le osmie trovano condizioni molto diverse, a seconda della gabbia di volo in cui vivono: piante a uso alimentare più o meno ricche di sostanze nutritive, monocolture o una vasta gamma di fiori, con o senza inquinamento da prodotti fitosanitari.

Gli esperti di Agroscope registrano la capacità delle api di orientarsi, di raccogliere efficacemente il polline e quindi d’impollinare i fiori, il numero di discendenti nati e la loro età. Tutti questi dati forniscono indicazioni su come l’interazione tra la qualità dell’alimentazione e l’esposizione ai pesticidi influisca sulle osmie.

La capacità di orientamento è decisiva

Un fattore importante per il successo dell’impollinazione e della nidificazione è l’orientamento. Se non riescono a orientarsi o hanno difficoltà, le osmie non trovano più i fiori, il favo o la loro covata oppure vi arrivano in ritardo.

Gli esperti di Agroscope studiano il comportamento delle osmie per individuare quali segnali suggeriscono che qualcosa non va. Essenziale per la salute – così come per noi umani – è la capacità delle api di espellere il più rapidamente possibile dall’organismo le sostanze estranee, come i prodotti fitosanitari. Anche l’equilibrio della flora intestinale potrebbe influire in questo senso e pertanto lo si sta studiando.

Basso successo riproduttivo, popolazione ridotta

Quando il successo riproduttivo diminuisce, nascono meno discendenti e la popolazione si riduce. Ecco perché si vuole capire da che cosa dipenda il successo riproduttivo. Alcuni effetti diretti hanno un impatto sulla mortalità delle api adulte e delle larve. Altri effetti diretti – in particolare la combinazione di prodotti fitosanitari – potrebbero ripercuotersi negativamente sull’attività o sull’orientamento delle osmie in caso di esposizione prolungata. Le osmie potrebbero quindi essere meno efficienti nel raccogliere il polline per la loro prole. Tuttavia, gli effetti possono essere anche indiretti: ad esempio, se le piante foraggere sono troppo lontane, le madri si assentano più a lungo e questo agevola i predatori e i parassiti. Se le madri possono raccogliere meno polline per la covata, magari investono di più nei discendenti maschi in queste condizioni così difficili. Ai maschi, più piccoli, serve infatti meno cibo rispetto alle femmine.

Gli esperti di Agroscope stanno approfondendo la questione: quanti discendenti producono le osmie alle diverse condizioni? Qual è il rapporto tra i sessi della prole? Quante larve muoiono? Quanto sono forti i discendenti? Le giovani api vengono pesate.

I risultati ricavati dagli esperimenti contribuiscono a sviluppare e ottimizzare le misure per mantenere in buona salute le popolazioni di api mellifere e selvatiche. A luglio, il responsabile del progetto Matthias Albrecht presenterà in un video i primi risultati degli esperimenti.

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Ognuno desidera che la vita sia semplice, sicura e senza ostacoli; ecco perché i problemi sono tabù. L’uomo vuole certezze e non dubbi, risultati e non esperienze, senza accorgersi che le certezze non possono provenire che dai dubbi e i risultati dalle esperienze.

(Carl Gustav Jung)

 
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