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Cultura
sabato 30 maggio 2020.
Gerry Mottis e le « Parole che curano » ai tempi del Coronavirus

La Città di Lugano ha deciso di lanciare la campagna di sensibilizzazione "Parole che curano" legata all’emergenza Coronavirus per essere vicina alla popolazione con la potenza emotiva delle parole.

Ben 45 autori - tra poeti e narratori della Svizzera italiana - hanno raccolto l’invito della Città e hanno offerto testi inediti, spesso scritti per l’occasione, poesie o brani tratti da loro opere recenti per aiutare la popolazione a proiettare lo sguardo oltre i muri delle case, nella natura, nelle strade che tornano a vivere, nel desiderio di condivisione. Le parole sono affisse su manifesti presenti nei vari quartieri di Lugano: accompagnano i cittadini, li tengono per mano quando escono dalle loro abitazioni e, piano piano, si riappropriano della loro città. (www.lugano.ch) Tra i 45 autori presenti, il mesolcinese Gerry Mottis, con un estratto dal suo ultimo romanzo “Terra bruciata. Le streghe, il boia e il diavolo” (Capelli editore), con un dialogo tra il Ministro di Giustizia e una giovane suora riscattata al proprio destino di clausura. In tre copie gigantografiche, i cartelloni di Mottis possono essere visti in tre luoghi distinti per la città: presso il Lido di Lugano, in Via Beltramina e di fronte all’Ospedale Civico. Tra gli altri autori spiccano Andrea Fazioli, Anna Felder, Alberto Nessi, Giorgio Orelli, Daniele Dell’Agnola e Daniele Finzi Pasca.
La mostra di opere a cielo aperto sarà visibile per tutta l’estate.

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Colpisci te stesso prima, per capire il dolore che daresti.

Proverbio cinese

 
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