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Fuori regione
mercoledì 15 luglio 2020.
Evitare l’introduzione della peste suina africana in Svizzera

Attualmente la peste suina africana (PSA) colpisce l’Europa orientale, la Russia e si estende fino al confine polacco con la Germania. Questa epizoozia colpisce gravemente i suini e i cinghiali. Con l’allentamento delle misure di protezione contro il coronavirus, riprendono gli spostamenti e aumenta notevolmente il rischio di diffusione della malattia in Svizzera. Si consiglia quindi vivamente ai viaggiatori provenienti dai Paesi colpiti da PSA di non portare con sé prodotti a base di carne suina.

Priva di pericolo per l’essere umano, la PSA è un’infezione virale quasi sempre letale per i suini domestici e i cinghiali malati. Non esiste un vaccino che li protegga. Se la malattia si manifesta, devono essere adottate drastiche misure di lotta e l’intero effettivo colpito deve essere abbattuto. La lotta diventa molto difficile quando è la popolazione di cinghiali a esserne colpita. Il virus è molto resistente e persiste a lungo nelle carcasse di animali e nell’ambiente.

La peste suina africana si trova anche nella carne e nei prodotti di salumeria di animali infetti. Gettare nell’ambiente prodotti alimentari contenenti carne contaminata rappresenta la via di contaminazione più comune. I cinghiali o i suini possono quindi mangiare questi rifiuti e generare un nuovo focolaio infettivo. La contaminazione può avvenire anche visitando un’azienda suinicola infetta, attraverso calzature, veicoli e attrezzature. Questo permette al virus di essere trasportato su lunghe distanze.

I viaggiatori svolgono quindi un ruolo importante nella prevenzione della PSA in Svizzera. Astenendosi dal riportare prodotti alimentari contenenti carne suina o di cinghiale provenienti da Paesi colpiti da PSA o eliminandoli in modo sicuro, si contribuisce a preservare l’allevamento di suini in Svizzera.

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“I bambini oggi sono dei tiranni. Contraddicono i genitori, ingoiano il loro cibo e tiranneggiano i loro insegnanti.”

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