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Regionale
sabato 18 luglio 2020.
Roveredo: i fatti (che mi riguardano) e la politica
di Juri Ponzio

La pratica del rendere pubbliche questioni private non mi appartiene, eppure sono giunto a conclusione che vi debba essere nella popolazione una grande confusione e – dai numerosi messaggi e chiamate di sostegno che ho ricevuto in questi giorni – anche dell’amarezza nell’osservare continue dispute all’interno delle istituzioni, che nulla hanno a che vedere con i progetti ed i servizi per il cittadino.

Con la carica pubblica che attualmente svolgo in seno all’esecutivo comunale di Roveredo mi sento dunque in dovere, in piena trasparenza, di prendere posizione in merito a dei fatti riportati in modo inesatto e denigratorio in un articolo di un domenicale di basso spessore giornalistico, che mi riguardano direttamente. Nel 2016 ho costruito la mia abitazione e tutti i lavori sono stati eseguiti da ditte indigene. I lavori che sto attualmente svolgendo presso la mia proprietà sono stati oggetto di domanda di costruzione e autorizzati da parte del Municipio nel mese di luglio 2019 tramite regolare licenza edilizia. Nello specifico si tratta di opere di pavimentazione del piazzale esterno. I lavori sono stati deliberati a due imprese. Le opere principali per la realizzazione dello strato di sottofondo sono state svolte da un’impresa locale per un importo di ca. CHF 17’000.00. Su consiglio di un impresario della regione, la posa della pavimentazione finale è stata affidata ad una ditta estera che opera regolarmente da diversi anni fuori dai propri confini nazionali, tra cui anche in Svizzera. Per questi lavori ho stipulato un regolare contratto – all’interno del quale è esplicitamente indicato che tutte le pratiche amministrative cantonali e federali e i relativi permessi spettano alla ditta stessa e non al sottoscritto – per un importo di CHF 9’994.25. Al contrario di quanto appreso dai lettori, la fornitura del materiale edile necessario è stata solo parzialmente assegnata alla ditta esecutrice. Una buona parte è stato infatti acquistato in Svizzera, presso due fornitori locali, per un importo di ca. CHF 3’500.00. Dal punto di vista formale non ho commesso alcun errore, alcuna attività illecita e non ho violato alcuna legge, come invece si è impropriamente cercato di far credere. L’articolo in questione è stato infatti redatto in maniera populista, denigratoria e fuorviante senza verifica dei fatti e in seguito è stato strumentalizzato da alcuni “politici” nostrani al solo scopo di colpire la mia persona.
Giustamente, su segnalazione, sono stati verificati i documenti della ditta e dei relativi dipendenti; in alcun modo sono stato controllato io, né come persona, men che meno come autorità, come invece riportato sul giornale. Con il senno di poi posso unicamente fare mea culpa per non aver verificato la documentazione della ditta prima dell’inizio dei lavori. Il titolare mi aveva assicurato che tutte le pratiche erano state svolte dalla loro fiduciaria e io, in buona fede, mi sono fidato. Non devo per contro giustificare, da privato cittadino, la mia scelta, dettata da motivi tecnici e di finitura estetica.

Nel 2018 avevo deciso di mettermi a disposizione delle istituzioni con l’obiettivo di lavorare con il gruppo municipale in maniera oggettiva, dove ogni cittadino avesse il medesimo valore, dove vi fosse equità nel rispetto delle basi legali comunali e più in generale delle regole civiche. Così ho lavorato all’interno dell’esecutivo e così mi sono rapportato all’intera amministrazione comunale. Penso di poter affermare pacificamente che le mie competenze professionali sono state d’aiuto, essendo già abituato a lavorare nel contesto di un’amministrazione seguendo le varie procedure formali. Mi rendo conto che le mie competenze, unite al mio scrupoloso attenermi agli aspetti legali e formali, siano state di intralcio a chi invece era abituato ad una gestione approssimativa e ad un’applicazione di metodi soggettivi molto discutibili all’interno delle istituzioni roveredane. Sempre queste persone, che puntano su personalismi e biechi giochi di potere, non sono ora in grado di accettare chi invece predilige il dialogo basato su temi e progetti. Grazie all’articolo in questione c’è chi ora spicca il volo e cerca di erigersi a paladino di sani principi etici e morali abbozzando un goffo tentativo di colpirmi sul piano personale e, non pago, pure su quello familiare. Volendo volare troppo in alto ebbri dal piacere del volo stesso non sia mai che si faccia la fine del povero Icaro e le sue ali connesse al corpo tramite della cera. Ai nostri giorni, però, osservo con amarezza che l’attacco è la migliore difesa per chi non è in grado di portare argomenti di spessore sul piano politico. Questo tentativo di scredito verso la mia persona e autorità, unitamente ad altri, serve sia a distogliere l’attenzione dai fatti rilevanti che sono invece successi e succedono all’interno delle istituzioni – e che sono formalizzati in atti ufficiali – sia a strumentalizzare e ad aumentare l’insicurezza verso la pubblica istituzione, non giovando quindi né all’unione né alla collaborazione auspicata ad inizio legislatura all’interno della stessa.
Invece di far finta di nulla è d’obbligo chinarsi e affrontare la gravità di determinate inosservanze di aspetti formali e procedurali, peraltro già esposte a chiare lettere nelle opportune sedi istituzionali. Per questo motivo, in aperto dialogo con la collega di Municipio, non c’è stato altro da fare se non richiedere un intervento da parte del cantone. A comprova della serietà della situazione, nel giro di pochi giorni il Governo non ha potuto far altro – per la seconda volta in pochi anni – che nominare un Commissario governativo, nella persona di Anna Giacometti.

Auspico vivamente che ci si concentri finalmente a far funzionare l’amministrazione pubblica, che purtroppo ha pagato a caro prezzo il caos politico degli ultimi dieci anni, ed a concretizzare i progetti tanto attesi dalla popolazione. Con questo intento proseguirò il percorso all’interno dell’esecutivo comunale sempre attenendomi ai principi che mi hanno spinto a volermi mettere a disposizione delle istituzioni.

Juri Ponzio, privato cittadino e municipale

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Ognuno desidera che la vita sia semplice, sicura e senza ostacoli; ecco perché i problemi sono tabù. L’uomo vuole certezze e non dubbi, risultati e non esperienze, senza accorgersi che le certezze non possono provenire che dai dubbi e i risultati dalle esperienze.

(Carl Gustav Jung)

 
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