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Regionale
martedì 18 agosto 2020.
Madlaina Erni, i frutti vendemmiati alla Fête des Vignerons 2019
di Davide Pesenti

È già trascorso oltre un anno dalla Giornata cantonale grigione alla Fête des Vignerons di Vevey. Era infatti il 23 luglio 2019 quando, con ricche proposte enogastronomiche e culturali, il Grigioni si presentava al folto pubblico accorso alla storica manifestazione vodese. Tra i membri della delegazione retica, Madlaina Erni rappresentò la viticoltura del Grigionitaliano presso lo stand di SwissWine. All’alba della vendemmia 2020, quali i frutti della sua partecipazione a questa eccezionale vetrina?

“La Fête des Vignerons la serbo in ottima memoria. È stata un’esperienza che mi ha regalato forti sensazioni e che non dimenticherò certo facilmente!” È con riconoscenza, mista a un’emozione ancora palpabile, che Madlaina Erni ricorda quella calda giornata estiva trascorsa sulle rive del lago Lemano.

Omaggio alla viticoltura
In compagnia della giovane viticoltrice bassomesolcinese, responsabile dell’omonima azienda vinicola familiare con sede a Monticello, abbiamo voluto ripercorrere quella sua indimenticabile partecipazione alla FeVi 2019 e valutarne la portata a livello personale e professionale. “Per me, è stato un vero privilegio rappresentare il Grigionitaliano a quest’importante manifestazione, afferma Madlaina Erni. La giornata cantonale l’ho trascorsa come una piacevole occasione di scambio con i colleghi produttori, ma pure con molti interessati e appassionati che hanno reso visita al nostro stand. Abbiamo così potuto rendere omaggio alla viticoltura grigione e a quella svizzera, avvicinandola ai numerosissimi visitatori presenti”, spiega la giovane mesolcinese.

Una prima a più livelli
Per la plurisecolare FeVi, l’organizzazione delle Giornate cantonali è stata una prima storica. Nel corso delle quattro settimane di festa, Vevey assurse così a capitale della Svizzera. A partire dall’edizione del 1865, i Cantoni elvetici furono sempre rappresentati durante il grande spettacolo offerto una volta per generazione. Tuttavia, l’anno scorso è stata la prima volta che tutti i 26 cantoni erano presenti in riva al lago Lemano con delle delegazioni ufficiali. E a detta del folto pubblico accorso, quella grigione è stata una giornata cantonale di gran successo. Anche per Madlaina Erni è stata un’importante prima volta. “La Fête des Vignerons la conoscevo per sentito dire, ossia dai racconti di amici e familiari che avevano partecipato a precedenti edizioni”, precisa la viticoltrice. Per me, invece, è stata la prima volta, ma spero vivamente che non sia l’ultima! Si è immersi in un’atmosfera indescrivibile! E la FeVi non si svolge solo nell’arena predisposta per gli spettacoli e nelle infrastrutture adiacenti; tutta la città di Vevey era in festa. Ho fatto l’esperienza di come si abbia davvero voluto celebrare e omaggiare la viticoltura elvetica; e ciò, indipendentemente dal legame che si possa avere con essa o dalla propria provenienza cantonale”, racconta la vigneronne per la quale la FeVi è stata davvero una celebrazione senza filtri.

Pensare a livello regionale, non individuale
Aldilà dei suoi confini, il Grigioni è conosciuto in particolare per le sue specialità gastronomiche, oltre che per alcune tradizioni culturali e le sue bellezze paesaggistiche. Le ricchezze enologiche grigionitaliane, tuttavia, sono ancora spesso poco conosciute Oltralpe. In tal senso, le sfide che il Grigionitaliano è chiamato ad affrontare, per far meglio conoscere i propri prodotti ben oltre i confini regionali, sono dunque importanti. “La Mesolcina, come tutto il Grigionitaliano, ha un grande potenziale, sia a livello turistico che enologico e vitivinicolo. A mio avviso, le sfide principali per favorire una sua migliore visibilità e notorietà possono essere riassunte con un solo concetto: l’unione d’intenti”, sostiene Madlaina Erni. “Siamo una piccola regione e, in quanto tale, dobbiamo creare sinergie che permettano a tutti di svilupparsi e che ci aiutino a far conoscere il nostro territorio nel modo più compiuto possibile, dichiara convinta la viticoltrice. Bisogna pensare a livello regionale e non individuale! Inoltre, essendo una regione piccola e con vari prodotti di nicchia, nel Moesano bisogna puntare soprattutto alla qualità, a far vivere le emozioni e le storie che raccontano il nostro territorio”.

Emozioni e specialità dal Grigionitaliano
La presenza di Madlaina Erni allo stand SwissWine della FeVi 2019 è stata perciò un’ottima occasione per promuovere la produzione vitivinicola mesolcinese e quanto la regione al sud del San Bernardino possa offrire in ambito agricolo. A un anno di distanza, quali sono dunque i principali frutti di quest’esperienza per la casa vinicola bassomesolcinese? “La partecipazione alla FeVi 2019 ci ha certamente aiutato a rendere la nostra azienda un po’ più visibile nel variegato panorama viticolo elvetico. In tal senso, è stata una piattaforma assai privilegiata che ci ha permesso di far meglio conoscere la Mesolcina a livello svizzero e internazionale”, si rallegra colei che è stata la sola viticoltrice grigionitaliana presente a Vevey. Semplicemente un caso? O ciò testimonia di una certa difficoltà a essere presi in considerazione quali produttrici grigionitaliane? “Nel Grigionitaliano, per motivi climatici e/o topografici, poche regioni sono veramente adatte alla viticoltura”, spiega Madlaina Erni. “Quindi, i viticoltori professionisti sono molto pochi. Inoltre, è un mondo ancora dominato dai maschi. Ecco perché nel Grigionitaliano, ad oggi, non ci sono altre viticoltrici professioniste. Tuttavia, secondo me, non dobbiamo puntare tanto ai numeri, bensì alla tipicità e alla qualità del nostro prodotto, mettendo così in valore la nostra specificità, sia dal punto di vista delle peculiarità del territorio che della mentalità. Ed è proprio questo che racconto ed esprimo con i miei vini”.

Emozioni enologiche
Se, da un lato, la Giornata grigione di un anno fa è stata un’occasione propizia per presentare le ricchezze enogastronomiche e culturali che caratterizzano l’unico cantone trilingue svizzero, d’altro lato, per Madlaina Erni si è trattato di un importante trampolino di lancio per ulteriori collaborazioni con produttori di vini grigioni e svizzeri. Un’esperienza professionale originale che rappresenta un ulteriore stimolo per affrontare le sfide future, tra la passione per la propria terra d’origine e l’apertura verso nuovi orizzonti enologici. Quali, dunque, i progetti e gli auspici per il suo futuro? “Nel mio piccolo, come ho fatto finora, con i miei vini continuerò a raccontare la mia terra, la Mesolcina e il Grigionitaliano tutto, a far conoscere il suo fascino, le persone che vi abitano, i prodotti che vi nascono, le storie e le usanze che la caratterizzano. Perché il vino è emozione che germina dai racconti della terra, delle persone e delle usanze dove matura”, conclude Madlaina Erni.

Tra tradizione e innovazione

Fondata nel 1797, la Fête des Vignerons (FeVi) è una festa di carattere popolare che premia i migliori operai delle vigne (vignerons-tâcherons) attivi nella regione del Lavaux e dello Chablais vodese. Organizzata sin dalle origini dalla Confrerie des Vignerons di Vevey (VD), la FeVi ha luogo soltanto una volta per generazione. Nel 2006, la festa è stata iscritta sulla lista del Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Nella grande arena allestita per l’occasione sulla piazza del mercato di Vevey, dal 18 luglio all’11 agosto 2019, lo spettacolo creato dal ticinese Daniele Finzi Pasca e dalla sua compagnia teatrale ha rappresentato la vita e il lavoro dei vignaioli attraverso coreografie e sfilate messe in scena da 5’500 figuranti proveniente da tutta la regione. Nell’ambito della giornata cantonale grigione, la promozione dei prodotti grigioni è stata preceduta e sostenuta dalla “Carovana di somieri” che durante il mese di luglio 2019 ha raggiunto la cittadina sul lago Lemano a piedi, facendo tappa in alcune località del percorso e deliziando così la popolazione vodese con varie specialità tipiche del Grigioni.

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“I bambini oggi sono dei tiranni. Contraddicono i genitori, ingoiano il loro cibo e tiranneggiano i loro insegnanti.”

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