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Cultura
domenica 31 gennaio 2021.
pare sian questi i giorni della merla...

Un altro racconto inviato dallo scrittore Andrea Valente ...

la merla
una candida merla se ne andava zampettando sulla neve, bianca sul bianco, che era impossibile distinguerla. gennaio stava volgendo al termine e tutto sommato l’inverno era stato mite, annunciando una primavera variopinta e profumata.

ma non è un mese cortese, gennaio, che, accortosi del buonumore della pennuta, si mise d’impegno per farle trascorrere i suoi ultimi tre giorni senza troppa allegria. rigido e gelido, cominciò soffiando un freddo vento di tramontana, poi fece nevicare, ed era neve ghiacciata, e il ghiaccio lastricava le strade.

la primavera avrebbe dovuto attendere e la merla smise di zampettare. anzi, con un faticoso battito d’ala volò controvento nel gelo, fino a raggiungere il comignolo di una casa, dove si infilò un po’ goffa, in cerca di un riparo. e lì restò per tre giorni e tre notti.

quando la buriana cessò, la candida merla mise timidamente il becco fuori dal comignolo, poi la testa e con le piume notò che l’aria era tornata mite, l’acqua del ruscello disgelava e un tiepido raggio di sole salutava un mattino finalmente buono.

saltò quindi fuori del tutto, la merla, zampettando sul tetto, lasciando dietro di sé tante piccole impronte scure di fuliggine. le sue ali erano diventate nere, il corpo, le piume sul petto e pure la coda. nera, come sono nere le merle ancor oggi, da quei gelidi giorni di fine gennaio, quando ancora qua e là le merle saltellavano candide sulla neve, bianche sul bianco, che era impossibile distinguerle.

© andrea valente

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“Mi considerano pazzo perché non voglio vendere i miei giorni in cambio di oro. E io li giudico pazzi perché pensano che i miei giorni abbiano un prezzo.”

KHALIL GIBRAN

 
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