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Fuori regione
martedì 16 marzo 2021.
Esperti, a questo ritmo casi raddoppieranno in un mese

(ats) Con l’attuale tasso di riproduzione, il numero di casi giornalieri di Covid-19 raddoppierà entro quattro settimane. Lo ha affermato oggi in conferenza stampa Patrick Mathys, responsabile del settore crisi dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), secondo cui inoltre in Svizzera le varianti del virus sono diventate dominanti.

Le diverse varianti rappresentano infatti globalmente l’80% delle nuove infezioni, ha specificato Mathys nel corso dell’ormai consueto appuntamento con gli esperti della Confederazione. In totale, i casi legati a queste mutazioni sono oltre 17’000. È confermato che quella cosiddetta britannica, preponderante in Svizzera, è più contagiosa e può portare a decorsi più gravi, ha aggiunto il funzionario.

Terza ondata? Presto per dirlo

"Lo sviluppo dell’epidemia è incerto", ha continuato Mathys, precisando che il numero di casi sta continuando ad aumentare e che il Paese potrebbe essere all’alba della terza ondata, anche se ciò non è al momento chiaro. In ogni caso, rispetto alla settimana scorsa è evidente come la curva dei contagi sia risalita.

Le notizie preoccupanti non finiscono qui. "Purtroppo i ricoveri ospedalieri non sono più in calo come prima", ha detto ancora Mathys. E pur se non si registra una sovramortalità, anche il numero dei decessi ha smesso di scendere. Tuttavia, quello dei pazienti Covid nei reparti di terapia intensiva rimane basso, ha rassicurato Rudolf Hauri, presidente dell’associazione dei medici cantonali.

Stando a Mathys, la nuova strategia dei test dovrebbe fornire un contributo significativo al contenimento della pandemia. Speranza arriva anche dalle vaccinazioni, pur se la mancanza di dosi per la fascia d’età 50-70 anni permane un problema, ha fatto notare. A suo giudizio è però realistico pensare che entro fine giugno chiunque lo desideri venga immunizzato, come vuole il Consiglio federale. Stuzzicato sull’argomento, l’esperto non si è invece voluto sbilanciare sulle ipotetiche riaperture che il Governo sta valutando, trincerandosi dietro un diplomatico "non spetta a me decidere".

Tre pilastri

Fosca Gattoni, della sezione diritto in materia di agenti terapeutici dell’UFSP, ha illustrato la strategia relativa ai test, che ora si fonda su tre pilastri. Il primo, immutato, si concentra sulle persone sintomatiche. Il secondo prevede test di massa e ripetuti sul posto di lavoro, nelle scuole e nelle case di cura. L’obiettivo è testare settimanalmente il 40% della popolazione "mobile".

Il terzo pilastro, novità da lunedì, presuppone esami gratis individuali preventivi per tutti. I test fai da te dovrebbero invece essere disponibili in farmacia da aprile. A una domanda diretta di un giornalista riguardo alla mancanza di forniture lamentata negli scorsi giorni dal Ticino, la rappresentante dell’UFSP ha assicurato che "i kit ci sono, arriveranno". "Bisogna però coordinarsi", ha puntualizzato Gattoni.

Modello grigionese

All’odierno incontro con i media ha partecipato anche Martin Bühler, capo dello Stato maggiore di condotta dei Grigioni, cantone pioniere per quanto riguarda i tamponi a tappeto effettuati sui cittadini. Si tratta in poche parole dell’uomo che ha plasmato l’aggressiva strategia di test che il governo federale e gli altri cantoni hanno preso come modello.

Nonostante l’arrivo dei turisti, le infezioni nei Grigioni hanno ristagnato, ha dichiarato Bühler. Grazie ai test preventivi su ampia scala è stato infatti possibile intervenire più velocemente e fermare la propagazione del virus.

"I test stanno attirando grande interesse", ha detto Bühler. Tutti vogliono dare il proprio contributo nella lotta all’epidemia. Nel dettaglio, prendono parte alla strategia più di 140 scuole retiche (con oltre 20’000 fra studenti e insegnanti) e centinaia di aziende. I casi di Covid-19 rilevati in persone asintomatiche sono per ora 131.

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"Megghju aviri a chi fari cu centu briganti, ca cu nu stortu gnuranti."

È meglio aver a che fare con cento briganti piuttosto che con uno solo, ma stupido.

Proverbio calabrese

 
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