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Regionale
lunedì 5 aprile 2021.
Un trasporto pubblico performante e competitivo anche per il Moesano
di Davide Pesenti

Il 5 aprile 2021 rimarrà negli annali del trasporto pubblico nel Moesano. Con l’entrata in vigore di un nuovo orario sovraregionale, in concomitanza con la messa in funzione completa della Galleria ferroviaria di base del Ceneri, Mesolcina e Calanca saranno meglio collegate alle stazioni ferroviarie di Castione e Bellinzona. Migliori coincidenze, frequenze maggiori e tempi di percorrenza ridotti (almeno a media-lunga distanza) potrebbero vieppiù favorire, anche nel Moesano, un utilizzo maggiore del trasporto pubblico. Un bel passo avanti per l’ambiente e l’attrattività di tutta la regione a sud del San Bernardino.

Sin dall’apertura del Tunnel ferroviario di base del San Gottardo nel 2016, molti utenti moesani auspicavano (o forse persino sognavano) un tale potenziamento volto a ottimizzare la durata dei viaggi da e verso la regione. La nuova offerta permetterà ora al trasporto pubblico moesano – finalmente, verrebbe da dire – di essere meglio connesso con quello da e verso i principali centri del Canton Ticino, nonché Milano, così come verso nord (Thusis/Coira), divenendo in tal modo più attrattivo e competitivo rispetto al trasporto veicolare privato. Un miglior coordinamento delle coincidenze autobus–treno (vedi fahrplanwechsel.postauto.ch/it/grigioni) che non può che rallegrare e far ben sperare per una migliore valorizzazione del trasporto pubblico nella regione.

Corsi e ricorsi della storia

Il caso vuole (o forse si tratta di una “correzione della storia”) che la nuova offerta entri in vigore proprio in occasione del 50° anniversario della decisione – presa il 31 marzo 1971 dall’allora Consiglio federale – di sopprimere definitivamente il collegamento passeggeri sulla storica tratta della Ferrovia retica Bellinzona-Mesocco.
E così, nonostante l’assenza di un collegamento ferroviario regionale e internazionale da e per Bellinzona – progetto che da più parti, e sotto vari punti di vista, si auspicherebbe fosse tolto dal cassetto dov’è stato posto alcuni anni orsono e ridiscusso politicamente –, il Moesano potrà finalmente beneficiare di un trasporto pubblico più efficiente e competitivo rispetto al recente passato, ma soprattutto al passo con i tempi.

Orientamento a sud consolidato

L’evoluzione demografica e le aspettative contemporanee – non solo in ambito ecologico – stanno a dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, la necessità di un tale cambio di marcia. In questo senso, l’introduzione di una “corsa rapida” che sfrutti pienamente le possibilità date dai nuovi accessi all’autostrada A13 per ridurre i tempi di percorrenza, è certo un importante passo in avanti.
Sebbene questi ultimi rimangano in parte ancora maggiori rispetto al trasporto privato (soprattutto in direzione nord), grazie all’introduzione del cambiamento d’orario si permetterà agli abitanti del Moesano di approfittare appieno dei vantaggi che offre l’apertura completa della Galleria di base del Ceneri – una novità più che benvenuta, in una logica di trasporto pubblico modale e intercantonale. La migliore integrazione futura del Moesano in un piano dei trasporti pubblici sovraregionale è da salutare pertanto positivamente. Un’ottimizzazione pertinente e lungimirante, anche data la contiguità geografica, culturale ed economica di questa parte di Svizzera italiana.

Miglioramenti futuri

Al fine di ottimizzare ulteriormente l’offerta del trasporto pubblico regionale – non solo in favore degli utenti locali, ma pure per i sempre più numerosi turisti che visitano il Moesano – tra i prossimi passi da intraprendere vi è certamente quello d’impiegare una voce italofona per gli annunci sugli autopostali che percorrono Mesolcina e Calanca (come pure sulle “corse dirette” verso Coira).
L’intento dichiarato da parte dei responsabili di AutoPostale di voler “accompagnare” i passeggeri con la stessa voce su tutto il territorio grigione – opzione anche comprensibile, ma di non facile attuazione in un cantone trilingue come il Grigioni – stride infatti, senz’ombra di dubbio, con l’italianità che caratterizza la regione.
Se, da un lato, tale scelta rischia di far sentire l’utente moesano/a non proprio ben accolto/a sui “suoi” mezzi pubblici – con il rischio reale di non potersi identificare appieno con essi –, dall’altro si rivela essere pure un pessimo biglietto da visita per gli ospiti che visitano queste due vallate grigionitaliane. Salendo a Bellinzona in direzione del Grigioni, si può infatti avere come l’impressione che il Cantone non sia anche pienamente italofono. Ciò non rispetta completamente il diritto di disporre di annunci chiari e accurati, com’è oggi invece il caso sui treni FFS o sui trasporti pubblici in altre regioni bilingui della Svizzera, nelle quali a ogni idioma corrisponde una voce madre-lingua specifica di riferimento.
Perché dunque, ci vien da chiedere, non impiegare la stessa identica voce italofona sui mezzi pubblici di tutta la Svizzera italiana? L’unità cantonale auspicata non sarebbe certo ferita o indebolita. E la lingua italiana potrebbe così essere pienamente onorata anche in questo importante settore del servizio pubblico, rafforzando in tal modo l’esperienza quotidiana di un veritiero, rispettoso e concreto trilinguismo in Grigioni.

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“Assumersi la responsabilità della propria infelicità è l’inizio del cambiamento.”

OSHO

 
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