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Fuori regione
domenica 25 aprile 2021.
Il certificato COVID-19: unitario, non falsificabile e compatibile a livello internazionale

La Confederazione svilupperà entro l’estate un certificato COVID-19 unitario, non falsificabile e riconosciuto a livello internazionale. A tale scopo saranno perseguite inizialmente due soluzioni tecniche. Una decisione definitiva in merito alle varianti sarà presa a metà maggio. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) coinvolge nei lavori le cerchie interessate per garantire che la soluzione scelta sia applicabile nella pratica e di facile impiego.

In virtù del mandato legale (legge COVID-19, art. 6a) tutte le persone vaccinate, guarite e con test negativo recente devono poter ricevere un certificato COVID-19, che sarà emesso dalle strutture che effettuano i test o le vaccinazioni. I dati relativi alla vaccinazione, al test o alla guarigione rimangono memorizzati soltanto in queste sedi e presso i diretti interessati. Il certificato COVID-19 deve garantire la memorizzazione decentralizzata, la protezione e la sicurezza dei dati, nonché la compatibilità con il «certificato verde digitale» dell’UE. Altri criteri fondamentali sono le scadenze di introduzione, l’applicabilità pratica e la facilità d’impiego; il certificato sarà emesso sia come app per lo smartphone, sia in forma cartacea.

Dopo aver sentito Digital Switzerland, economiesuisse, CH++ e il Consiglio dei PF e verificato le circa 50 offerte di soluzione pervenute, l’UFSP ha deciso di continuare a perseguire sino a fine maggio 2021 due approcci tecnici: da un lato, una soluzione dell’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (UFIT) e, dall’altro, una soluzione di SICPA/ELCA. La soluzione di SICPA/ELCA ha il vantaggio di disporre di componenti già funzionanti e della competenza ingegneristica necessaria per l’ulteriore sviluppo. Il fornitore di servizi informatici svizzero ELCA offre, in collaborazione con SICPA, la tecnologia dei sigilli elettronici CERTUS per realizzare il certificato COVID-19 svizzero. SICPA, azienda della Svizzera occidentale con una storia quasi centenaria, è leader globale nel campo della sicurezza fisica e digitale per le autorità e il settore industriale.

Coinvolgere tutte le parti interessate
Gli emittenti coinvolgono nei lavori del progetto i Cantoni, la FMH, pharmaSuisse nonché i medici e i farmacisti che effettuano le vaccinazioni. Nelle prossime settimane saranno inoltre invitate a collaborare le organizzazioni che rilasceranno i certificati di test e che in seguito dovranno controllarli.

Fintanto che il certificato COVID-19 non sarà ottenibile e valido, in Svizzera mantengono la loro validità gli attestati di vaccinazione rilasciati dalle strutture di vaccinazione nonché i certificati di guarigione o di test.

L’attenzione è incentrata sulla sicurezza del sistema e sull’autenticazione delle strutture che rilasceranno il certificato. Non appena saranno pronte, le soluzioni tecniche saranno testate da specialisti interni ed esterni. Il certificato dovrà inoltre essere personale e non falsificabile. Quando lo esibirà, il titolare dovrà quindi essere ulteriormente identificato, per esempio mediante passaporto o carta d’identità. Per garantire la protezione dei dati, l’autenticità e la validità del certificato saranno verificabili soltanto sul posto.

Riconoscimento a livello internazionale
Il certificato COVID-19 dovrà poter essere utilizzato per l’ingresso e l’uscita in/da altri Paesi ed essere compatibile con soluzioni internazionali. In vista dell’introduzione di un certificato riconosciuto a livello internazionale, la Confederazione accompagna i lavori dell’Organizzazione mondiale della sanità OMS con il progetto «Smart Vaccination Certificate» e quelli dell’UE con il «certificato verde digitale». Quest’ultimo dovrà costituire il riferimento per i rispettivi certificati nazionali di vaccinazione, test e guarigione, il cui impiego sarà deciso dai rispettivi Stati.

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Non dobbiamo lagnarci se una persona a noi carissima ci presenta a volte atteggiamenti odiosi che ci tirano i nervi o, comunque, ci fanno soffrire. Non dobbiamo lagnarci, ma tesorizzare avidamente queste nostre ire e amarezze: ci serviranno per lenire il dolore il giorno che quella persona ci verrà in qualche modo a mancare.

Cesare Pavese

 
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