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Comunicati
martedì 5 ottobre 2021.
“I lavori del passato al ritmo delle stagioni”
di Lino Succetti

Al Museo Moesano la mostra autunnale



Come la prima parte della mostra presentata a inizio stagione e dedicata alle attività primaverili ed estive, anche la seconda aperta dal 3 al 24 ottobre 2021 (accessibile mercoledì, venerdì e domenica dalle 14.00 alle 17.00) rappresenta un bello spaccato di vita su alcuni lavori tradizionali del passato, in parte trasmessi per generazioni, legati alla terra e alla natura durante il periodo autunnale ed invernale:

- la produzione del vino (la vendemmia e il trasporto dell’uva, la pigiatura e i relativi recipienti, la lavorazione del vino con i suoi contenitori e utensili da cantina);
- la raccolta, il trattamento e la conservazione delle castagne con l’esposizione di alcuni strumenti per l’abbacchiatura e la raccolta delle stesse. Prezioso pure il riferimento presente in una vetrinetta già nell’atrio d’entrata del palazzo e inerente il primo tassello del progetto del Museo Diffuso del Museo Moesano, la Gra situata in Dro Alt, sopra Monticello, frazione di San Vittore, il vecchio edificio in sasso ripristinato alcuni anni fa e dove si fanno essiccare le castagne ad un moderato calore e tenore di fumo;
- la mazziglia casalinga, l’usanza dell’arrivo del norcino (quanti bei ricordi della fanciullezza anche da parte di chi scrive quando arrivava “el Renzo” per la “mazza” nella vecchia e spaziosa cucina di Pala dei nonni “Claudi e Zepìn”) per macellare il maiale, del quale, come si diceva, si utilizzavano tutte le sue parti e non si buttava via niente, “mazza” praticata dalle famiglie contadine nel periodo che andava da dicembre a inizio febbraio.

Come nella prima parte la mostra restituisce al visitatore una mappa di saperi che illustra la vita della gente e gli attrezzi utilizzati nelle varie attività presentate. Diversi oggetti e attrezzi che sollecitano la nostra curiosità di riconoscerli o scoprirli durante la visita stessa nel museo. Oggetti e foto che parlano di un patrimonio indispensabile da apprezzare e difendere dall’oblio, valorizzandolo quale segno del nostro passato e delle nostre radici. Ciò grazie al curato allestimento preparato per il Museo sia nella prima fase primaverile come nella seconda autunnale con la nota e preziosa cura e competenza di Elvino Tamò.

Ai visitatori è data quindi la possibilità fino al 24 di ottobre, prima della chiusura invernale, di ammirare nella sala al secondo piano del Museo la nuova mostra per scoprire i suoi significativi frammenti di storia locale unitamente alle altre interessanti mostre permanenti del Museo Moesano (Palazzo Viscardi – Via Favera 11 – CH-6534 San Vittore museomoesano@bluewin.ch ).



L’Elvino all’opera nella Gra situata in Dro Alt, l’edificio in sasso (primo tassello del Museo diffuso del Moesano) dove si fanno essiccare le castagne ad un moderato calore e tenore di fumo. L’essiccamento ne permette la conservazione anche per molti mesi. La costruzione è a due piani. Sul pavimento del locale a pianterreno (vedi foto) si accende il fuoco in un braciere dentro il quale si bruciano dei grossi ceppi di castagno secco, producendo brace e fumo. Al piano superiore si mettono le castagne in uno strato fino a 30/40 cm di spessore, esponendole su in pavimento formato da un graticcio (da qui il nome gra), che copre l’area di tutto il pavimento.

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“L’uomo colto con l’umiltà in groppa porta avanti il mondo.”

LUCIANO SANTE MANARA

 
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