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Regionale
martedì 16 novembre 2021.
Yakin Murat
Nostra intervista all’allenatore del Thun

Dopo la bella qualificazione della nostra nazionale di calcio ai mondiali del Qatar, abbiamo ripescato nel nostro archivio l’intervista fatta all’attuale allenatore nel lontano 10 aprile 2011 in occasione di una sua permanenza sportiva a Roveredo e volentieri la ripubblichiamo.

Murat Yakin è nato a Basilea il 15 settembre del 1974. Durante la sua carriera è stato più volte chiamato a far parte della nazionale svizzera. Yakin ha giocato per molti anni con la squadra del Basilea. Ha vinto per cinque volte la Swiss Super League e tre volte la Coppa Svizzera. Attualmente allena la squadra del Thun ma è considerato uno dei più promettenti allenatori per cui ha davanti a se ottime prospettive di carriera anche a livello nazionale.



Come prima domanda, anche se può sembrare ovvia, vorrei chiederle perché consiglierebbe il calcio e lo sport in generale ad un ragazzo.
Il calcio è una disciplina che impegna i ragazzi in modo continuo e completo ed essendo un gioco di squadra li abitua a vivere insieme ad altri e a collaborare con loro per il raggiungimento di uno scopo comune che è quello di vincere. Inoltre quando si è impegnati nello sport non si ha tempo per fare altre cose, magari non buone.
Come vede il calcio in Svizzera?
Sta cambiando! Dalle esperienze degli ultimi anni emerge chiaramente la necessità di introdurre cambiamenti. Certo ci vuole coraggio ma bisogna farlo perché ogni cambiamento porta nuove possibilità. Chi non risica non rosica!
Quale secondo lei il futuro del calcio ticinese?
Premetto che non ho una conoscenza approfondita del calcio ticinese ma lo vedo più orientato verso l’Italia. Ci sono molti calciatori ticinesi bravi e promettenti e il calcio è in continua evoluzione!
Come mai un cantone così grande come il Grigioni non ha una squadra di calcio di alto livello?
Penso che sia una questione di tradizioni! Nel Grigioni si è sviluppato di più l’Hockey e con l’andare del tempo si è radicato nella società mettendo in secondo piano altri sport.
Sappiamo della sua fondazione “Yakin-Stamm”. Cosa significa per lei poter aiutare bambini bisognosi?
La nostra è la società del benessere ma non per tutti è così e poi noi siamo più portati ad aiutare popolazioni lontane da noi, dimenticandoci che anche qui ci sono bambini che hanno bisogno ed è quello che vogliamo fare noi con la nostra fondazione. È bello sapere che, mentre stai lavorando per il tuo benessere, stai facendo qualcosa anche per gli altri.
È un privilegio per un paese piccolo come Roveredo ospitare lei e una squadra di super league. Come mai lo ha scelto?
Il luogo lo ha scelto il nostro accompagnatore Gianluca Di Domenico che da ragazzo ha frequentato il Collegio Sant’Anna e quindi è particolarmente legato al paese e, siccome è anche un bel posto, ci siamo venuti volentieri.

Come trova e come si trova nell’albergo Stazione di Roveredo? Bene! La sistemazione risponde alle nostre esigenze e risolve i problemi di logistica in modo ottimale e poi si mangia veramente bene e il proprietario è molto cordiale e premuroso.
Domanda cattiva: sa in quale categoria gioca la squadra di Roveredo?
Sì. Gioca in quarta lega ma penso che meriterebbe di più.
Altra domanda cattiva: vincerete oggi?
Sì. Senza dubbio. Ci siamo preparati per questo e siamo sicuri che faremo una bella partita.

Ringraziamo Murat Yakin per essersi messo volentieri a nostra disposizione e Gianluca Di Domenico che ha organizzato l’intervista e che di sicuro parecchi mesolcinesi ricorderanno di avere avuto, negli anni ’80, come compagno di scuola al Collegio. Senza di lui non avremmo mai avuto l’occasione di conoscere Yakin e soprattutto di farlo conoscere ai nostri lettori.


Giuseppe Russomanno
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“Ai più bassi livelli della politica e al più alto livello della spiritualità il silenzio non aiuta mai la vittima, il silenzio aiuta sempre l’aggressore.”

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