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Editoriale
domenica 21 novembre 2021.
Matrimonio per tutti - La sposa della madre avrà diritto al congedo

Dal Corriere del Ticino: "Anche la sposa della madre avrà diritto al congedo di paternità di dieci giorni per mettere sullo stesso piano coppie eterosessuali e coppie lesbiche.

Nell’articolo si dice anche che "la moglie della madre sarà riconosciuta come genitore allo stesso modo del marito della madre"!
Ho dovuto rileggere parecchie volte l’articolo in questione per trovare il bandolo della matassa! Una cosa mi è risultata chiara: se, d’ora in poi, vogliamo intenderci senza scervellarci dobbiamo cercare nuove parole per indicare le nuove situazioni e i nuovi ruoli venutisi a creare con la nuova legge.
La cosa è ancora più complicata dal fatto che anche alcune donne, come da qualche tempo succede, chiedono che il linguaggio tenga conto del loro genere e si declinino al femminile parole che finora venivano declinate soltanto al maschile.
Si dovrà per esempio dire "membro" o "membra" (da non confondere con l’altro significato della parola) della famiglia "x"? E il membro o membra della famiglia si dovrà chiamare marito o marita?
Gli eventuali figli dovranno chiamare "papà" chi li ha partoriti e mamma chi dovrebbe, secondo le vecchie usanze, essere il papà?
Che confusione!
Una ristrutturazione della lingua italiana, e magari anche delle altre, è a questo punto urgente e necessaria per mettere un po’ d’ordine ed evitare il pantano linguistico in cui stiamo per cadere.


Giuseppe Russomanno
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“Ai più bassi livelli della politica e al più alto livello della spiritualità il silenzio non aiuta mai la vittima, il silenzio aiuta sempre l’aggressore.”

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