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Lettere dei lettori
sabato 4 dicembre 2021.
CODICE ROSSO PER LA TERRA
Per uscirne occorrerà finalmente attivare la cultura del fare positivo.

Cosa significa il nuovo allarme lanciato la scorsa estate dall’ONU tramite l’Agenzia intergovernativa IPCC per il controllo del Clima terrestre? Dal punto di vista strutturale non ci sono sostanziali novità, ma vengono aggiornati tutti i dati che continuano ad affluire dai numerosi studi internazionali sullo stato della Terra: che dimostrano ancora una volta come le attività umane siano direttamente responsabili del surriscaldamento del Pianeta e delle conseguenti mutazioni del suo Clima atmosferico.

Niente di nuovo dunque? NO! Che nessuno pensi ad una tiritera rilanciata di anno in anno per tentare di condizionare la Politica e l’Economia ed anche le singole persone. NO! Questo allarme rosso contiene un elemento di novità estremamente grave: tutti i parametri descrittivi mostrano che le condizioni di surriscaldamento non si stanno modificando in contrazione come si vorrebbe, sono purtroppo in rapido aumento e si comincia a dubitare che eventuali interventi sul nostro modus vivendi possano incidere così tanto come ottimisticamente si pensava; viceversa nasce la paura che non si riuscirà a contenere nella misura desiderata il surriscaldamento medio terrestre! con il Trattato di Parigi si puntava a contenerne l’incremento in 1.5 gradi centigradi per la fine del secolo, ma la sfida pare già fallire e solo realizzando progetti rapidi e ben solidi potremo al massimo limitare il peggioramento a +2 gradi di riscaldamento medio.

Che dire? gli allarmi giungevano già almeno dal 1992, dalla Conferenza di Rio de Janeiro sullo Stato della Terra. Poi si consolidarono nel trattato di Kyoto nel 1997, per lo più inascoltati dal punto di vista pratico. Si era cercata una concertazione d’intenti in ben 25 successive Conferenze, passando per il COP 21 di Parigi nel 2015 quando fu accettato un Trattato ampiamente condiviso, ed ancora a novembre al COP 26 in Scozia si è cercato di consolidarlo concretamente.

Alla fine -diciamolo come provocazione- non è neppure scandaloso che poco si sia fatto concretamente! I ritardi, le opposizioni, le negazioni, l’immobilismo delle azioni incompiute… non sono che lo specchio della complessità del Mondo, regolato da interessi economici particolari, da condizioni geo-politiche difficilmente malleabili, dalle difficoltà regionali ma anche famigliari, infine dal diffuso disinteresse per un bene comune quale è lo stato del Pianeta.

Ora si afferma ancora una volta la necessità assoluta del fare presto le modifiche necessarie. Ma sono modifiche impossibili da realizzare in tempo zero, e di tempo ne abbiamo sprecato tanto, ma tanto!… da quando nel 1973 la Crisi Petrolifera ci aveva dato un primo segnale che stavamo correndo in modo pericoloso verso l’infarto. Ora ci siamo.

Ci saranno ancora tanti scettici? tanti complottisti? tanti che negano la realtà? tanti che continuano a cavalcare l’onda dei personalismi? Liberiamoci dalle catene mentali e attiviamo la cultura positiva del fare concreto. Proviamoci!

di Giuseppe Donati

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Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.

(Paulo Coelho)

 
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