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Lettere dei lettori
martedì 7 dicembre 2021.
Il silenzio degli innocenti: i giovani soffrono e il SISA lancia una campagna per combattere il malessere psichico!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) ha presentato in data odierna la campagna “Scuola e salute mentale: parlarne non basta!”, con l’obiettivo di tematizzare una questione che purtroppo rimane ancora fin troppo inascoltata: i giovani soffrono e sono depressi! La campagna trova le sue radici da una riflessione del sindacato studentesco partita durante la pandemia, quando a marzo l’Assemblea Generale del SISA approvava la risoluzione “Pandemia e malessere psichico e sociale: occorre agire e subito!”

Che i giovani stiano male è purtroppo una triste verità, confermata da diverse associazioni di categoria e studi accademici. Nonostante la situazione sia piuttosto drastica, le autorità tardano a rispondere a un problema serio! Lo “Swiss Corona Stress Study” metteva in evidenza già a novembre come circa 1/3 della popolazione giovanile presentasse sintomi depressivi gravi. Tuttavia la risposta da parte delle istituzioni resta ancora insufficiente. In questo contesto, la pandemia ha avuto sicuramente un ruolo da catalizzatore di un malessere che purtroppo ha origine in una situazione di accresciuta precarietà sociale e di conseguenza psicologica. Il progressivo smantellamento dei compiti sociali e di regolazione economica dello Stato, a seguito di decenni di politiche neoliberali, scaricano in maniera irresponsabile i rischi sociali sulle spalle di famiglie e individui. In questo modo, in maniera diretta ed indiretta le famiglie ed il corpo studentesco si trovano fragilizzati e più soggetti a disturbi depressivi.

Per queste ragioni è necessario che le autorità comprendano la reale portata del problema. Attraverso la campagna, che partirà in questi giorni, si vuole aprire gli occhi ad una politica sorda verso ai problemi della popolazione giovanile e studentesca. Il SISA presenterà la campagna attraverso delle bancarelle nel secondario II e nel terziario, in cui verrà distribuito del materiale informativo e verrà diffuso – sia tramite i social media, che attraverso volantini e manifesti – un questionario. Questo è diviso in principalmente tre parti, in cui la prima sarà incentrata sulla misurazione dello stato di salute mentale della popolazione studentesca [1], mentre le restanti due sono finalizzate alla comprensione dell’origine del malessere e le misure che vengono ritenute necessarie per evitare che la scuola sia generatrice di problemi psicologici.

Il questionario è già stato testato alla Scuola Cantonale di Commercio (SCC), a cui hanno partecipato circa 100 studenti. I risultati parziali ed esploratori sono preoccupanti: 1/3 degli studenti presenta sintomi depressivi gravi e molto gravi, mentre un restante terzo presenta sintomi moderati. Quanto emerge dunque è che uno studente su tre necessità di un intervento psichiatrico urgente, mentre il restante 33% dovrebbe essere seguito da uno psicoterapista. La campagna e la raccolta dei dati andranno avanti fino a febbraio, momento in cui alla prossima assemblea sindacale verrà presentato un rapporto sindacale e verranno stabilite le rivendicazioni urgenti da intraprendere.

Il dato preoccupante tuttavia è che il DECS ha già ricevuto le proposte del SISA contenute nella risoluzione assembleare di marzo, senza tuttavia intervenire con la dovuta celerità e serietà. Oltre a giustamente occuparsi della crisi pandemica, è ora che le autorità scolastiche e mediche si occupino di un’altra pandemia: quella depressiva che colpisce i giovani! Purtroppo parlarne non basta, ora occorre intervenire subito!

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“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

WINSTON CHURCHILL

 
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