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Politica
lunedì 17 gennaio 2022.
Non cediamo all’ostruzionismo elettoralista della destra: sosteniamo il superamento dei livelli in III media!

Il Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), preso coscienza delle posizioni emerse riguardo alla proposta dipartimentale di superare i livelli nel secondario II, ribadisce la sua posizione criticamente favorevole alla proposta presentata dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS). Seppure con qualche problematicità irrisolta, il progetto presenta degli elementi interessanti e fondamentali per poter superare finalmente un modello di divisione strutturale fortemente dannoso per le allieve e gli allievi.

Coinvolto nella consultazione promossa dal DECS, il SISA ha espresso la propria posizione favorevole al progetto e alla sua opzione B, che dava maggior spazio alla forma didattica dei laboratori. Seppur esistono ancora degli aspetti problematici che meritano di essere chiariti, il progetto è valido e va sostenuto. Infatti ciò che spinge il sindacato studentesco ad esprimersi in modo netto a favore del progetto è l’opportunità di superare la scuola a due velocità generata dal sistema dei livelli: uno strumento selettivo, anti-democratico che impedisce il pieno sviluppo delle potenzialità di un allievo. Non bisogna infatti cadere nella trappola retorica di coloro che sostengono la differenziazione strutturale, apparentemente meritevole di esser capace di “adattarsi alle peculiarità, alle capacità e agli interessi dei ragazzi”. La realtà è invece ben diversa! La divisione in livelli permette di “etichettare” gli allievi scolasticamente in difficoltà che – subendo il peso identitario e stigmatizzato dell’attribuzione di una categoria minore – rischiano solo di uniformarsi alla categorizzazione inferiore e bloccare la possibilità di apprendimento e superamento delle difficoltà. È infatti irrealistico credere che a 12 anni sia possibile determinare definitivamente quanto un allievo sia “bravo” scolasticamente: con la divisione in livelli, colui che finisce in corso B rischia di cristallizzarsi in una condizione di difficoltà scolastica, professionale e successivamente socio-economica.

Infatti un elemento da prendere in considerazione è il peso che il livello B ha nell’accesso al tirocinio e alle scuole post-obbligatorie. È evidente che la limitazione d’accesso dovuta all’etichetta “B” non è in alcun modo confacente all’ideale adattamento “agli interessi dei ragazzi”! Se a ciò uniamo il peso della posizione sociale della famiglia, il sistema dei livelli è a tutti gli effetti un meccanismo di riproduzione sociale che mantiene immutata la disuguale ripartizione delle risorse, in cui la presupposta “meritocrazia” rappresenta più uno strumento di legittimazione delle disuguali opportunità che di emancipazione sociale!

A preoccupare il SISA sono particolarmente le posizioni espresse dalla destra (neo-)liberale, che non solo sono contrarie al superamento della differenziazione strutturale, ma si esprimono in favore di un sistema maggiormente selettivo e integrato all’economia privata! Infatti le posizioni espresse dalla destra borghese fanno immediatamente cadere qualsiasi perplessità sulla validità del progetto: il DECS non deve cedere ai ricatti e all’ostruzionismo parlamentare che queste forze politiche esercitano. L’alternativa conservatrice della destra è un sistema maggiormente discriminatorio, privatizzato, antidemocratico, nonché simbolicamente più violento nei confronti di famiglie e allievi. Se il progetto venisse bloccato, a pagarne le spese saranno in particolare le future generazioni, vittime del freddo calcolo elettoralista fatto da alcune forze politiche! Sosteniamo il progetto, non perdiamo l’occasione di andare verso una scuola maggiormente democratica!

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“In pace i figli seppelliscono i padri, mentre in guerra sono i padri a seppellire i figli.”

ERODOTO

 
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