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Regionale
venerdì 28 gennaio 2022.
I soldi non vanno ai media milionari
SÌ al pacchetto di misure a favore dei media

Il sindacato dei media e della comunicazione syndicom invita a votare SÌ il prossimo 13 febbraio alla nuova legge sul pacchetto di misure a favore dei media. SÌ perché non è vero che ci saranno contributi pubblici per media milionari. La legge, che è limitata a 7 anni, prevede fra l’altro un modello che decresce più la tiratura è elevata, e esclude i giornali gratuiti.

Sul sito admin.ch si può vedere quanti sono i giornali periodici, cantonali o locali, siano essi di carattere culturale, politico, sportivo, religioso, associativo e altro ancora - che vanno sostenuti, alfine di garantire la pluralità dell’informazione anche nelle regioni periferiche.
La legge sostiene la formazione e il perfezionamento professionale delle giornaliste e dei giornalisti e si rafforza il contributo all’Agenzia Telegrafica Svizzera (ATS). Due aspetti fondamentali per poter garantire l’indipendenza dei nostri media. Il Canton Grigioni si è recentemente chinato sul problema del futuro dei media e di come sostenere il plurilinguismo, in particolare la lingua italiana. E ritiene che il plurilinguismo, seppur oneroso, è fondamentale per l’identità culturale e per la formazione delle opinioni in una democrazia sana. Vogliono portare avanti questo progetto potenziando il posto presso l’ATS che oggi è al 50%. Un sì alla legge è quindi anche in questo caso importante onde poter partire con il progetto.
Importante novità; le ditte che effettuano la distribuzione mattutina dei giornali dovranno negoziare un contratto collettivo di lavoro. Quindi migliori condizioni di lavoro per tutta una serie di persone che, alcune già a partire dalle 4 del mattino e con qualsiasi tempo, portano i giornali in centinaia di migliaia di case. Persone che inanellano piccoli contratti uno dopo l’altro. O che fanno questo lavoro al fine di migliorare il proprio reddito prima di iniziare la normale giornata lavorativa.
E anche i media in linea, quelli a pagamento, potranno ora contare su una sovvenzione, pure con un sistema decrescente. La legge garantisce la pluralità invece che la concentrazione dei media. Con un no, soltanto i grandi gruppi riusciranno a sopravvivere e vedremo sparire altre testate, in particolare nelle regioni periferiche come lo è la Svizzera Italiana.
L’udc del miliardario Blocher, che ha lanciato il referendum, parla di “media di Stato”. Ma certo, loro sostengono la legge del grosso mangia il piccolo.
Invece, questo sostegno pubblico è non solo democratico ma anche trasparente e non è legato a nessun criterio di contenuto. Altro che media di stato. Qui si difende la pluralità dei media e dell’informazione su tutto il territorio nazionale. E sono proprio i piccoli a trarne beneficio. Media online, giornali e periodici di diverso genere, radio, televisioni regionali e locali che essi siano, vanno promossi e sostenuti poiché è la sola garanzia di un’informazione che permetta un dibattito pluralista e democratico nel nostro paese.
SÌ il prossimo 13 febbraio al pacchetto di misure a favore dei media.

Angelo Zanetti, segretario centrale syndicom

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Chi non cambia è solo il saggio più elevato o lo sciocco più ignorante.
Confucio

 
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