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giovedì 10 febbraio 2022.
Gran Premio svizzero di Letteratura 2022 a Reto Hänni

(ats) Il Gran Premio di Letteratura, dotato di 40’000 franchi, è conferito quest’anno al grigionese Reto Hänni per l’insieme della sua opera.

L’Ufficio federale della cultura (UFC) ha reso noto oggi anche i vincitori dei Premi svizzeri di letteratura, assegnati a sette autori, tra cui il poeta ticinese Yari Bernasconi, per "La casa vuota". A Maurizia Balmelli va il Premio speciale di traduzione. I riconoscimenti verranno consegnati il 25 maggio prima dell’apertura delle Giornate letterarie di Soletta.

Letteratura, musica e arti visive

Nato a Tschappina (GR) nel 1947, Hänni, ha viaggiato molto, svolgendo nel corso della sua vita diverse professioni fra cui quella di capraio, insegnante e tecnico di scena al teatro di Coira.

Nel 1979 pubblica la sua prima opera "Ruch. Ein Bericht" - nel quale "Ruch" è anagramma di Chur, nome tedesco per Coira - a cui segue "Zürich, Anfang September", un reportage sulla rivolta giovanile a Zurigo del 1980.

La sua opera letteraria, svolta parallelamente alla sua dedizione per la Nuova Musica e le arti visive, "è contenuta ma di grande intensità", indica l’UFC in una nota. Hänni, che vive e lavora tra Zollikon (ZH) e i Grigioni, ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari tra cui il Premio Ingeborg Bachmann.

La giuria elogia in particolare "la forza del linguaggio" di Hänni e la rivisitazione per la terza volta del romanzo "Flug" (1985) pubblicato nel 2020 sotto il titolo "Sturz", in cui aggiunge "all’opera della sua vita ancora maggiore polifonia, arricchendo i paesaggi segantiniani di tutto ciò che si è accumulato negli anni".

Premio a Yari Bernasconi

Yari Bernasconi, nato a Lugano nel 1982, vive a Hinterkappelen (BE). Dopo gli studi di letteratura italiana e filologia romanza all’università di Friburgo, dove nel 2013 ha conseguito un dottorato, ha intrapreso una carriera di poeta e traduttore. Lavora inoltre come giornalista culturale per Rete Due della Radio svizzera di lingua italiana. Nel 2016 ha ricevuto il Premio Terra Nova della Fondazione Schiller per la raccolta di poesie "Nuovi giorni di polvere", che nel 2015 si è vista conferire anche il Premio Castello di Villalta Poesia Giovani.

La giuria ha definito la sua ultima opera "La casa vuota" (Marcos y Marcos), uscita lo scorso settembre, come "il libro di maturità". "La tradizione (le voci novecentesche, tra cui quella di Giorgio Orelli, di cui il ticinese Bernasconi è un fine studioso) si sovrappone, con grande equilibrio stilistico, all’indagine su una realtà metamorfica, una geografia mobile, tormentata dai segni lasciati dall’esperienza individuale e dalla Storia", si legge nella laudatio.

Gli altri vincitori dei Premi - ai quali sono ammesse opere pubblicate durante l’anno precedente - sono Rebecca Gisler, con "D’oncle", Dana Grigorcea, con "Die nicht sterben", Ariane Koch, con "Die Aufdrängung", Christian Kracht, con "Eurotrash", Fabienne Radi, con "Email diamant", e Isabelle Sbrissa con "tout tient tout".

I sette laureati ricevono 25’000 franchi ciascuno e beneficiano di un sostegno specifico volto a far conoscere le opere premiate a livello nazionale e internazionale. Una rassegna di letture organizzate in tutto il Paese permetterà loro di raggiungere il pubblico al di là delle frontiere linguistiche, scrive l’UFC.

Premio speciale di traduzione a Balmelli

A Maurizia Balmelli, classe 1970, nata e cresciuta a Locarno, va il Premio speciale di traduzione, attribuito dall’UFC ogni due anni alternativamente al Premio speciale di mediazione e dotato come quest’ultimo di 40’000 franchi.

Balmelli, che vive a Parigi, è attiva come traduttrice di narrativa dal francese e dall’inglese in italiano. Nel 2010 ha ricevuto il Premio Gregor von Rezzori 2010 per la traduzione di "Suttree" di Cormac McCarthy e nel 2014 ha vinto il Premio Terra Nova della Fondazione Schiller per la traduzione di "Rapport aux bêtes" ("Cuore di bestia") di Noëlle Revaz.

Tra gli autori tradotti da Balmelli figurano Aleksandar Hemon, Martin Amis, Mary Gaitskill, Wallace Stegner, Ian McEwan, Sally Rooney, Miriam Toews, J. M. G. Le Clézio, Emmanuel Carrère e Agota Kristof. "Se molte opere di questi scrittori e scrittrici sono oggi lette e conosciute nell’area italofona è grazie al lavoro di Maurizia Balmelli, tra le più importanti traduttrici verso l’italiano da due delle maggiori lingue di cultura", si legge nella laudatio.

"Le sue traduzioni sono apparse presso alcune delle maggiori case editrici italiane, in particolare Einaudi e Adelphi (tra le più importanti e prestigiose anche nel complesso dell’editoria europea) e Marcos y Marcos", prosegue la nota.

La giuria ha lodato in particolare la sua capacità "di lavorare sulla lingua d’arrivo, per trovare nella costruzione della frase il ritmo e la misura che meglio corrispondono alle caratteristiche dei testi di partenza".

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