• 16507 Segnaletica ... incompleta!
Fuori regione
domenica 13 febbraio 2022.
Ora più che mai: investire nel giornalismo!

Il Sindacato svizzero dei mass media (SSM) è deluso del risultato della votazione federale sul pacchetto di misure a favore dei media. L’esigua maggioranza che ha bocciato il progetto non deve però essere vista come rappresentante di un rifiuto generale della varietà dei media e delle opinioni rappresentate.

Dopo il no al pacchetto di misure a favore dei media, il paesaggio mediatico svizzero guarda ad un futuro incerto. I numerosi comitati, le associazioni e le organizzazioni che si sono adoperati instancabilmente per il progetto non sono riusciti a spiegarne l’importanza alla popolazione. Purtroppo, il comitato contrario alle misure ha diffuso dubbi e incertezze, fondati essenzialmente su ipotesi e false verità. In questo modo è stato impossibile aprire un dialogo basato sui fatti.

Dopo il rifiuto della nuova legge, i media svizzeri guardano al futuro con inquietudine.

Le difficoltà finanziarie non si dissolveranno nel nulla e sarà necessario trovare nuovi approcci di promozione dei media. Altrimenti, con la scomparsa di un numero crescente di pubblicazioni locali e regionali, la Svizzera corre il pericolo di sprofondare nella mediocrità e nell’uniformità mediatica. Nella democrazia, la varietà dei media e delle opinioni rappresentate è indispensabile, così come lo sono il giornalismo di qualità e un paesaggio mediatico solido.

Dopo il rifiuto alle misure a sostegno dei media, il Sindacato svizzero dei mass media SSM si adopererà ancora di più per il giornalismo di qualità e per i professionisti dei media. È essenziale difendere un giornalismo serio, solido e critico. I giornalisti devono poter esercitare il loro mestiere in condizioni di lavoro corrette, avendo a disposizione abbastanza tempo per le ricerche e per il loro lavoro senza eccessive pressioni economiche. Recentemente, l’SSM ha negoziato un Contratto collettivo di lavoro equo per il personale della SSR. È giunto il momento che anche gli editori dei media private si aprano a soluzioni negoziate fra le parti sociali. E lotteremo per raggiungere questo obiettivo.

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“In pace i figli seppelliscono i padri, mentre in guerra sono i padri a seppellire i figli.”

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