• 16935 Tito Tettamanti e Alfonso Tuor Grono
  • 16928 Geronimo Stilton a Grono
  • 16876 A scanso di equivoci
  • 16858 Mata SWING a San Vittore
  • 16857 Dove sta ZAZAR?
Fuori regione
giovedì 10 marzo 2022.
Grandi predatori – il lupo: in vista della stagione estiva degli alpeggi 2022 occorrono misure immediate

I Cantoni alpini chiedono che vengano attuate misure immediate in vista della stagione estiva degli alpeggi 2022. Si tratta di definire criteri di ragionevolezza per la protezione delle greggi. In seno alla Confederazione, inoltre, è necessaria una netta semplificazione delle procedure amministrative per il rilascio delle varie autorizzazioni.

La revisione della legge sulla caccia, proposta su iniziativa del Parlamento, verrà probabilmente presa in esame soltanto l’anno prossimo. In vista della stagione estiva degli alpeggi urgono pertanto misure immediate che si basino sulla legislazione vigente.

Criteri di ragionevolezza per le misure di protezione delle greggi

La protezione delle greggi è un’attività complessa che comporta costi supplementari. Secondo la legge sulla caccia, spetta ai Cantoni valutare se sia ragionevole o meno adottare misure in tal senso sui singoli alpeggi. La questione delle ragionevolezza è decisiva per il computo delle prede ai fini della regolazione.
Servono criteri chiari per valutare quali pascoli alpestri possano essere protetti a fronte di un impegno ragionevole e quali no. Tali criteri vanno opportunamente definiti con la Confederazione, così da regolamentarne anche il finanziamento e concretizzare il sostegno in caso di discese dall’alpeggio previsto già per l’estate 2022 nel quadro del pacchetto di ordinanze agricole 2022. La presenza di criteri chiari, oltre a consentire un allineamento mirato della politica di gestione del lupo, fa sì che la consulenza in materia di protezione delle greggi possa focalizzare le proprie risorse sugli alpeggi che possono essere protetti in modo ragionevole.

Dai lavori preparatori in corso sono emersi i primi spunti sul tema della protezione delle greggi

I Cantoni alpini stanno lavorando alla definizione di un quadro di base completo sul tema della gestione del lupo e della protezione delle greggi. Il relativo rapporto generale sarà presumibilmente disponibile nel secondo semestre dell’anno, in tempo per l’imminente revisione della legge sulla caccia. Sul tema della protezione delle greggi, tuttavia, vi sono già alcuni primi risultati che potrebbero essere attuati in vista dell’imminente stagione estiva, aumentando così la sicurezza dell’esecuzione. In vista dell’estate 2022 possono già essere presi in considerazione i seguenti criteri per valutare se un alpeggio può essere protetto in modo ragionevole:

1. Accettazione a livello economico
I costi delle misure di protezione delle greggi hanno un limite massimo, in termini economici, che i Cantoni alpini fissano a 600 franchi per carico normale. Quest’ultimo equivale all’incirca a 12 pecore, per cui il limite massimo corrisponde a circa 50 franchi per capo. Dai calcoli dei costi totali delle misure di protezione delle greggi risulta che, negli alpeggi adibiti al pascolo degli ovini in cui sono presenti meno di 10 carichi normali (115 pecore), questo tetto viene sistematicamente superato.
Si tratta dunque di alpeggi che non possono essere protetti in maniera ragionevole.
2. Misure di protezione per le greggi di ovini
In seguito agli elevati costi del personale, una sorveglianza permanente è finanziabile soltanto a partire da 30 carichi normali (350 pecore). Gli alpeggi in cui sono presenti dai 10 ai 30 carichi normali (da 115 a 350 pecore) possono essere protetti con un sistema di pascolo a rotazione con cani da pastore. Tale sistema, tuttavia, è efficace soltanto su superfici idonee, il che dev’essere valutato singolarmente su ciascun alpeggio. I pascoli permanenti delle Alpi centrali e meridionali, con la loro vegetazione scarna e i conseguenti ampi spazi, poco si addicono a un sistema a rotazione con cani da pastore. Si tratta dunque di alpeggi che non possono essere protetti in maniera ragionevole.
3. Misure di protezione per le greggi di caprini
Nella regione d’estivazione le capre pascolano perlopiù liberamente, oltretutto spesso in aree topograficamente molto impervie. Al momento l’ordinanza concernente i pagamenti diretti non prevede alcun indennizzo per l’estivazione delle capre in sistemi di pascolo protetti. Per tali motivi, tutti gli alpeggi destinati al pascolo delle capre non possono essere protetti in maniera ragionevole.
4. Misure di protezione per le mandrie di bovini
In linea di principio, sugli alpeggi destinati al pascolo dei bovini non è possibile attuare una protezione delle mandrie. L’unica misura efficace è la speciale recinzione prevista in caso di parto (i cosiddetti recinti per parto). Anche gli alpeggi destinati ai bovini non possono dunque essere protetti in maniera ragionevole.
È inoltre probabile che dal rapporto generale emergano ulteriori criteri di ragionevolezza sulle misure da adottare a protezione delle greggi ed evidenze sostanziali sulla regolamentazione di conflitti d’interesse tra la cura del paesaggio rurale e il turismo da un lato, e la tutela delle specie e degli habitat dall’altro.

Le procedure amministrative devono essere nettamente semplificate

L’estate alpestre è di breve durata, il che richiede rapidità nel rilascio delle autorizzazioni. Le esperienze maturate nell’estate del 2021 dimostrano che le procedure amministrative per l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni di abbattimento sono troppo complesse e necessitano di una netta semplificazione. I Cantoni alpini chiedono pertanto alla Confederazione che provveda in tempo utile a semplificare notevolmente le procedure e a mettere a disposizione un numero di risorse sufficienti affinché in futuro il rilascio delle autorizzazioni necessarie possa avvenire nel più breve tempo possibile.

Necessari interventi per la gestione del lupo - tuttavia non ancora attuabili per l’estate alpestre 2022

Attualmente in Svizzera vi sono undici branchi di lupi stanziali, più altri quattro che si spostano oltreconfine.
A essi si aggiungono oltre cinquanta lupi cosiddetti transitori, ossia che non vivono stabili in un dato territorio.
La diffusione del lupo in Svizzera è destinata a crescere ancora notevolmente. Alla luce degli accoppiamenti osservati in varie parti del Paese, si presume che già quest’anno si stabiliranno dei nuovi branchi di lupi. La gestione del lupo va pertanto adeguata urgentemente a questi nuovi sviluppi. Occorre avere la possibilità di regolare preventivamente la popolazione di lupi, senza metterla a rischio.
Spetta tuttavia al Parlamento definire nella legge le opportune misure in tal senso – il che non è possibile entro la stagione estiva degli alpeggi 2022.

Breve presentazione della Conferenza dei governi dei cantoni alpini

La Conferenza dei governi dei cantoni alpini (CGCA) è stata costituita nel 1981. Sono membri della CGCA i Cantoni Grigioni, Vallese, Uri, Glarona, Nidwaldo, Obwaldo e Ticino e i due Cantoni Appenzello Interno e Appenzello Esterno partecipano in qualità di osservatori.
La CGCA mira a rappresentare in comune le esigenze e gli interessi specifici delle realtà montane in Svizzera e all’Estero. A tal fine si occupa in particolare di tematiche legate a pianificazione/turismo, energia, finanze, trasporti e politica estera (collaborazione con le regioni alpine limitrofe).
La superficie dei sette cantoni membri della CGCA rappresenta una parte pari al 43% della superficie totale della Svizzera. Nei cantoni della CGCA vive circa 1 milione di persone, ossia il 13% della popolazione svizzera.
La densità media della popolazione nel perimetro della CGCA equivale a circa 70 persone per km quadrato (Svizzera: 176 persone/km2).
La Conferenza dei governi dei cantoni alpini (CGCA) è stata costituita nel 1981. Sono membri della CGCA i Cantoni Grigioni, Vallese, Uri, Glarona, Nidwaldo, Obwaldo e Ticino e i due Cantoni Appenzello Interno e Appenzello Esterno partecipano in qualità di osservatori.
La CGCA mira a rappresentare in comune le esigenze e gli interessi specifici delle realtà montane in Svizzera e all’Estero. A tal fine si occupa in particolare di tematiche legate a pianificazione/turismo, energia, finanze, trasporti e politica estera (collaborazione con le regioni alpine limitrofe).
La superficie dei sette cantoni membri della CGCA rappresenta una parte pari al 43% della superficie totale della Svizzera. Nei cantoni della CGCA vive circa 1 milione di persone, ossia il 13% della popolazione svizzera.
La densità media della popolazione nel perimetro della CGCA equivale a circa 70 persone per km quadrato (Svizzera: 176 persone/km2).

top

“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

WINSTON CHURCHILL

 
Sponsors