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Politica
venerdì 18 marzo 2022.
Politica per la minoranza grigionitaliana: 80 misure, ma nessun obbiettivo concreto

Per molti versi il programma di Governo 2021-2024 presentato due anni fa sembra essere la lista delle cose non fatte dal Cantone nell’ultimo decennio. In questa lista delle pendenze non poteva non spiccare la promozione del plurilinguismo.

Ci è voluta infatti la “tirata d’orecchi” da parte della Confederazione per convincere il Governo ad attivarsi finalmente in questo ambito. I risultati della valutazione commissionata dall’Ufficio federale della cultura sono stati impietosi, mettendo in luce come il Cantone non avesse di fatto alcuna strategia per sostenere i diritti delle minoranze cantonali, nonostante gli investimenti della Confederazione in questo settore. Per quanto concerne la minoranza grigionitaliana la valutazione di Berna ha formulato una sola raccomandazione specifica e cioè quella di tener conto che i grigionitaliani non sono bilingui e che perciò devono essere loro garantiti una comunicazione in italiano e maggiori opportunità di accedere e fare carriera nell’Amministrazione cantonale. A questo proposito non siamo p.es. a conoscenza di un alto funzionario grigionitaliano o tanto meno di un capoufficio dell’Amministrazione cantonale che in qualche modo si occupi di tematiche strettamente legate al Grigionitaliano: si potrebbe paragonare questa situazione a un ufficio per le pari opportunità che tra i propri quadri non conta nessuna donna.
In risposta alla valutazione della Confederazione il Governo cantonale ha presentato 80 misure per la promozione del plurilinguismo. Il documento, tuttavia, non fissa obiettivi concreti e tantomeno scadenze che permettano di stabilire, dopo un determinato lasso di tempo, se le misure si sono rivelate efficaci. Si è quasi tentati di pensare che sia il Governo stesso a voler valutare se la propria stessa politica in favore delle minoranze linguistiche sia efficace oppure no.
Se potranno ottenere il sostegno di elettrici ed elettori, i candidati grigionitaliani della lista PS & Verdi si impegneranno nella prossima legislatura affinché questo semplice elenco di misure si trasformi in una vera e propria strategia in favore delle minoranze linguistiche che – oltre a formulare obiettivi chiari perché quantificabili – comprenda:
- un piano delle risorse finanziarie che il Cantone intende investire per ciascuna misura di promozione. Dopo la presentazione del consuntivo 2021 che vede per l’ennesima volta chiudere i conti del Cantone con un’eccedenza record, la questione delle finanze non può più essere (se lo è mai stata) una legittima motivazione per negare alla minoranza grigionitaliana un servizio pubblico completo nella propria lingua;
- la nomina di un responsabile dei dossier relativi alla minoranza grigionitaliana all’interno dell’Amministrazione;
- le misure in favore dei grigionitaliani per sostenerli nel lavoro all’interno dell’Amministrazione cantonale. In analogia alla traduzione simultanea in Parlamento per i deputati grigionitaliani, la padronanza della lingua tedesca a livello di lingua madre (!) non può e non deve essere una condizione imprescindibile per un impiego, anche di alto livello, presso il Cantone;
- le modalità con cui il Governo intende informare a scadenza regolare il Gran Consiglio sulla situazione delle minoranze linguistiche cantonali affinché il Legislativo possa valutare con cognizione di causa il lavoro svolto dal Governo e dall’Amministrazione in questo importante ambito.
Votare la lista PS & Verdi è dunque una garanzia per fare sì che i diritti della minoranza grigionitaliana ricevano la meritata attenzione. Per le elezioni del Gran Consiglio retico del prossimo 15 maggio chiediamo quindi alle elettrici e agli elettori di darci la loro fiducia e il loro sostegno.

I candidati grigionitaliani della lista PS & Verdi:

Sabrina a Marca, Manuel Atanes, Kesang Bischof, Jonas Macullo, Massimo Monigatti, Emma Negretti, Massimo Tuena, Davide Vassella e Aurora Volkart

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“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

WINSTON CHURCHILL

 
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