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Comunicati
lunedì 21 marzo 2022.
Storia postale oltre la filatelia

Recentemente il Circolo filatelico del Mendrisiotto ha proposto un incontro con gli autori di uno studio sulla storia postale di Como. Apparentemente un argomento che interessa solo una città e solo documenti filatelici: lettere, annulli, francobolli.
Apparentemente, perché come hanno illustrato bene gli autori (personalità riconosciute sia nel campo della storia, sia in quello della filatelia vera e propria) la storia postale parla sempre anche di politica, di economia, di geografia e soprattutto di faccende molto umane.

Lontano da una descrizione spesso un po’ arida di soli annulli e timbri, il volume fa rivivere le vicissitudini di funzionari spagnoli (siamo nel 400!), francesi e austriaci, evoca il periodo in cui il trasporto della posta è libero ed aperto a chiunque, a prìncipi e regnanti, a comuni, a mercanti, università, pellegrini e monaci e tratta i periodi in cui lo Stato che nel trasporto postale vede una fonte di introiti, rivendica il diritto di gestire la posta, spesso appaltando a terzi. I periodi dei quali si presentano e illustrano documenti vanno quindi dal Ducato di Milano (1395 – 1535) alla dominazione spagnola (1535 – 1713), al Ducato di Milano austriaco (1713 – 1796), al periodo napoleonico (1796 – 1814), all’occupazione Austro – russa (1799 – 1800) e si finisce con il Regno Lombardo Veneto e l’introduzione dei francobolli.

A conferma che storia postale non è solo elencazione di annulli e lettere ma anche descrizione di vicissitudini umane il libro è davvero riccamente illustrato con immagini che toccano molti aspetti: Accanto a documenti postali spesso rari e unici, accanto a spiegazioni delle tariffe richieste e degli annulli applicati figurano molti riferimenti ed illustrazioni ad esempio di ritratti di personaggi come Alessandro Volta, carte geografiche d’epoca, proclami, regolamenti, illustrazioni di paesaggi e descrizione di itinerari postali. Molti contenuti delle lettere partite, arrivate o transitate da Como sono davvero curiosi e sorprendenti. Un esempio per tanti: Il 21 febbraio 1799 il generale di Brigata della Divisione Cisalpina Giuseppe Lecchi denuncia “la presenza di mogli e sedicenti tali … che seguono la truppa senza alcun titolo…”. Storia postale, storia umana, molto umana.

Che la storia postale di Como tocchi anche il Ticino e il Mendrisiotto non può meravigliare. Infatti, dal Ticino transitava la diligenza del Gottardo, raccogliendo e distribuendo corrispondenza lungo il percorso. Nel suo tragitto verso nord la diligenza passava a Bellinzona dove la corrispondenza diretta verso la Mesolcina veniva scaricata e passata ad un corriere svizzero diretto verso il San Bernardino. Un altro itinerario importante tra centri commerciali del nord e del Sud è il percorso di Lindau, dall’omonima città sulla riva tedesca del Lago di Costanza che passava da Coira, Spluga, Chiavenna. Col tempo, accanto a lettere e pacchi, trasportava anche persone. Nel 1788, Wolfgang von Goethe, di ritorno dal suo viaggio in Italia pagò 122 Gulden, moneta d’oro del tempo.

Non senza un pizzico di ironia ci piace osservare che su lettere da e per Mendrisio o Meride viene indicato il momento della giornata in cui è spedito un documento: S per sera, M per mattino

Insomma: un libro che se cominci a sfogliarlo non ti lascia più.

Carlo Arrighi, Giovanni Carlo Colombo, Lorenzo Gilardi, Alberto Mingione, Como. Le impronte della posta nella storia, dal Ducato di Milano all’Unità d’Italia: 1395 – 1859, Como 2021.

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“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

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