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Politica
giovedì 31 marzo 2022.
Il lupo è alle nostre porte!

Lo scorso anno gli alpi di Mùcia e Vigòn hanno subito un attacco di lupi, subito dopo la transumanza. Gli allevatori sono così stati obbligati a spostare una parte delle 450 pecore su altri alpi e a riportare al piano i capi rimanenti. Il 30 luglio un altro gregge, gestito da un giovane contadino nella zona di Arbéa e Arbeòla, ha dovuto essere scaricato a metà stagione. Durante l’aggressione, 4 pecore furono sbranate, e ne fuggirono 50, delle quali 15 non sono più state ritrovate. L’alpe è poi stato nuovamente caricato con un piano di protezione.

Il 4 gennaio di quest’anno tre pecore sono state uccise a Mesocco, in zona Buschitt, poco lontano dalle abitazioni. Il 4 febbraio due lupi hanno aggredito un cane, vicino alla porta di una stalla, nella campagna di Soazza.
Questi episodi, nonché i numerosi avvistamenti del predatore registrati negli ultimi mesi in Mesolcina, suscitano plausibili timori, non solamente tra gli agricoltori, ma anche nella popolazione.
Per l’allevatore, lo scarico prematuro dell’alpe comporta costi aggiuntivi, infatti gli animali, nella fattoria, consumano necessariamente parte del foraggio riservato all’inverno, rendendo necessario l’acquisto di ulteriori quantitativi.
Risulta quindi comprensibile che l’estate prossima alcuni alpi non verranno più caricati, mentre altri verranno gestiti secondo i concetti dei piani di protezione, con un aumento dei costi, che possono persino triplicare. Le misure protettive necessitano di molti sforzi e non sono sempre attuabili, per svariati motivi: la morfologia del territorio (zone impervie, rocciose, presenza di boschi); la mancanza di infrastrutture per i pastori (come alloggi adeguati); le conseguenze per gli escursionisti; il mantenimento dei sentieri. Non bisogna inoltre dimenticare che la sorveglianza delle capre sarebbe comunque particolarmente difficile.
I cantoni di montagna Uri, Obwaldo, Nidwaldo, Glarona, Appenzello Interno, Grigioni e Ticino vorrebbero misure immediate, da mettere in pratica per l’imminente estate.
Già lo scorso 29 luglio il Municipio di Mesocco aveva inoltrato alla Consigliera federale Sommaruga una lettera aperta che sollevava la problematica intitolata “Lupo: il Comune di Mesocco non ci sta!”.
Anche il Municipio del comune di Soazza ha inviato recentemente una lettera inerente la stessa problematica al Dipartimento federale dell’ambiente, dei traspori, dell’energia e delle comunicazioni.
Mi rallegra il fatto che lo scorso mese di gennaio la Commissione Ambiente del Consiglio Nazionale abbia approvato l’iniziativa parlamentare della Commissione sorella del Consiglio degli Stati, per l’elaborazione di un nuovo disegno di legge, per modificare la Legge sulla Caccia.
A mio parere, si dovrebbero creare delle basi legali, per poter regolare preventivamente la popolazione dei lupi e in tempi più brevi di quelli attuali, troppo lunghi.
Si dovrebbe introdurre, come ventilato da più parti, una caccia selettiva, come quella praticata nel nostro Cantone per la regolazione degli effettivi degli stambecchi, e sarebbe auspicabile che la competenza in questo ambito passasse dalla Confederazione ai Cantoni. Infatti, alcune misure legislative sono difficilmente realizzabili, e potrebbe quindi essere utile adeguarne i parametri alla realtà del luogo.

Piera Furger, candidata al Gran Consiglio per il Circolo di Mesocco

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“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

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