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Lettere dei lettori
sabato 2 aprile 2022.
Dipendente del comune di Roveredo: il lavoro più precario della Svizzera
di Guido Schenini

Negli ultimi tempi il comune di Roveredo ha fatto spesso notizia per le beghe politiche, al punto di essere definito sulla stampa il comune più litigioso della Svizzera. È stato tutto un susseguirsi di dimissioni di municipali, sostituzioni, esautoramenti, nomine di commissari cantonali e simili amenità. Un aspetto purtroppo trascurato in tutto questo è quello legato alla situazione del personale dell’amministrazione comunale, confrontato ormai da anni con un simile vortice di eventi negativi.

Un’idea su di esso la dà il decreto del 26 gennaio 2021 con cui il cantone dei Grigioni ha nominato l’ultimo commissario cantonale. In esso sta scritto testualmente: “I ricorsi contro il risultato elettorale hanno causato contrasti in seno al Municipio, i quali hanno avuto ripercussioni negative anche sull’amministrazione comunale. Nel 2019 ciò ha condotto alle dimissioni della responsabile delle finanze. In seguito, la funzione è stata rilevata dal sostituto. A causa della pressione lavorativa e del pessimo clima in seno al Municipio, anche questo collaboratore si trova in malattia in misura del 50 per cento dall’estate 2020. Dal 26 luglio 2019 nemmeno la segretaria comunale è più stata in grado di svolgere la sua attività. Quale motivo sono stati addotti da un lato il sovraccarico di lavoro e dall’altro una situazione tesa, caratterizzata da uno scambio di accuse reciproche tra la segretaria comunale e un membro del Municipio. In seguito, la segretaria comunale è stata licenziata.”
Ciò che il decreto non dice è che le cosiddette accuse reciproche tra la segretaria ed il Municipale, che altri non è se non Juri Ponzio, sono dovute al fatto che ella sorprese quest’ultimo a rovistare impropriamente nei cassetti del suo ufficio (della segretaria), dove sono conservati i dossier del personale e non mancò di segnalarlo al Municipio. Da quel momento Ponzio la prese di mira con angherie e vessazioni fino a condurla al burn out. L’unica cosa incomprensibile è il motivo per cui, di fronte a fatti di simile gravità nessuno abbia chiesto le dimissioni del municipale.
A ciò si aggiunge che la responsabile delle finanze, dimessasi per screzi con lo schieramento politico di cui Ponzio fa parte, ricopriva pure la funzione di segretario aggiunto, mentre al sostituto questo incarico non è stato attribuito, portando ad un sovraccarico di lavoro per la segretaria. Forse anche questa fu un’angheria voluta nei suoi confronti.
Il decreto prosegue: “La funzione di segretario comunale è stata assunta dal sostituto (un impiegato della cancelleria n.d.r). Per motivi di salute e a seguito delle tensioni in seno al Municipio, a partire dal 15 giugno 2020 egli ha rinunciato a questa funzione.” Anche qui andrebbe precisato che le “tensioni in seno al Municipio” sono in realtà screzi col solito Ponzio ed i “motivi di salute” il burn out che ne è sortito.
Il decreto continua “Il 14 luglio 2020 il Municipio ha nominato un segretario comunale ad interim (da me selezionato) fino a quando il posto sarà occupato definitivamente…”. Il nuovo segretario, da parte mia osteggiato e ritenuto non idoneo alla carica non per le sue capacità professionali, ma bensì perché ritenuto facile preda di interessi politici e pataracchi tra liberali, ha poi preso servizio il primo luglio 2021. Pare che il commissario cantonale Lardi abbia a più riprese promesso sia al segretario ad interim, che al segretario nominato, che sarebbe stato quest’ultimo a decidere se assumere definitivamente il segretario ad interim con la nuova funzione di segretario aggiunto (vice), o almeno fino a quando quest’ultimo sarebbe rimasto. In barba alle promesse, il segretario ad interim, reo di essere troppo vicino alla mia persona, fu cacciato il 4 ottobre dal solito Ponzio, lasciando il nuovo segretario nella stessa situazione di sovraccarico lavorativo in cui si era trovata la segretaria precedente. Proprio per questo motivo, il segretario non mancò di opporsi alla cacciata del suo vice, finendo per questo nel mirino del solito Ponzio. A ciò si aggiunge una diatriba tra i due nata a causa di una condotta fognaria abusiva, che attraversa la proprietà dei genitori del segretario; abuso per il quale esisteva già un ordine di ripristino, che però, per oscure ragioni, è stato rinviato dal Ponzio alle calende greche. Sembra che durante il colloquio di valutazione del segretario non si sia parlato d’altro. La gestione del personale, poi meritano un discorso a parte. In effetti il dicastero amministrazione è di solito, nei comuni, appannaggio del sindaco, considerato una figura istituzionale e di conseguenza super partes, proprio per sottrarla a logiche partitiche. Purtroppo, nella situazione attuale, la carica di sindaco è ricoperta da un commissario, che per comodità o per quieto vivere ha delegato la gestione del personale allo schieramento politico capitanato dallo stesso Ponzio, che non ha mancato di approfittarne per colpire persone a lui invise. L’ultimo a farne le spese è stato l’ingegnere comunale, allontanato per volere del capo dicastero costruzioni (Ponzio n.d.s.), dopo una lunga serie di contrasti tra i due. Quella di tecnico comunale è una funzione estremamente rischiosa a Roveredo, dato che prima di lui anche il suo predecessore, sig. Daldini era stato licenziato, come citato nel decreto cantonale di nomina del commissario, adducendo come motivazione le ripetute assenze per malattia. Assenze per malattia facilmente riconducibili al clima vessatorio istaurato in seno all’ufficio tecnico dal capo dicastero. Addirittura, in precedenza, uno stimato architetto della zona, sig. Josè Stefanini, che svolgeva la funzione di tecnico con un mandato esterno, aveva rimesso il mandato sostenendo di non voler più accettare i compromessi a cui lo costringeva Ponzio per favorire propri compagni di merende. Anche in questo caso è sconosciuto il motivo per cui nessuno abbia chiesto un approfondimento sulla questione.
La ciliegina sulla torta di tutto questo è costituita da un evento appena successo. Un consulente esterno, scelto tra tre candidati tutti veramente molto seri, incaricato dal commissario di sostenere il segretario in una riorganizzazione dell’amministrazione, è appena stato silurato, poiché colpevole di aver indicato nelle eccessive ingerenze dei municipali e nelle assurde modalità di gestione del personale gli unici problemi di quest’ultima. Sembra che la commissione di gestione, allarmata da quanto sta accadendo, abbia chiesto informazioni al commissario, ricevendo dapprima una risposta negativa; in seguito, vi è stato un incontro, in occasione del quale, sembra che il commissario, oltre ai rapporti del consulente, richiesti dalla commissione, abbia distribuito, a loro insaputa, dei documenti personali relativi ad alcuni dipendenti, cercando di affibbiare a loro le responsabilità della situazione. Anche alle richieste della commissione di incontrare il personale sembra sia stata data risposta negativa.
Per ultimo, da voci di corridoio o segreti di pulcinella, ma anche da quanto comunicatomi dal commissario Lardi con le testuali parole: “non vale niente e lo avete nominato voi”, sembra che il prossimo sulla lista nera di Ponzio sia Luca Bonanomi, attuale segretario, ma evidentemente ancora per poco.
Da qui alla fine della legislatura non si prospetta nulla di buono per chi ha la sfortuna di lavorare per il comune di Roveredo. Nel decreto citato in precedenza, si legge pure, in riferimento all’ex sindaco “Non si tratterebbe di un problema istituzionale, bensì della persona sbagliata al posto sbagliato” e “Al sindaco si rimprovera di aver sottoposto a vessazioni il personale”; di fronte a questi fatti, viene da chiedersi se la persona sbagliata al posto sbagliato che vessa il personale sia effettivamente l’ex sindaco.
Purtroppo, di fronte a questo quesito, sia il commissario, sia l’ufficio dei comuni del Canton Grigioni sembra vogliano continuare a lavarsene le mani, imitando l’omonimo biblico del responsabile di tutto questo. Non è mia intenzione tediare nessuno, ma semplicemente informare la popolazione sul sistema dittatoriale instauratosi all’interno dell’esecutivo. Giocare con la vita delle persone, perché di questo si tratta, è la cosa più odiosa che possa esistere. Meditate gente!

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“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

WINSTON CHURCHILL

 
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