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Politica
martedì 26 aprile 2022.
La soluzione è verso Coira

Pochi, anzi pochissimi giovani della Regione Moesa decidono di continuare la propria formazione scolastica e/o professionale nella capitale grigionese, rispettivamente nei dintorni della stessa. Sarebbe sicuramente interessante riuscire nei prossimi anni ad aumentare il numero di giovani che con coraggio decidono di formarsi oltre San Bernardino già al termine delle scuole dell’obbligo.

Per fare in modo che questo obiettivo possa essere raggiunto bisogna però dapprima capire perché i giovani, la maggior parte, sono predisposti a scegliere la via ticinese, che di fatto sta per la via italofona. Constatando questo risulta superfluo chiarire che l’ostacolo primo è sicuramente quello legato alla lingua. Per tale motivo la scuola insieme alle famiglie, già a partire dalle classi elementari, deve motivare e stimolare i bambini nell’apprendimento della seconda lingua, utilizzando strategie accattivanti e offrendo loro opportunità d’apprendimento del tedesco. Dalla mia esperienza lavorativa posso comunque confermare la facilità e la naturalezza dei bambini nell’apprendere e nell’assimilare nozioni e concetti, questo anche per quanto concerne le lingue straniere.
Ma perché invitare i giovani a formarsi nella terra retica tedescofona?
Semplicemente perché rappresenta un’opportunità e una possibilità dalle mille risorse, oltre a formarsi professionalmente avrebbero l’occasione di arricchirsi linguisticamente, culturalmente e personalmente (“lontan de ca sa impara a rangias”).
A questo aveva sicuramente pensato a suo tempo il compianto, già Granconsigliere, Andrea Zarro con l’idea e la realizzazione della Fondazione per apprendisti e studenti del Moesano che dal 1998 supporta finanziariamente i giovani che si formano in territorio nazionale in lingua tedesca o francese.
Formandosi “lontani da casa”, padroneggiando una seconda lingua, conoscendo culture e persone diverse i giovani si assicurano un ampliamento degli sbocchi professionali.
Concludo chiarendo un aspetto a me caro e importante dopo quanto scritto, perché potrebbe essere frainteso: la mia intenzione non è quella di spingere i giovani a lasciare la Valle senza farne più ritorno, bensì ad allontanarsi in giovane età, arricchirsi come ogni giovane ha diritto, per poi riavvicinarsi alla Regione con qualcosa da apportare sia a livello professionale che personale. Questo per le nostre aziende, che hanno sicuramente la volontà di assumere personale locale, ma ovviamente non a scapito delle competenze, per i cittadini e per la nostra Regione.

Eleonora Righetti, candidata al Gran Consiglio per l’Alleanza del Centro

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“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

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