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Politica
martedì 10 maggio 2022.
Sistema proporzionale promette scintille, conteso anche il governo

(ats) Il nuovo sistema elettorale proporzionale promette scintille nell’elezione per il rinnovo dei 120 seggi del Gran consiglio dei Grigioni. Molto combattuta anche la corsa per i cinque seggi dell’esecutivo, con due uscenti di PLR e Centro che non si ripresentano, perché in carica da tre legislature, e l’UDC che mira a rientrare nel governo dove non è più rappresentata dal 2008.

La distribuzione dei seggi nel parlamento retico uscita dalle ultime elezioni era la seguente: 36 PLR, 30 PDC, 23 PBD - con questi ultimi due partiti che nel frattempo si sono riuniti nell’Alleanza del Centro -, 18 PS, 9 UDC, 3 PVL e 1 senza partito.

Il nuovo sistema bi-proporzionale, noto come doppio Pukelsheim, mette fine alle tradizionali "elezioni di personalità" nelle valli retiche favorite dal maggioritario.

I 39 circoli elettorali esistenti vengono mantenuti, ma con il nuovo sistema i 120 seggi del parlamento saranno in un primo tempo ripartiti in base alla quota di elettori che i partiti ricevono a livello cantonale (sovraripartizione); in una seconda fase si terrà conto anche dei "voti residui" che altrimenti andrebbero persi nei circoli più piccoli (sottoripartizione).

Sistema più rappresentativo

Il nuovo sistema - già applicato in diversi cantoni - è stato introdotto in seguito ad una sentenza del Tribunale federale che considerava quello precedente in parte anticostituzionale. È considerato più favorevole ai partiti minoritari e meglio rappresentativo delle forze a livello cantonale.

Anche se i confronti con il passato sono difficili, un sondaggio dell’istituto Sotomo - realizzato per conto del gruppo Somedia e della Radiotelevisun Svizra Rumanstscha RTR - prevede una forte avanzata dell’UDC, controbilanciata da un "crollo" del Centro, una progressione del PS e dei Verdi-liberali, come pure perdite rilevanti per il PLR.

Stando al sondaggio, l’UDC arriverebbe a totalizzare il 26% delle preferenze e 31 seggi, esattamente gli stessi del Centro (PDC e PBD perderebbero insieme una ventina di seggi). Il PS avanzerebbe a terza forza cantonale (22%) con 26 seggi, davanti al PLR (17% e 20 seggi) e ai Verdi-liberali (9% e 10 seggi).

Seggi contesi anche in consiglio di Stato

Anche le elezioni del Consiglio di Stato si preannunciano emozionanti. Una donna e sei uomini - tra cui soltanto tre uscenti
- sono in corsa per le cinque poltrone, attualmente ripartite tra 3 esponenti del Centro, 1 PLR e 1 PS.

Per il Centro si ripresentano Marcus Caduff (economia pubblica e socialità, ex PDC), Jon Domenic Parolini (educazione, cultura e ambiente, ex PBD) e per il PS Peter Peyer (giustizia, sicurezza e sanità).

Come quattro anni fa, Parolini è considerato un candidato traballante. A causa dei limiti di mandato, il Centro ha dovuto rinunciare a ricandidare Mario Cavigelli (ex PDC, infrastrutture, energia e mobilità) e manda nella corsa Carmelia Maissen: l’unica candidata donna è gran consigliera e sindaco di Ilanz.

Il PLR cerca di difendere la sua poltrona - quella dell’attuale responsabile della finanze Christian Rathgeb, che non si ripresenta per raggiunto limite di mandati - con Martin Bühler, che si è fatto conoscere in particolare in qualità di capo dello stato maggiore di condotta sul coronavirus.

Anche l’UDC ha ambizioni di entrare in governo, dove non è più rappresentata da quattro legislature, e lancia nella corsa Roman Hug, uno dei suoi esponenti più noti a livello cantonale, essendo presidente della sezione grigionese del partito, gran consigliere e sindaco di Trimmis.

Settimo candidato, considerato però un outsider, è l’architetto 72enne Hans Vetsch di Prettigovia, che con la sua candidatura dice di voler dare voce agli elettori senza partito.

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“In pace i figli seppelliscono i padri, mentre in guerra sono i padri a seppellire i figli.”

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