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Lettere dei lettori
sabato 28 maggio 2022.
LA QUOTIDIANITA’ SMARRITA - Anche il calcio non aiuta
di Teresio Bianchessi

Manca, manca a tutti lo scorrere quotidiano, mancano le cose frivole, banali, manca l’andare al cinema, a teatro, a fare una gita, a far festa con gli amici, ma anche svegliarsi sereni, andare a far la spesa con la mente sgombra, pranzare disattenti davanti alla Tv che trasmette cose ovvie, essere sbadati. Stavamo quasi ritornando alla quotidianità grazie alla pandemia che fletteva e flette; la tregua ci aveva aperto uno spiraglio di normalità e quando eravamo pronti a riprenderci la vita ecco Putin, la guerra.

La guerra? Sì la guerra a sprofondarci nell’incertezza, in altra pesante precarietà e nessuno sa per quanto tempo.
Per la pandemia, grazie all’impegno di ricercatori di tutto il mondo, è arrivato a tempo di record il vaccino, di cercare un antidoto alla guerra, invece, sembra se ne occupino seriamente in pochi e così eccoci di nuovo costretti in trincea dove non c’è aria, luce, ci si accuccia in un angolo e l’anima fatica persino a sentire il canto armonioso e profumato della primavera.
Reagire, scuoterci deve diventare un mantra per non sprofondare; l’impegno di certo è faticoso, riserva sorprese, io ho provato con il calcio e dopo anni sono tornato al Meazza con i nipoti per una partita di cartello: Milan - Atalanta, penultima di campionato, in gioco lo scudetto.
Stadio strapieno, euforia alle stelle, coreografie spettacolari delle curve dei tifosi, cori, cori così assordanti da disturbare i timpani, non capisco cosa urlano, chiedo aiuto ai nipoti, loro han capito e faticano a riferirmi perché sono termini volgari rivolti poi all’altra squadra della città, l’Inter che neppure è in campo.
La partita è accesa, il risultato in bilico e gli insulti che lanciano all’arbitro sono maleducati e gratuiti, attorno ho ragazzi under trenta che fumano fregandosene di chi sta loro vicino, bestemmiano, ascolto frasi blasfeme che non ho sentito pronunciare nemmeno ai tempi degli ubriachi nelle bettole, sono davvero infastidito.
Improvvisamente e con chiarezza mi ricordo allora delle ragioni che mi avevano allontanato, ai tempi, dagli stadi!
Il Milan vince lo scudetto, sono milanista, sono contento, in Tv vedo la festa dei tifosi davanti a “Casa Milan”, dovrebbero essere in festa invece anche dopo la vittoria i cori sono sempre “contro” e medesima la volgarità.
L’indomani, proprio sul pullman scoperto che porta per le vie di Milano la squadra, appare un cartello, sempre “contro”, che sbeffeggia trivialmente la vittoria di Coppa Italia dell’avversario.
Sull’episodio arriva ad indagare addirittura la “Federazione gioco calcio”.
Ma dopo tante sofferenze, dobbiamo proprio ritornare a questa normalità?
Dobbiamo sempre essere “contro”?
Centrerà qualche cosa questa mia breve testimonianza, con l’eterno proliferare del virus della guerra?

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È conveniente che esistano gli dei, e, siccome è conveniente, lasciateci credere che esistano.

Ovidio (Publio Ovidio Nasone)

 
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