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Lettere dei lettori
sabato 2 luglio 2022.
GUERRA, PECCATO ORIGINALE
di Teresio Bianchessi

Quanto l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia abbia sconvolto tutti è palese: violenza insensata che ha ferito i sentimenti, i progetti, la serenità, destabilizzando ulteriormente, con il suo colpo meschino, un futuro che già era incerto.

Intanto la guerra continua e ogni giorno missili piovono sulle città ucraine provocando morte e sofferenze indicibili mentre, ai tavoli, le cancellerie mondiali discutono strategie, alleanze, inganni, aiuti militari, sanzioni.
L’uomo della strada vorrebbe capire perché non si pone fine a tanta violenza, ma l’esercizio è faticoso quanto sterile perché il tutto avviene senza che alcuno ascolti e si preoccupi minimamente di dar peso ai suoi pensieri.
Da un po’ di tempo fatico anch’io a parlarne, a scriverne, ma il dolore arriva quotidiano e la visione di quelle immagini di distruzione mi strazia.
Nel silenzio ho provato allora a cercare, scovare, capire il germe della guerra perché è quello che bisogna combattere per mettere fine, una volta per tutte, alle atrocità che la storia periodicamente perpetra e una illuminazione mi è venuta alla messa domenicale ascoltando, con diverso orecchio, il noto racconto della genesi:
“…Ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete” - Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto! Anzi Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste, si apriranno i vostri occhi e sarete come Dio …”.
La riflessione ritorna laica; Adamo ed Eva sono i dittatori, i despoti di ieri ed oggi, tronfi, ubriachi di potere, narcotizzati a tal punto dal serpente, da non porsi limiti, sordi anche a quel “…morirete”, alla caducità dei giorni che dovrebbe frenare ogni eccesso, e vien da supporre che davvero, nel loro insano pensare, diano credito ciecamente alla lingua biforcuta del rettile: “…sarete come Dio”.
Serpi invece restano, offuscati dal potere, dall’illusione di onnipotenza che li acceca a tal punto da non vedere le carneficine che provocano.
Colpevole solo quel ridottissimo manipolo di tiranni che ha abbruttito e abbruttisce pagine della storia?
No, deve riflettere anche l’uomo della strada, altrimenti come spiegare le folle che li hanno acclamati e li acclamano?
I tiranni sono enormi calamite che attraggono tutti quelli che hanno attorno, di loro sono tanto più nefastamente forti e per salvarsi c’è un solo modo: starne alla larga, ignorare le loro subdole lusinghe, detto diversamente, per l’uomo della strada e dell’ufficio, stare alla larga dalle derive nefaste del potere e appena si presenta l’occasione non esitare a schiacciare, metaforicamente, la testa del serpente di turno.
Accadrà mai?

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Chi non sa sorridere non apra bottega.

(Proverbio cinese)

 
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