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Cultura
sabato 20 agosto 2022.
POLITICA D’AGOSTO
di Teresio Bianchessi

Un tempo gli italiani temevano la “Politica d’agosto” perché proprio in quel mese di vacanza, approfittando della testa altrove dei cittadini, i governi di turno votavano interventi che puntualmente spillavano quattrini dalle loro tasche o davano via libera a riforme sgradite.

Questa estate 2022 è senza precedenti nella storia del paese che è inaspettatamente e ingloriosamente senza governo e nel vivo di nuove elezioni politiche, voto previsto per il 25 settembre; tempi strettissimi per la campagna elettorale, per fare coalizioni, presentare i candidati, operazione quest’ultima ancor più difficile per la riduzione dei numeri di parlamentari. Questa volta i cittadini tengono davvero la testa altrove anche perché i più non han capito la crisi di governo che ha mandato a casa un Presidente del Consiglio che tutto il mondo ci invidiava, ed è prevedibile che questo sconcerto aumenti il disamore verso la politica e faccia diminuire ancora e in maniera imbarazzante il numero di cittadini che si recheranno alle urne.
La politica, difficile capirla.
La mia disillusione mi ha portato a concludere che la politica fa “un altro mestiere” diverso da quello del contadino, dell’operaio, dell’avvocato, del medico, del professore etc. che hanno ben a cuore il loro terreno e lo dissodano, lo curano, lo nutrono; di contro anche i politici le cure, le attenzioni le promettono, anzi le sbandierano, ma il disincanto è finito da tempo ed è evidente che la politica “lavora” per interessi lontani dai reali bisogni della gente, interessi spesso occulti, a volte non tanto.
Come fare allora per far diventare questo “altro mestiere” un lavoro che abbia i connotati di tutte le fatiche che conosciamo?
Il suggerimento, lo spunto me l’ha offerto un’intervista della rivista femminile “Grazia” alla Sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi che nel formare il governo della città ha istituito “l’Assessorato alla Manutenzione, decoro urbano, sviluppo del patrimonio e cura del verde pubblico”, qualche cosa di simile lo hanno un po’ tutte le amministrazioni, ma in questo caso la Sindaca ha dettagliato minuziosamente il compito.
Gli assessorati sono tanti, cito a mo’ d’esempio anche istruzione e salute… cosa succederebbe se la politica visitasse le aule spesso malconce, parlasse con docenti precari e scontenti o si mettesse in coda nelle accettazioni degli ospedali per sentirsi dire che un esame specialistico lo si può fare solo dopo dodici mesi?
Quanto lavoro dovrà poi fare, ritornando al citato assessore della manutenzione, se deciderà seriamente di affrontare l’incuria del verde della città, delle strade sconnesse, dei torrenti invasi da rifiuti, sterpaglie, rovi, dei boschi impraticabili, dei greti dei fiumi soffocati dalla plastica.
Faticoso, troppo faticoso, meglio partorire allora nuovi progetti dispendiosi, piani quinquennali, decennali, realizzazioni lontane nel tempo, naturalmente enfatizzando, sbandierando l’impegno per salvare il pianeta, insomma fare “un altro mestiere”…fare politica.
Altra musica, invece, se decidessero di fare, ognuno per la propria competenza, il lavoro di tutti, farebbe la differenza perché la “Casa Comune” sarebbe linda, coloro che la abitano curati e in buona salute, i giovani aiutati e ben istruiti, il territorio non più ostile e questo “modesto fare” non escluderebbe, anzi, promuoverebbe il vero futuro sostenibile, tanto auspicato a parole da tutti.

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“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

WINSTON CHURCHILL

 
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