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Politica
sabato 10 settembre 2022.
Punire i cittadini che non vogliono patire il freddo?

Lanciando la sua pseudo-campagna di risparmio (fintamente ecologista e profondamente anti-sociale) il Consiglio federale sta cercando non di aumentare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, come tenta di far credere, ma di correre disperatamente ai ripari dopo che negli ultimi sei mesi ha sbagliato tutto in politica estera finendo addirittura nella lista nera di un altro paese! Ora a pagare l’effetto boomerang delle sanzioni europee saranno i lavoratori e le classi popolari del nostro Paese e d’Europa, non certo gli oligarchi russi che si stanno rivolgendo ad altri mercati (peraltro ben più succulenti) e nemmeno gli oligarchi svizzeri che non soffrono il rincaro!

Al di là delle ridicole proposte indegne di una classe politica seria come quelle di indossare un maglione in più (geniale intuizione di Guy Parmelin) o quella di fare la doccia in due (assurda battuta di Simonetta Sommaruga), ora è stata fatta volutamente girare la notizia che, secondo la Legge federale sull’approvvigionamento economico del Paese, chi non rispetta le direttive sul risparmio energetico potrà essere multato fino a 180 aliquote giornaliere o, addirittura, messo in carcere per tre anni. Se a Berna ci si affretta a dire: “non siamo uno Stato di polizia”, noi rispondiamo "excusatio non petita, accusatio manifesta"! Dopo le enormi manifestazioni di protesta contro la NATO, il rincaro e le sanzioni andate in scena a Praga e a Colonia si vuole forse intimorire i lavoratori?

Deve essere chiaro a tutti che quella del Consiglio federale non è affatto una lotta allo spreco: si paventano misure repressive contro i propri stessi cittadini solamente perché l’esecutivo ha sbagliato e si è piegato ai diktat dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. Abolendo la nostra neutralità si sta mettendo a repentaglio l’approvvigionamento energetico del Paese diminuendo il benessere dei lavoratori e dei cittadini che già prima faticavano ad arrivare a fine mese. Si tratta quindi di scelte politiche deliberate di un governo che non sta facendo gli interessi della collettività.

Il Partito Comunista ribadisce la necessità di mettere urgentemente fine alle sanzioni tornando a svolgere il ruolo di paese neutrale; di indicizzare all’inflazione i salari, le pensioni e le prestazioni sociali e di ridistribuire una parte delle riserve della Banca Nazionale per compensare la perdita del potere d’acquisto dei cittadini e acquisire nuove partecipazioni statali delle imprese ritenute strategiche per l’approvigionamento energetico nazionale.

Partito Comunista

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“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”

WINSTON CHURCHILL

 
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